giovedì 20 luglio 2017

Torture Garden - #Fumetti #Recensione

Glauco Silvestri
Oggi vi voglio parlare di una serie auto-conclusiva firmata da Barbara Baraldi, Rossano Piccioni, Simone Delladio, Sofia Terzo. Torture Garden è composto da tre volumetti (Eccoli: uno, due, tre), è una vicenda drammatica, violenta, tetra, dove la speranza viene calpestata fino all'ultima pagina.

E' la storia di un gruppo di orfani cresciuti in un luogo orribile, costretti a lavorare senza sosta, nutrendosi di scarti, picchiati, umiliati, eccetera eccetera. Ragazzini con un carico di incubi sulle spalle che a fatica sono divenuti adulti, non senza scendere a patti con l'inferno, e comunque incapaci di vivere una vita... normale. Ma il destino è rapace con questi ragazzini, ormai divenuti uomini e donne, perché il passato, oltre a non essere stato seppellito del tutto, è tornato a tormentarli. Travis, che era il più grande di tutti, quello col carattere forte, e l'unico capace di ribellarsi alle angherie della donna che gestiva l'orfanotrofio, oggi è un ex poliziotto allo sbando, ossessionato nella ricerca di un serial killer che... sta uccidendo tutti i suoi compagni di destino. Annie era la più gentile all'orfanotrofio, era forte e gentile, capace di sobbarcarsi del peso altrui per alleviare le paure dei più piccoli. Due caratteri diametralmente opposti che, finita la triste avventura dell'orfanotrofio, non avrebbero più dovuto rivedersi. E invece è proprio il serial killer a riunirli, e a spingerli verso una direzione inaspettata.
E se le indagini finiscono per rivelare che nessuno dei loro compagni ce l'ha veramente fatta a superare il proprio inferno personale, proprio come loro del resto, ciò li conduce contemporaneamente tra le braccia dell'assassino, che ha un piano ben preciso per loro due, e che sembra inarrestabile, e capace di prevedere in anticipo le mosse di Annie e Travis.

Torture Garden è un fumetto, ma è un fumetto che ci racconta una storia legata a fatti realmente accaduti, su cui è basato un romanzo (n.d.r. Il giardino dei Supplizi, anno 1899), e un film (n.d.r. Il giardino delle Torture, anno 1967). La narrazione del fumetto proietta però la vicenda ai giorni nostri, mantenendo la schiettezza, la violenza, l'introspezione, e il dolore dei personaggi. Solide sono le illustrazioni, che mutano di tratto a seconda delle emozioni, della drammaticità degli eventi narrati, e capaci di incutere emozione autentica a chi sta leggendo la storia. E' difatti perfetta la rappresentazione del dolore, che sia fisico, che sia psicologico.
Potente è la costruzione dei personaggi, che per quanto abbiano tratti distintivi evidenti, mai si mostrano bidimensionali e funzionali alla storia.  Annie è una donna forte, priva di dubbi, dal coraggio indubbio. Travis non è da meno, ma il suo spirito è ormai schiacciato dal peso di quanto ha dovuto sopportare nella sua dura vita di... Condottiero? Ragazzini cresciuti troppo in fretta, con una visione del giusto e sbagliato distorta, con l'animo fragile, in pena, e incapace di indossare persino una corazza leggera. Sono tutti sopravvissuti, orfani, e prede facili per il mondo. Ma allo stesso tempo sono anche predatori, di sentimenti sicuramente, ma anche di sangue e sofferenza.

Non è sicuramente un fumetto per tutti. E' esplicito, adulto, rabbioso, potente, ma anche macabro, e ricco di violenza. Non ha veli, ne freni, ne morale. Del resto la storia che racconta non ha neppure essa veli, freni, e morale.

Mi è piaciuto, molto, ma non è adatto alle persone sensibili.




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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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