domenica 13 agosto 2017

The Giver - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Tratto da una serie di libri di cui non sapevo nulla (n.d.r. Qui), The Giver è un film che mi ha sorpreso, che mi è piaciuto nonostante sia una pellicola sci-fi young adult, e che solo sul finale mi ha lasciato l'amaro in bocca.

Siamo in un futuro prossimo. L'umanità vive ormai in un'isola protetta, dove si sono annullate tutte le differenze tra le persone, dove mentire è proibito, dove la vita scorre serena, asettica, e in bianco e nero, dove non ci sono più emozioni, passioni, e tutto va sempre come previsto. Tutto ciò per proteggere la razza umana, per evitare di rifare gli errori del passato, per creare un mondo dove tutti stiano bene col minimo sacrificio, seppur rinunciando a qualcosa di veramente prezioso. E questo sistema funziona davvero bene, la memoria del passato è affidata a un unica persona, una persona con capacità al di sopra dell'ordinario, l'unica a cui è concesso mentire, perché deve vivere a cavallo tra due mondi, quello asettico attuale, e quello pieno di passioni del passato. E ogni tot, quando questa persona diventa vecchia e vicina alla fine dei suoi giorni, viene scelto un candidato che dovrà sostituirlo. In questa situazione, la persona che conosce il passato è detta The Giver, e quella che riceve gli insegnamenti è The Receiver.
Jonas è un adolescente. Ha appena finito il suo periodo di istruzione, e alla Cerimonia dei 12 attende che venga scelta per lui l'attività che dovrà svolgere per il resto dei suoi giorni. Solo che Jonas viene saltato. Tutti gli altri ragazzi hanno un lavoro, lui invece... Lui viene scelto per diventare un Receiver.
Gli insegnamenti del Giver cominciano in maniera blanda, mostrando a Jonas il bello del passato, la cultura dei vari popoli, i balli, l'amore, i colori, l'arte, la musica... Jonas è affascinato da questo passato così ricco e speciale, tanto che si domanda perché si sia scelto di abbandonare tutto ciò per il mondo in cui vive. Jonas è come una spugna, e vuole sempre di più, al punto che... The Giver decide di mostrargli anche il lato brutto del passato. Le guerre, la fame, la violenza, la sofferenza, le ingiustizie. Jonas rimane sconcertato di fronte a tutto ciò, e comincia a credere di non poter sopportare il peso di una conoscenza di tale portata, peso da tenere da solo, e che non può raccontare a nessuno. Ma poi succede qualcosa, comincia a provare emozioni, non solo per una ragazza della sua età, ma anche per un piccolo bambino che viene affidato alla sua famiglia, un bambino che piange di continuo, e che è preda alle emozioni più di molti altri presenti nella nursery. Jonas scopre in fretta che questo bambino possiede il suo stesso dono, e che potrebbe un giorno diventare un Receiver, per cui ne prende a cuore il destino... E quando scopre che invece il bimbo dovrà essere eliminato, decide di rapirlo e fuggire.

Non vi svelo come va a finire... E' evidente l'impronta young adult della vicenda, dove gli adulti sono freddi calcolatori, e i giovani sono ricchi di voglia di scoprire e di accogliere la vita a braccia aperte. Gli elementi ci sono tutti: Tre amici, di cui uno è l'eroe, uno è la bella, e uno è l'amico fedele. Poi ci sono due figure adulte di riferimento: Il 'cattivo' che vuole mantenere lo status quo, e colui che vorrebbe ribellarsi ma non ha le forze per farlo da solo.
Gli elementi negativi compaiono alla fine, [spoiler] quando alcune delle lezioni impartite dal Giver si rivelano una sorta di premonizione, e si rivelano e realizzano al momento più opportuno. La scena della slitta e della casa illuminata nel bel mezzo di un bosco innevato sono le meno credibili dell'intera vicenda, ma anche la traversata, senza cibo né acqua, con un bimbo in braccio, di deserti, paludi, vallate, cime di montagne innevate, boschi, eccetera eccetera, [spoiler] supera di gran lunga la capacità di sospensione della credulità necessaria a seguire il film senza commentare.

Nel complesso è comunque un film godibile, con buone performance dei due colossi a sostenere le scene, ovvero Jeff Bridges e Meryl Streep. Bravini anche i ragazzi, per quanto i loro personaggi siano costruiti per lo più con uno stampino tipico da storie YA.


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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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