mercoledì 28 giugno 2017

Resident Evil, the Final Chapter - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Finalmente, con questo film, finisce l'agonia. Resident Evil Final Chapter chiude tutta la vicenda, sconfigge il virus T, e forse (n.d.r. In questo 'forse' potrebbe esserci uno spoiler) mette pace alla spericolata vita di Alice, che ormai da tempo immemore combatte contro una corporation, contro mostri assassini, e soprattutto contro sé stessa. 

Li ho visti tutti i film in live action dedicati all'omonimo videogame, e continuo a credere che l'unico che meriti veramente di essere visto è il primo. Poi magari, il secondo e il terzo hanno ancora un perché... Ma ciò che segue diventa quasi inaffrontabile per chi esige che un film abbia una trama, abbia personaggi di spessore, abbia un contenuto. Il capitolo finale della vicenda non svincola da quanto detto sopra. Sembra la trama di un videogame, pari pari, senza troppi fronzoli e sfumature. Dopo tanto errare per il mondo, Alice ritorna all'alveare, e qui ritroviamo alcuni luoghi già visitati nel primo film, ma non c'è proprio effetto nostalgia... Non c'è tempo per queste cose, perché il film è pura trama da videogame.
Alice entra in un luogo buio, trova una torcia, l'accende e avanza. Rumore sospetto. Si gira di scatto. Spara. E' un mostro. E poi un altro, e un altro. Combatte per un po', poi corre, salta, trova un Humvee con le chiavi nel quadro e il pieno nel serbatoio. Mette in moto e da gas, e arriva un bestione volante che l'attacca, e lei fugge, eccetera eccetera...
Si rivedono anche alcuni vecchie glorie, personaggi provenienti dalla seconda pellicola e con cui Alice aveva costruito un po' di empatia. Però non c'è tempo per rivangare il passato. E' subito azione. Arrivano i cattivi e bisogna difendere i buoni.

In pratica è un videogame, e in gioco c'è la salvezza dell'ultimo avamposto di umanità scampata sia ai non-morti, sia a quelli della Umbrella corporation. Ci sono persino cinque, forse dieci, minuti per un breve spiegone di quanto è accaduto, e qualche rivelazione choc, tutte ad opera della regina rossa... Ve la ricordate la regina rossa? Pensate che addirittura in questi spiegoni si finisce persino per far andare in crisi la continuity, e persino le origini, di tutta la saga... 

Va be'. Ce ne sarebbe da dire tante su questo film, ma alla fine è proprio brutto forte. Se l'ho visto, è stato solo perché volevo sapere come andava a finire la saga, visto poi che al gioco non ci ho giocato mai.

Lo sconsiglio? E' pieno di difetti, è realizzato con un budget imbarazzante, la trama è piatta come una tavola da surf, però c'è parecchia azione, qualche effetto sorpresa efficace, e un lontano richiamo ad ambientazioni alla Mad Max. Insomma, è trash e non lo si amerà mai, ma con questo si chiude tutto, perché allora non levarsi la curiosità di scoprire come va a finire?


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martedì 27 giugno 2017

L'assurdità della situazione...

Glauco Silvestri
A mio parere l’assurdità della situazione divenne palese nell’autunno 2002, quando uno dei più antichi e venerabili mezzi di sostentamento scomparve di punto in bianco dalla tavola degli americani: come avrete capito, sto parlando del pane.

Il dilemma dell'onnivoro (Gli Adelphi) (Italian Edition) (Pollan, Michael)



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sabato 24 giugno 2017

Brave - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Devo ammettere che Brave è forse il prodotto meno riuscito della Pixar. Per quanto la qualità dei disegni è sempre elevatissima, in particolar modo lo studio dei capelli della piccola Merida, la vicenda non è proprio proprio adatta a un pubblico adulto, e per certi versi ricorda ciò delude un po' chi ormai si è posto una aspettativa parecchio alta per i prodotti di questi geniacci dell'animazione digitale.

La storia è quella della impetuosa principessa Merida, figlia di Re Fergus e della regina Elinor. La ragazzina sta crescendo in fretta, è affascinata dai racconti avventurosi sulla gioventù del padre, e non vede di buon occhio gli insegnamenti della madre, che vorrebbero prepararla a un futuro di regina, visto che la tradizione la vorrebbe vedere in sposa del figlio di uno dei tre potenti alleati di Re Fergus.
Il comportamento di Merida causa scompiglio in tutto il regno, con il rischio di una guerra, ma lei è determinata a seguire il proprio cammino, e chiede aiuto a una strega... Cosa che ormai sappiamo tutti, porta solo guai.
Difatti l'incantesimo richiesto da Merida, ovvero quello capace di far cambiare idea a sua madre, e di non imporgli il matrimonio, ottiene risultati imprevisti. La madre si trasforma in orso, e... Per evitare che la mutazione rimanga permanente, la principessa Merida avrà solamente due giorni di tempo per trovare una soluzione.

Film pieno di gag comiche, per lo più grazie ai tre fratellini di Merida e alla goffagine del grande e grosso Re Fergus. Bella l'idea della segreteria telefonica della strega. Per il resto, l'ho già detto, la vicenda manca di quel guizzo di genialità a cui ero abituato, e non me la sento di promuoverlo a pieni voti.



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venerdì 23 giugno 2017

Kill Command - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Siamo in un futuro prossimo. Una squadra dei corpi speciali dei Marines, al comando del capitano Bukes, è inviata per un addestramento su un isola remota in cui tutte le comunicazioni con l'esterno sono schermate. Con loro c'è il tecnico specialista Mills, una donna che solitamente si occupa di sviluppo di intelligenza artificiale - ovviamente in campo militare - e il cui cervello è profondamente collegato alla rete globale attraverso una connessione neurale artificiale. Lo scopo di Mills è quello di studiare e comprendere meglio il comportamento dei Marines in battaglia, così da riprodurre questi comportamenti nelle armi robotiche in via di sviluppo. Il problema è che, non appena giungono sull'isola, Mills si accorge immediatamente che c'è qualcosa di strano. Dei droni autonomi li osservano in continuazione, e da predatori, molto in fretta, la squadra dei Marines diventa preda... E i cacciatori sono le stesse macchine che Mills ha contribuito a costruire, che non avrebbero dovuto ancora trovarsi sul campo, perché la loro programmazione era ancora incompleta.
Incompleta sì... Ma sviluppata a sufficienza per rendere questi robot dei soldati micidiali perfettamente organizzati, e intenzionati a uccidere tutto ciò che non fa parte della loro 'comunità'.

Kill Command è un film onesto che sfrutta alcuni cliché già visti in passato per affrontare il solito tema dell'intelligenza artificiale, e dell'uso di macchine intelligenti in guerra. Un tema già visto in un film di cui abbiamo parlato solo pochi giorni fa (n.d.r. Robot World) , ma che è già stato affrontato anche in altri titoli discussi ormai diverso tempo fa (n.d.r. Stealth). Tema semplice richiamato per fare spettacolo e raccontato in modo ancor più semplicistico. Ma per la visione è giusto così perché alla fine è e rimane un film di azione, mixato diligentemente con la fantascienza, ove predomina più che il discorso etico, il thrilling di una missione di addestramento dove chi pensava di doversi addestrare, in realtà fa da bersaglio. Un ribaltamento di ruoli che non lo si vede spesso, ma che piace a chi ama film d'azione, che funziona sempre - sin dai tempi del buon vecchio Predator - e che funziona anche in questo caso.

I personaggi sono ben costruiti, hanno uno spessore non indifferente, e anche le comparse mostrano un carattere complesso che viene ben raccontato sia nei momenti concitati, sia nei momenti di quiete. Paradossalmente - forse - il personaggio meno tridimensionale è il capitano Bukes, che mostra di sé il lato duro del comandante, ma di rado si dimostra un carattere complesso. Misteriosa la bella Mills, così robotica e allo stesso tempo così umana, un volto algido - quello di Vanessa Kirby - che calza perfettamente con il personaggio che interpreta.

Si tratta di una pellicola ben realizzata, con una buona CGI, e che, per quanto sia un film senza troppe pretese, si guarda volentieri.


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