mercoledì 17 maggio 2017

Arrival - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Arrival mi ha ricordato piacevolmente Contact. Lo schema è il medesimo, e se nel primo gli alieni si fanno vivi fisicamente mentre nel secondo è un semplice messaggio proveniente da un pianeta lontano, il percorso della trama non vira di molto, e c'è persino il 'sabotaggio' in entrambi i casi!

Detta in soldoni: Gli alieni arrivano sul nostro pianeta. Dodici navi si avvicinano al suolo in diversi punti della Terra e concedono un primo contatto con i terrestri. Le specie aliene sono molto differenti da noi, sembrano amichevoli, ma è difficile comunicare. Però qualcosa salta fuori, e quando le informazioni diventano comprensibili, tutti si spaventano perché - sembra - gli alieni stanno fornendo gli elementi per costruire un'arma. Solo che viene dato un pezzo a ogni singola nazione. L'idea di base è quella di spingere i popoli a collaborare per costruire l'arma, ma i popoli diventano sospettosi e chiudono le comunicazioni per paura che qualcuno ci arrivi prima e usi l'arma per avere il controllo sugl'altri. A far da paciere sarà una traduttrice, perché in fondo c'è stata una grossa incomprensione tra terrestri e alieni. L'arma è in realtà... Non ve lo dico.

Ecco, questo è un film di cui è difficile parlare senza fare spoiler. Il problema è sempre quello dei paradossi temporali, che però in questo caso vengono risolti in modo elegante, per quanto discutibile, eliminando il libero arbitrio. 
Non so... La cosa mi rende perplesso.
A ogni modo il film si guarda volentieri per quanto non sia un capolavoro. E' ben costruito e i personaggi interpretano in modo convincente il loro ruolo. Nessuno che spicchi, tutti bravini, tutto gira come una ruota ben oliata. Buoni gli effetti speciali...  

Però è meglio Contact.



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About the Author

Glauco Silvestri / Author & Editor

Vivo a Bologna. Vivo per le mie passioni. Scrivo, leggo, amo camminare. Adoro il cinema, amo tantissimo le montagne. Sono cresciuto a suon di cartoni di Go Nagai e Miyazaki.
Mi guadagno da vivere grazie all'elettronica. Lavoro nella domotica, e nell'illuminazione d'emergenza, per una grossa azienda italiana. Ci occupiamo di sicurezza, salute, emergenza... ma anche di energia pulita. Il mio sogno sarebbe vivere grazie ai miei libri, ai miei disegni, alle mie fotografie... Ma onestamente, suppongo di essere più bravo nel mio attuale lavoro. Ciò non significa che io rinunci a provare, tutt'altro, faccio di tutto per migliorare, crescere, ottenere il meglio che posso nei miei lavori, che siano racconti, digital painting, fotografie...
Ovviamente, oltre a ciò, sono anche un blogger, ma se state leggendo questa breve nota, vuol dire che già lo sapete.

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