martedì 30 agosto 2016

Il pensiero di avere dentro di me quell'affare...

Glauco Silvestri
Il pensiero di avere dentro di me quell'affare, quel cazzo, quel manico, quel palo o comunque si volesse chiamarlo, non aveva alcun senso, anche se avessi potuto convincermi di volerlo.

Posizione 4417-4418


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lunedì 29 agosto 2016

Shrek 1,2 e 3 - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Un decrescendo inaspettato. Il primo film, Shrek, era geniale, con tantissimi richiami a favole note e meno note, con un umorismo fine, una ambientazione davvero ben costruita. La storia dell'orco che salva la principessa dal drago, non per sposarla, bensì per poter mantenere la propria casa e non essere cacciato dal principe malvagio. Poi lo scoccare dell'amore, e lo scoprire che un antico maleficio, muta la principessa in orchessa, e... ciuchino! Film perfetto, ottimamente coronato con tanta musica, e un finale a festa davvero speciale.


Il secondo Shrek cavalca la scia del primo. Gli sposi novelli vanno in un paese lontano lontano per conoscere i genitori di lei. Qui compaiono le antiche rivalità, un principe azzurro che vuole a tutti i costi che la principessa sia sua, tanti malefici, strega cattiva, e finale a sorpresa con re ranocchio etc etc 
Film che si guarda volentieri, con ancora alcune trovate geniali, ma che ha perso il mordente del primo. Il Gatto con gli Stivali salva l'intero film. Divertente Q.B. e pace.

Il terzo Shrek era meglio che non ci fosse. Una forzatura che stanca fin da subito. La storia è semplice. Quando il papà di fiona abdica, Shrek rischia di diventare re del Regno Molto Molto Lontano, e non ne ha voglia mezza. Per cui deve trovare un sostituto. Parte con i figli di Shrek che vomitano in continuazione, e si finisce col mischiare favole e leggende, candidando al trono addirittura un giovanissimo Artù. Boh. Manca persino il concerto finale, e i richiami alle fiabe si son persi per strada. Lo scopo è far ridere, ok, ma i primi due film, per lo meno, avevano anche contenuti. No. Lo boccio in toto.

C'è stato anche un quarto film, E vissero tutti felici e contenti. Non l'ho visto, ma segnalo per dovere di cronaca. La trama mostra uno Shrek annoiato che fa un patto con un nano per tornare indietro nel tempo. Non sa che il nano ha altri piani, e difatti, il mondo cambia completamente, e il nano stesso diventa sovrano assoluto di tutto il regno. Poi tocca risistemare l'intera faccenda e... vivere felici e contenti. 

Ecco, probabilmente il decrescendo è dovuto all'altissimo livello con cui era stato realizzato il primo Shrek. Restare a quel livello era dura, e anche le trame complesse non sono sicuramente un punto forte della Dreamworks. Non dico che in casa Pixar avrebbero potuto fare di meglio (n.d.r. Anche lì c'è un calo di idee, visti i sequel orrendi basati su grandi capolavori come ad esempio Cars. Temo persino per il sequel de Alla ricerca di Nemo, che a breve comparirà nei cinema... Solo Toy Story regge bene in tutti e tre i film). Però, dopo il primo, gli altri mi sembrano più una caccia al botteghino, uno sfruttamento del franchise che funziona.

A ogni modo, la quadrilogia completa esiste anche in cofanetto, qui.


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domenica 28 agosto 2016

We Want Sex - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Oggi parliamo di un'altro film dedicato all'emancipazione femminile. We Want Sex è un titolo fuorviante, lo ammetto, ma gioca sul fatto che - durante una manifestazione - uno degli striscioni non fu disteso per bene, e invece della scritta We Want Sex Parity, la gente leggeva semplicemente le pirme tre parole... Ora immaginate, nel 1968, cosa poteva scatenare una scritta del genere sostenuta da un gruppo di donne davanti al palazzo del parlamento a Londra.

Ebbene siamo proprio in Inghilterra. E' il 1968, e la Ford Motor Company è una delle principali aziende americane sul suolo inglese. E in quell'anno l'azienda decide di declassare tutte le operaie donne, da operaie specializzate, a operaie senza specializzazione, decurtandone lo stipendio in modo considerevole. Mentre tutto il resto del paese accetta senza troppe proteste questa azione da parte di Ford, nel piccolo paese di Dagenham si scatena il putiferio. Sotto la guida della loquace e battagliera Rita O'Grady, le 187 operaie tessili della Ford decidono - per la prima volta - di entrare in sciopero, e di organizzare uno sciopero a oltranza, lasciando la Ford senza sedili per le sue vetture.
Particolarità di questo movimento sarà la sua impermeabilità alle ingerenze dei sindacati, più interessati a far rientrare l'allarme che veramente a difendere i diritti dei lavoratori... Ed essendo il primo sciopero tutto al femminile, questo apparirà molto diverso da tutti gli altri. Le sue armi saranno l'ironia, il buon senso, il coraggio, e grazie a ciò riusciranno addirittura a parlare con la deputata Barbara Castle, che le appoggerà nella battaglia, fino a condurla a una insperata vittoria.

Bello, divertente, conturbante, il film ci mostra quanto difficile sia, per una donna, ottenere quanto gli spetta. La paura maschile di essere prevaricati, o di non vedere più riconosciuto il proprio valore, porta a un arrocco deleterio degli uffici del potere, e all'incapacità di vedere i meriti del genere femminile. In questo film si affronta il discorso con leggerezza, forse, ma anche con determinazione. Tanto che alla fine la Ford dovrà cedere, e in seguito - capita l'antifona - diverrà un'azienda simbolo della parità di trattamento dei dipendenti.
Peccato che ancora oggi, anche nel nostro belpaese, uomo e donna si vedano ancora frapposti in questo tipo di battaglie, e che spesso, a parità di ruolo, ancora gli uomini abbiano qualche gratificazione in più. E' una dura lotta, che deve perforare, prima di tutto la cultura, poi il machismo, e quindi la... paura! In fondo uomini e donne vivono e lavorano assieme già da diverse decine di anni, più di un secolo ormai, e questo tipo di differenze si dovrebbero essere sopite, no?

Tornando al film, ben costruito e recitato, con scene divertenti, alcune drammatiche, in un giusto equilibrio capace trasformare un tema scottante ancora oggi in un qualcosa di più leggero e affrontabile senza rabbia o sospetto. Ottimo il cast, favolosi i costumi e la ricostruzione storica. Regia ineccepibile. Che altro?

Guardatelo!


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sabato 27 agosto 2016

Suffragette - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Suffragette si è aggiunto alla mia collezione di film solo di recente. Sono sempre stato affascinato dalle conquiste dei diritti civili, e l'emancipazione femminile - ahimè - è una nota dolente nella storia di ogni nazione, forse ancora lungi dall'essere completata visto che ancora oggi sono necessarie leggi speciali per tutelare la sicurezza delle donne, e soprattutto, visto che in alcuni stati - ancora oggi - non è concesso loro neppure il voto.

In Italia le donne hanno conquistato il diritto di voto nel 1945, ma a fare da apripista fu l'Inghilterra, dove il diritto verrà concesso nel 1928. Il film è però ambientato nel 1912, un decennio prima, a Londra, e ci racconta la storia di alcune donne che combattevano per tale diritto, a loro rischio e pericolo.
Personaggio principale di questa vicenda è Violet Miller, coinvolta nella lotta quasi per caso, e testimone di atroci nefandezze nei confronti delle altre donne che vivono e lavorano nella lavanderia dove lei stessa è impiegata.
A causa della sua attività verrà allontanata da casa dal marito, allontanata anche dal figlio, che il marito - non riuscendo a badare a tempo pieno - si troverà costretto ad affidare a un'altra famiglia. Verrà picchiata, imprigionata, costretta a vivere tra le volta di una chiesa, perché incapace di sostenersi da sola, dopo la perdita del lavoro. Emarginata, non smette di lottare, e...

E' un film tosto. Il cast lo è altrettanto. Il messaggio ancora di più. Se proprio c'è da trovare un difetto, è nella figura di Meryl Streep, nei panni di Emmeline Pankhurst, fondatrice del movimento, ma che nel film compare in sporadici momenti, quasi delle comparsate che difficilmente giustificano il volto della grande star per il personaggio. La regia è abbastanza classica, primi piani, campi larghi durante le manifestazioni, ripresa in prima persona durante i duri scontri con la polizia britannica... Però funziona benissimo. E' un film ben realizzato, con una trama interessante perché mostra la lotta dal punto di vista di una delle attiviste, e non dagl'occhi di chi il movimento l'aveva fondato.

Da vedere assolutamente!



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