mercoledì 26 ottobre 2016

Editing (parte 2): La Grammatica - #Corso #Scrittura

Glauco Silvestri
Dal Dizionario
In passato mi è capitato che degli autori esordienti mi chiedessero una valutazione ai loro scritti. Non mi veniva chiesto di fare l'editing di quanto mi proponevano, ma spesso e volentieri quei testi necessitavano di un esame attento dal punto di vista grammaticale. La coniugazione dei verbi, i segni di interpunzione, la struttura delle frasi, questi erano i problemi che più spesso incontravo in quei romanzi... E di sicuro potete immaginare l'imbarazzo che provavo quando, abbandonata la lettura, mi trovavo costretto a scrivere qualcosa all'autore per... Fornire il giudizio promesso.

E' per questo motivo che, qui, ora, devo sottolineare l'importanza di questa fase di editing. 
E' importante la trama, è importante la struttura, ma se manca il linguaggio, il romanzo è rovinato.
Affrontiamo quindi gli elementi fondamentali che un testo deve rispettare:

  • I Verbi;
  • La Punteggiatura;
  • La sintassi, il lessico, l'ortografia...
Per quanto riguarda i verbi, le varie forme verbali, è evidente che si debba coniugare correttamente ogni frase scritta nel romanzo, e magari che ci sia una certa coerenza tra frase e frase, così che il testo sia comprensibile e non un complesso giro di giostra tra le moltissime possibilità verbali che la lingua italiana offre. Se c'è bisogno di un ripassino, non dovete vergognarvi di ciò, piuttosto che nascondere la cosa (n.d.r. Difficile da nascondere il fatto che non sappiate coniugare un verbo se avete intenzione di fare gli scrittori), acquistate qualche libro e cercare di colmare le vostre lacune. 
Non ci si può improvvisare scrittori senza saper scrivere correttamente.
E no! Proprio no! Il correttore automatico del vostro word processor non basta.

La Punteggiatura è un altro punto dolente. Le virgole hanno uno scopo. I punti e virgola hanno uno scopo. I punti hanno uno scopo. I puntini di sospensione sono tre, solo tre, non più di tre, e neppure meno di tre. I punti interrogativi, e quelli esclamativi, stanno sempre da soli, non devono essere più di uno, mai e poi mai più di uno. Non potete scrivere un romanzo come fosse una chat. Tre punti interrogativi non enfatizzano la domanda, semplicemente sono un errore. Per enfatizzare la domanda dovete usare il testo, la vostra capacità espressiva, e non il numero di punti interrogativi. Questi sono solo alcuni suggerimenti. Il più importante da indicare è quello relativo al legame stretto tra la punteggiatura e la respirazione. 
Vorrei che leggeste il testo qui sotto ad alta voce, seguendola alla lettera:
John fissò negl'occhi il suo avversario e gli puntò contro il suo miglior sorriso mentre la mano andava a prepararsi sul fianco in attesa di estrarre l'arma da fuoco. Era veloce con la pistola ma non sapeva esattamente con chi aveva a che fare per cui voleva sminuirlo e umiliarlo e distrarlo sfruttando qualsiasi mezzo a sua disposizione. Ciò gli avrebbe permesso di coglierlo alla sprovvista allo scoccare del mezzogiorno e sparare per primo.
Ci siete riusciti? Avete trattenuto il fiato? Siete stati costretti a interrompere la lettura per respirare?

Mappa della Grammatica (click per ingrandire)
Presa da qui
I segni di interpunzione vanno sfruttati proprio per dare ritmo al testo, per regolare il respiro del lettore... e per non farlo stramazzare al suolo colto da improvvisa asfissia. Una frase lunga senza virgole può dare un ritmo concitato all'evento che descrive, ma allo stesso tempo deve essere ben calibrata. Se proprio non si vuole mettere una virgola, allora la frase va portata alla giusta lunghezza e chiusa con un punto.
In generale, la virgola indica una pausa breve, il punto e virgola una pausa lunga, il punto è invece a rappresentanza della chiusura della frase, e prendersi una pausa ancora più lunga. In terzi, potete pensare a 1/3 per la virgola, 2/3 per il punto e virgola, 3/3 per il punto. Occhio che dopo il punto non si deve per forza andare a capo. Si va a capo se nella frase successiva viene cambiato l'argomento. Si rimane in linea se la frase successiva è ancora connessa con quella appena terminata. C'è infatti differenza tra la chiusura di una frase e la chiusura di un periodo.
Tornando al testo di esempio, una sua forma corretta potrebbe essere la seguente:
John fissò negl'occhi il suo avversario; gli puntò contro il suo miglior sorriso mentre la mano andava a prepararsi sul fianco, in attesa di estrarre l'arma da fuoco. Era veloce con la pistola, ma non sapeva esattamente con chi aveva a che fare; per cui voleva sminuirlo, umiliarlo, e distrarlo sfruttando qualsiasi mezzo a sua disposizione. Ciò gli avrebbe permesso di coglierlo alla sprovvista allo scoccare del mezzogiorno, e sparare per primo.
La sintassi è una questione altrettanto importante, così come lo sono l'ortografia, e il lessico.
Troppi sono gli argomenti da trattare per un singolo post, ma ricordatevi che, fondamentalmente: Una frase è composta da soggetto, verbo, e complemento oggetto. In pratica deve rispondere a poche domande, ovvero:
  • Chi?
  • Cosa fa?
  • A che cosa?
Che nella frase:
John uccide Peter
Diventa:
  • Chi = John (soggetto)
  • Cosa fa= uccide (verbo)
  • A che cosa= Peter (complemento oggetto)
Queste sono le basi dette in soldoni. Poi tutto va a complicarsi con le frasi complesse, ma non sarò certo io a darvi lezioni di grammatica. Ciò che conta è che abbiate compreso i fondamenti e che nello scrivere vi poniate le domande corrette, evitando così di mettere su carta dei testi senza capo né coda.
Vi rimando a questo link per comprendere meglio quali errori si possono compiere nel scrivere una frase. La pagina che propongo riassume ottimamente ciò che dovete evitare nella stesura del vostro romanzo.

Per concludere, anche da esperti conoscitori della lingua italiana, dobbiamo sempre riconoscere che qualche errore può scappare, anche involontariamente. Nel mio passato da scrittore mi ero fatto una piccola tabella con gli errori in cui incorrevo più spesso, e inconsciamente, visto alla prima rilettura li individuavo immediatamente. Grazie alla tabella, col 'cerca-e-sostituisci', potevo ovviare alle sviste in automatico, velocemente, così da potermi poi concentrare su errori più subdoli e/o non così immediati da individuare.
Anche in questo caso vale il consiglio di non correggere immediatamente il testo, bensì di lasciarlo decantare per qualche giorno, così che durante la lettura i vostri occhi seguano realmente quanto scritto, e non ciò che pensate di aver scritto.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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