martedì 21 febbraio 2017

Volgarità!

Glauco Silvestri
La volgarità sulle labbra di quella donna suonava come un rogito notarile.

Per una cipolla di Tropea (Italian Edition) (Defilippi, Alessandro)



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lunedì 20 febbraio 2017

Ya, la battaglia di Campocarne - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Era da parecchio - ma parecchio - tempo che non leggevo un libro di pura avventura. Forse dai tempi delle scuole... medie! Già! Perché crescendo si viene attratti da trame più complesse, da storie che facciano lavorare il cervello, o magari da romanzi storici, o dalla fantascienza più contorta che... Va be', quando poi ho incrociato la Trilogia di Valis, son tornato un po' indietro perché quella trilogia era un po' troppo anche per me.
Forse è colpa di Roberto Recchioni se son tornato a questo tipo di letture. E' forse una sorta di innamoramento letterario. Asso mi stupì, Mater Morbi mi affascinò, e riguardo agli altri suoi lavori, ne ho recensiti parecchi su questo blog, ultimamente, per cui non è necessario che mi dilunghi al riguardo.

Ya, la battaglia di CampoCarne era nella mia wishlist su Amazon, e a Natale qualcuno ha fatto man bassa da quella lista per preparare i regali che avrei trovato sotto l'albero, per cui me lo sono letto tutto d'un fiato.

Una storia semplice, ve l'ho detto. Un ragazzino magro che vive in un villaggio sperduto e sogna di diventare un soldato di ventura. Un grande soldato di ventura che gira tra i paesi a raccontare le sue storie, a chiedere un obolo per queste, sia in danaro, sia in carne fresca da addestrare alla guerra. Il ragazzino - Stecco - sentendo le storie decide di seguire il soldato di ventura, noto come Granduomo. Ma il padre gli vieta questa follia, per lo meno finché c'è bisogno delle sue braccia per coltivare i campi. E poi dove potrebbe trovare la moneta d'oro per pagare il suo addestramento? Ma alla fine Stecco riesce a convincere il padre, il quale gli offre anche una moneta d'oro, prendendola dai pochi risparmi di una vita. Stecco parte, incontra Marta la Brutta, che diventerà la sua compagna, e si dirige verso DorsoDuro, il castello dove Granduomo addestra i suoi soldati. Non è un cammino facile, e l'avventura diventerà parte della vita di Stecco e Marta prima ancora di arrivare al castello, ma ciò li forgerà in carattere e vigore, e li preparerà alla battaglia. Già! Perché i due giovani, quand'anche saranno entrati nelle fila di Granduomo, non avranno molto tempo per addestrarsi che - subito - dovranno scendere in battaglia nella vallata di Campocarne, dove vedranno la morte da molto molto vicino.

Lettura agile, veloce, coinvolgente. I personaggi hanno carisma, e non sono i soliti eroi senza macchia. Tutt'altro, di macchie gli eroi ne hanno tante, e forse le storie che raccontano non sono proprio così vere come tutti credono. Ma cosa cambia? L'avventura è l'avventura, e i giovani amano l'avventura. Stecco, Marta, e il giovane iettatore sono un trio male assortito che però funziona davvero bene in questo romanzo. E la figura iconica di Granduomo è come Batman, un'ombra intoccabile e integerrima se vista da lontano, ma un semplice uomo con pregi, difetti, e vulnerabilità, se visto da vicino.

Davvero un bel libro. Lo consiglio.



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domenica 19 febbraio 2017

Il Socio - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
C'è stato un periodo in cui i legal thriller la facevano da padroni a Hollywood. Grisham, ovviamente, era una fonte inesauribile di idee, e Il Socio non è l'unico tra i suoi romanzi che abbia ispirato la realizzazione di una pellicola cinematografica. E be'... Devo dire che difficilmente hollywood sbagliava nella produzione di questi film.

Il socio vede un giovanissimo Tom Cruise nei panni di Mitch McDeere, giovane avvocato (n.d.r. Squattrinato) in cerca di lavoro. Dopo diversi colloqui, diverse offerte da parte di importanti studi legali americani, decide di andare a lavorare per una piccola società di Memphis. Un ottimo stipendio, diversi benefit, un rapporto amicale, se non addirittura famigliare... Quella piccola società sembra la panacea di tutti i mali, per cui si trasferisce assieme a sua moglie, e all'inizio - a parte gli orari da stacanovista a cui lo costringono per vedere quanto vale veramente - tutto sembra andare a meraviglia. Poi... All'improvviso una coppia di avvocati della piccola società muoiono in uno strano incidente durante una escursione subacquea, un paio di agenti dell'FBI cominciano a perseguitarlo, e i sospetti cominciano a infiltrarsi nella mente del ragazzo. Scoprirà che la società per cui lavora è strettamente legata a una famiglia malavitosa di Chicago, che si occupa di ripulire i traffici della famiglia, e che non è tutto oro quello che luccica.

Bella storia. Ricorda Pinocchio, dove Mitch McDeere è un ingenuo 'burattino' che viene manipolato dal gatto e la volpe per i loro scopi. E quando è ormai legato nelle briglie dei due delinquenti, arrivano i gendarmi a scoprire tutti i giochi, e a metterlo nella situazione in cui scegliere il male minore è davvero difficile. Stare con il gatto e la volpe gli potrebbe dare ricchezza nel breve periodo, ma prima o poi lo condurrebbe in prigione. Aiutare i gendarmi lo metterebbe in una situazione altrettanto terribile, perché violando il segreto cliente-avvocato, il giovane pinocchio non potrebbe più lavorare, e dovrebbe vivere con il continuo terrore che - un giorno - mettendo in moto la propria auto potrebbe saltare in aria. Il colpo di genio arriva verso la fine, quando pinocchio riesce a salvare capra e cavoli con un trucco da vero avvocato... Trucco che però non andrò a svelare.

Bravo Tom Cruise, attore che è davvero spigliato nell'indossare i panni di ogni carattere che gli viene proposto. Bravo Gene Hackman, e forse non è neppure necessario sottolinearlo, visto che è davvero un fuoriclasse. Bravo Ed Harris. Bravissimo Gary Busey, una figura che ho sempre apprezzato nel cinema americano, attore molto versatile. Bravi tutti, davvero... Del resto il film ha un cast davvero ricco. Jeanne Tripplehorn è forse la figura meno disinvolta nei panni della moglie di Cruise. Del resto al momento in cui fu girato Il Socio era alla sua seconda pellicola della carriera, e forse doveva ancora trovare il mood giusto per presentarsi davanti alle telecamere.

Nel complesso è un ottimo film. Non risente degl'anni, e intrattiene bene tenendo sempre la suspense sul filo del rasoio. Lo consiglio.



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sabato 18 febbraio 2017

Il ponte delle Spie - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
E' il 1957. Siamo in piena guerra fredda. Rudolf Abel viene arrestato dall'FBI per spionaggio. Viene processato, e visto che gli USA sono simbolo di democrazia, ha diritto a un avvocato... Ehm! E questo avvocato deve essere un buon avvocato, un ottimo avvocato. Sarà James Donovan, legale assicurativo con poca esperienza in casi di questo genere, ad occuparsi della difesa di Abel. I due, durante il periodo del processo - il cui esito è scontato nonostante tutto il bla bla sui diritti umani etc etc - diventano amici, tanto che Donovan si convincerà a battersi fino in fondo per i diritti di questa spia sovietica. Riuscirà a salvarlo dalla forca, e convincerà le istituzioni che la sua vita potrebbe diventare importante nel momento in cui una spia americana finisca nelle mani della giustizia sovietica. Guarda caso, proprio mentre tutto ciò avviene negli Stati Uniti, un U2 viene abbattuto sopra i cieli sovietici, e il pilota viene catturato...

Il Ponte delle Spie è ispirato a una storia vera, e probabilmente per questo sono pochi gli effetti speciali, i colpi di scena, eccetera eccetera. Nella vita reale non esistono i colpi di scena. Gli eventi si formano un passo alla volta, secondo una struttura complessa, ma lineare (n.d.r. Per certi versi). E il film è lineare, ben interpretato, con una regia di prim'ordine. Tutto fila come deve, e per quanto vi sembri un film sulla guerra fredda, in realtà è la storia di James Donovan, avvocato assicurativo, bravo negoziatore, che in quegl'anni salverà parecchie persone, non solo il pilota dell'U2 Gary Powers, ma anche moltissimi uomini e donne durante la crisi cubana, e solo CIA ed FBI sanno quanto questo avvocato abbia fatto davvero in quegl'anni davvero terribili. 
Insomma, è la storia di un uomo pacato, retto, con dei principi. Tom Hanks lo interpreta a meraviglia, sia nei piccoli gesti, sia nei momenti fatidici. Acquisisce il volto dell'uomo fuori-posto che vuole fare la sua parte. Lui non è una spia, non è un agente dei servizi, è solo un avvocato... Eppure sarà lui a fare la differenza. E la regia di Spielberg si nota in sordina. Gli effetti speciali, la fotografia, tutto è curato nei minimi termini e con maestria. E' un tocco magistrale che mai sopravanza alla storia, la quale deve rimanere il fuoco della vicenda. Davvero bravo! E ancora più bravo è Mark Rylance, inglese, che se non sbaglio ha pure ricevuto un Oscar per l'interpretazione pacata di Rudolf Abel.

Bel film, si guarda volentieri.



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