domenica 30 aprile 2017

I Croods - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ecco un bel prodotto di animazione della Dreamworks. I Croods ci riporta ai fasti del primo Shrek, o del primo Kung Fu Panda, e per un attimo ci fa dimenticare tutti i sequel che - sfortunatamente - non sono mai stati all'altezza dell'idea originale.

I Croods sono una famiglia di Neanderthal che vive, più o meno in armonia. Hanno sempre vissuto seguendo regole ben precise, dando molta importanza all'istinto e mettendo a rischio la loro esistenza solo per andare a caccia e/o per godere di qualche ora di luce per scaldarsi al sole, ma passando la maggior parte del tempo al riparo nella loro caverna. Tra loro c'è però la giovane Hip, a cui le regole del padre vanno piuttosto strette, e che trova sempre un modo per svicolare dalla grotta e allontanarsi un pochino per esplorare il mondo.
E' in una di queste fughe che Hip incontra Guy, un Homo Sapiens che si aggira al buio con una torcia in mano. Attratta dal fuoco, che fino a quel momento non aveva mai visto, Hip e Guy fanno amicizia, e... Be', tra loro scatta una scintilla. Guy racconta di essere in fuga dalla fine del mondo, che terremoti, lava, e distruzione si stanno facendo strada e che nulla rimarrà se non ci si va a rifugiare sul Sole. Hip è affascinata dall'idea di migrare in un luogo sicuro, ma si deve scontrare con le idee stanziali del padre: tutto ciò che è nuovo è pericoloso.
Però i Croods si trovano costretti a partire loro malgrado, perché non appena Guy riprende il suo viaggio, un terribile terremoto fa crollare la caverna dove la famiglia aveva sempre vissuto. E così, anche i Croods, nonostante la reticenza e la paura iniziale, cominciano il proprio cammino alla ricerca di una nuova casa... Ovviamente seguendo le tracce di Guy.

Il cartone animato può essere letto su più livelli. Se da un lato è un'animazione divertente a cui i bambini non possono resistere - gli ingredienti ci sono tutti e son ben dosati - dall'altro è evidente il desiderio di voler raccontare il rapporto tra Neanderthal e Sapiens, che è ormai assodato non fosse solamente basato su una competizione evolutiva, bensì vide della collaborazione, e chissà, anche qualche mix di specie. Tutto avviene ovviamente all'acqua di rose, ma gli ingredienti ci sono, e se uno è curioso, dopo aver visto i Croods, potrebbe anche andare a cercare qualche documentazione più seria. Certo... Partire da un cartone animato è un po' strano, ma non è forse vero che molti antropologi hanno intrapreso quella carriera perché da piccoli amavano i dinosauri? Va be' forse sto generalizzando e banalizzando un po' tutto... 

Ma il film merita, è spassoso, per cui guardatelo!




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sabato 29 aprile 2017

Sogno di Capitano è su Carta

Glauco Silvestri
Ebbene sì, anche Sogno di Capitano è diventato un libro tradizionale... Un libricino con poco meno di cento pagine, per la verità, ma è comunque su carta. Diciamo che questo testo fa da limite inferiore alle mie pubblicazioni su carta, visto che non credo abbia molto senso convertire degli ebook che non arrivino neppure alla sessantina di pagine. Devo ammettere che quando ho cominciato la procedura ero convintissimo che sarebbe stata una pubblicazione con più di cento pagine ma... va-be', il formato del testo era su un tipo di foglio più piccolo di quello che pensavo. 
A ogni modo sono molto legato a questo romanzo breve, per tanti motivi, ma soprattutto perché è legato alle mie prime esperienze di blogging, per ciò sono molto contento di vederlo anche su carta.

Come nelle altre occasioni, la copertina è leggermente ritoccata, e in caso di acquisto del formato paperback, si ha uno sconto sull'acquisto della versione ebook.

Buona Lettura!


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venerdì 28 aprile 2017

Sanguinem conquista la carta

Glauco Silvestri
Prosegue di giorno in giorno il mio lavoro di proporre alcuni dei miei lavori in formato paperback. Questa è la volta di Sanguinem, una storia che è arrivata come un fulmine a ciel sereno, nata da una proposta editoriale, e poi proseguita in maniera a sé stante con altri due racconti che ne vanno a chiudere il ciclo. Sanguinem è il volume che raccoglie tutti e tre i racconti. 

Come nei casi precedenti, il testo ricalca quello dell'ebook, a meno dei link sul web, così come la copertina ricorda quella originale dell'ebook, per quanto un po' più sobria. 
Vale, anche in questo caso, lo sconto sull'acquisto del formato elettronico se già si è acquistato la versione su carta.

Buona Lettura.




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giovedì 27 aprile 2017

Luna Oscura è ora anche su Carta

Glauco Silvestri
Luna Oscura non è un ebook molto lungo, però è un ebook a cui sono molto legato. E' per questo motivo che ho voluto portarlo sulla carta, proprio come ho fatto con altri miei titoli 'storici', e proprio come farò con altri miei titoli 'importanti'.

La copertina è stata rivista, com'è accaduto per molte altre mie pubblicazioni a cui ho voluto dedicare una versione in Paperback, senza però stravolgere l'idea originale. Per il resto il testo è al cento per cento identico alla sua versione elettronica. Ecco... Mancano i link sul web, ma questa è una conseguenza ovvia dovuta alla mancanza di un formato elettronico.

Come nelle precedenti occasioni, anche per Luna Oscura è valida la promozione per cui, se si compra il libro su carta, si ha uno sconto all'acquisto dell'ebook.

Buona Lettura.



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mercoledì 26 aprile 2017

Passengers - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
A me è piaciuto Passengers. E' vero che si tratta di una storia romantica, e che di fantascientifica c'è solo l'ambientazione, ma il film è davvero ben fatto, e soprattutto, la Avalon è una nave spaziale credibile e davvero ben disegnata. 

In fondo le vicende di questa pellicola sono interessanti: un viaggio di pellegrini dalla Terra a Homestead II, una colonia distante 120 anni di viaggio interstellare. Un guasto risveglia un solo colono. Si tratta di Jim, una sorta di McGyver del futuro, un tutto fare, che quando si sveglia scopre di vivere all'interno di un incubo: essere intrappolato e costretto a vivere a bordo di una astronave, da solo, senza sperare di riuscire a vedere il pianeta su cui sognava di andare a vivere. E Jim ci prova, per un anno e passa, a sopravvivere... Per qualche tempo se la passa pure bene, ma poi arriva la depressione, l'impotenza, il senso di solitudine. Se non riesce a suicidarsi è solo per amor proprio, ma è disperato. E quando vede lei, che dorme piacevolmente nella sua capsula, la tentazione è forte. Tentenna parecchio prima di fare la caz..ata! La sveglia, le mente, e le fa credere che anche lei si sia svegliata come è accaduto per lui, un guasto sfortunato.
I due scoprono di essere persone affini, recitano una parte, si corteggiano, e finiscono per innamorarsi l'uno dell'altra. Ma arriva il giorno in cui lei scopre cos'ha fatto Jim... E tutto cambia. Ma tutto ciò non basta... Il guasto che ha svegliato Jim non è una rottura banale, bensì il primissimo sintomo di un problema ben più grave... La Avalon sta faticando a risolvere il problema da sola, e l'intera nave rischia di esplodere con il suo carico di 5000 coloni dormienti a bordo.

Complimenti alla Lawrence per il fisico statuario. E' davvero meravigliosa in questa pellicola. Bravi entrambi a recitare la parte di Crusoe e Venerdì (n.d.r. Qui) su un'isola artificiale nello spazio. Il film scade un'attimo solo nel finale, quando Jim viene 'resuscitato' dal robot medico, e quando, al risveglio dell'intero equipaggio, trovano il salone panoramico mutato in foresta, senza che ci siano figli di Jim e Aurora (n.d.r. In 90 anni avrebbero potuto farne e il finale sarebbe stato perfetto). Ma va bene così.

Mi è piaciuto, per cui lo consiglio.




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martedì 25 aprile 2017

L'estate

Glauco Silvestri
L’estate si srotola dietro di noi come una striscia di catrame bollente.

The help (Omnibus) (Italian Edition) (Stockett, Kathryn)


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lunedì 24 aprile 2017

Allied, un'ombra nascosta - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Film sotto tono questo Allied di Zemeckis. La colpa non è certo della regia, che in un qualche modo riesce a tenere in piedi una narrazione che non convince totalmente, forse a causa di una coppia che mai appare affiatata nelle scene della pellicola.

Max Vatan è un tenente colonnello dei servizi segreti britannici. Nel 1942, durante una missione a Casablanca incontra la bella combattente della resistenza francese Marianne Beausejour. Assieme riescono ad eliminare l'ambasciatore tedesco in Algeria, e a tornare in patria illesi nonostante una concitata sparatoria scatenatasi dopo l'attentato. Durante la missione i due si innamorano, e dopo mesi e mesi di attesa, con l'avallo dei servizi di sicurezza, finalmente possono riunirsi a Londra, dove si sposano e concepiscono una splendida bambina.
Il loro rapporto sembra andare a gonfie vele finché un giorno Max viene chiamato dai suoi superiori perché sospettano che la moglie sia una spia tedesca. Incredulo, il tenente colonnello deve comunque collaborare con l'investigazione e preparare una trappola per la donna. Se questa si dovesse realmente rivelare una spia, Max dovrà ucciderla, altrimenti sarà ritenuto complice e giustiziato assieme a lei.
Solo che Max Vatan non crede all'evidenza, per ciò fa tutto quanto gli è possibile per scoprire da solo la verità... Una verità piuttosto amara, ahimé.

Per quanto Brad Pitt non sia un attore di primo pelo, qui sembra davvero che vesta i panni di un'altro. Non entra mai completamente nella parte. Sembra impacciato sia come spia, sia come ufficiale dell'esercito, sia come amante... E' distaccato, e sembra muoversi della scacchiera come un pezzo inanimato. Poco può Marion Cotillard, brava nel suo ruolo di doppiogiochista, ma un po' troppo teatrale, per sciogliere la rigidità di Pitt. Del film si salvano la fotografia, la regia, i costumi...


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domenica 23 aprile 2017

Wolverine l'immortale - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
L'aver visto di recente Logan mi ha spinto a recuperare dalla mia filmoteca i vecchi film sul mitico x-men dal cuore solitario. Se il primo di questa trilogia era già stato recensito in tempi ormai remoti, mi sono reso conto che Wolverine l'Immortale non aveva mai avuto una paginetta virtuale in questo mio spazio online. E' quindi mia premura ovviare a questa mancanza proprio in questa giornata, anche perché, l'altra sera, me lo sono guardato molto volentieri.

Wolverine il samurai... Wolverine l'immortale, di sicuro la figura di Logan è quella che più mi affascina tra gli x-men... Ok, è l'unica che mi affascina tra tutti i supereroi esistenti, siano essi Marvel e/o DC Comics, per via del suo background, per via della sua indole animale, per via del fatto che abbia un senso del dovere elevato, una morale tutta sua, e non sia tanto 'pulito' come invece sono gli altri eroi americani. Wolverine è un soldato, ha poteri speciali come Capitan America, ma è tutt'altro che lindo e dal cuore nobile. Tutt'altro... Beve, ama le zuffe, preferisce difendere gli orsi piuttosto che gli umani, ha una morale che va oltre il senso del dovere, e il senso di giustizia comune. Per questo è il più vulnerabile e allo stesso invulnerabile degli eroi. Ed è su questa sua indole 'animale' che spesso giocano gli avversari... Perché il suo potere fa gola a molti nonostante lui non sia il più potente dei mutanti, ma volete mettere essere immortali? C'è modo di recuperare sempre dagli errori se si è immortali, non credete anche voi? E in questa pellicola troviamo un Logan che già ha abbandonato la scuola degli X-men. E' tormentato per aver ucciso Jean, e vuole solo starsene in pace e tranquillità. Solo che una indole come la sua è difficile che se ne stia tranquilla e appartata, e così - durante una zuffa in un bar con dei cacciatori di frodo - viene avvicinato da Yukio, una giapponese, nipote di un soldato giapponese a cui Wolverine salvò la vita durante il bombardamento di Naghasaki. Yashida, all'epoca ufficiale dell'esercito giapponese, è ora un vecchio morente che vuole solo salutare per l'ultima volta l'uomo che gli permise di salvarsi dall'olocausto nucleare. E' ricco, ricchissimo, e non appena Wolverine atterra in Giappone finisce per essere coinvolto nelle lotte di potere che si contengono la direzione della società fondata da Yashida dopo la ripresa economica del suo paese.
Ciò che viene nascosto a Logan è che la sua presenza è voluta dal vecchio morente anche per un altro motivo... Grazie all'aiuto di Viper, una mutante capace di creare qualsiasi tipo di composto chimico, velenoso o meno, Yashida ha trovato il modo di rubare l'immortalità all'ex X-men, e di conseguenza, la storia dell'ultimo saluto diventa all'improvviso una trappola per l'ingenuo e tormentato Logan.

Storia avvincente, location meravigliose, interpreti davvero bravi... Scade un po' nel finale quando lo scontro tra Wolverine e Yashida si tramuta in una sorta di lotta tra un robot e un umano. Eppure l'azione è ricca e credibile - nei limiti dell'universo Marvel - e non ci sono sbavature tali da deludere le aspettative.

E dopo i titoli di coda c'è un piccolo cameo in cui compaiono Magneto e un redivivo Xavier lo coinvolgono in una nuova avventura per salvare il mondo... Ecco, a me questi camei cominciano a stare sulle scatole, e se un tempo erano una lieta sorpresa, ora li evito come fossero velenosi, visto poi che non è che aggiungano chissà cosa alla storia: Io vado al cinema per vedere dei film, non delle serie televisive.


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sabato 22 aprile 2017

Parco Sigurtà: #TulipanoMania

Glauco Silvestri
Ogni anno il Parco Sigurtà organizza un evento speciale dedicato ai tulipani. E' il momento in cui il parco, già stupendo di suo, offre uno spettacolo di colori davvero unico, e premiato più e più volte nella sua storia, per magnificenza, bellezza, e purezza. L'evento si chiama Tulipanomania, dura dal 5 marzo al 30 aprile, ed è un'occasione davvero irrinunciabile per chi ama i fiori e la natura.

Non sto a dilungarmi troppo sulla bellezza di questo parco nei primi scampoli di primavera, perché in realtà il Sigurtà è bello in ogni stagione dell'anno; piuttosto lascio questo compito alle foto che seguono, scattate da me nella giornata di Pasqua. Ovviamente quanto vedrete qui di seguito non è il set completo di scatti che ho eseguito al Sigurtà. E' una selezione, una cinquantina abbondante di scatti, dove ovviamente i fiori la fanno da padroni, ma non ci sono solo loro...

Buona visione!

Tulipanomania





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venerdì 21 aprile 2017

L'inverno del Mondo - #Libro #Recensione

Glauco Silvestri
Secondo capitolo della Trilogia di Follett dedicato alla storia contemporanea, ovvero del ventesimo secolo (The Century Trilogy). Se La Caduta dei Giganti ci aveva raccontato in modo romanzato gli eventi circoscritti alla prima guerra mondiale, ora - ne L'inverno del Mondo - ci troviamo ad affrontare il secondo conflitto mondiale, e lo scontro epico tra le grandi filosofie culturali del novecento, ovvero il comunismo, il fascismo/nazismo, e il capitalismo.

Le famiglie attorno a cui accade tutto ciò sono le medesime incontrate nel primo volume. Ovviamente, in questa occasione sono i figli a raccogliere l'eredità dei padri per poi costruire un futuro dalle ceneri del passato. Sfortunatamente, dopo il crollo dei grandi imperi, l'Europa è caduta in un'epoca dove i poteri assoluti la fanno ancora da padroni. In Italia il fascismo conquista il potere. In Germania è il nazismo a raccogliere la sfida per ricostruire una nazione sconfitta. In Spagna si lotta per difendere la repubblica dal comunismo di Franco, mentre la Russia passa dalle mani di Stalin a quelle di Lenin. La stessa Inghilterra strizza l'occhio ai nazionalisti e guarda con riserve i comunisti, e l'America rimane arbitro del mondo, cercando di mantenere la pace fungendo da funambola tra forze che proprio non vogliono rinunciare al conflitto.
Tornano i Von Ulrich, i Fitzherbert, i Peskov, e i Dewar. Famiglie che per motivi politici ed economici sono direttamente coinvolte da questo mutevole scenario che sfocerà nel conflitto peggiore mai visto sul nostro pianeta. La violenza non avrà remore dal colpire duramente ognuna di queste famiglie, ma queste sapranno reagire e superare ogni difficoltà. Nel frattempo la morte e la distruzione colpirà ogni luogo, dal Giappone, agli Stati Uniti, fin nel cuore della Russia, e ovviamente, in Europa, dove il peggio non avrà mai fine.

Racconto potente e capace di coinvolgere anche il lettore meno interessato alla Storia. Il conflitto mondiale rimane al centro della narrazione, sia sul campo di battaglia, sia nelle retrovie, e nei quartieri alti. Pochi uomini faranno la differenza, come sempre, nella gestione di una macchina di morte che una volta avviata, non smette di mietere morte, dolore, e mortificazione dell'essere umano. Un libro che si legge veloce nonostante la sua mole, che coinvolge e travolge, e che fa pensare su cosa sia capace di compiere un uomo per un ideale. 

Libro che va letto, assolutamente, sia perché intrattiene con grande maestria, sia per riflettere con maggiore cognizione di causa visti gli eventi di questi giorni, la lotta di religione, ma anche quanto accade in asia, tra Corea del Nord, Cina e Giappone.




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giovedì 20 aprile 2017

Biliardino - #Fumetto #Recensione

Glauco Silvestri
Chi ha inventato il Biliardino? Se si va a guardare nel passato - anche remoto - si scoprirà che le sue origini sono piuttosto remote, ma che il Biliardino moderno ha origini molto interessanti, e nascono in galizia, da un ragazzo che - ferito durante la guerra spagnola - ebbe l'idea di permettere ai mutilati (non solo bambini) di poter giocare a calcio anche se menomati. Il nome di questo ragazzo era Alexandre Campos Ramírez... Una mente fertile, perché nella sua vita fu scrittore, inventore, editore, nonché abilissimo dallo sfuggire alle grinfie dei fascisti.

Il futbolìn fu brevettato a Barcellona nel 1937, e costruito - nei primi esemplari - da un amico falegname di Alexandre. I colori delle due squadre richiamavano i più importanti schieramenti galiziani dell'epoca, ovvero il Barcellona e il Real Madrid, ma perché non provare a dare a quei colori un significato politico? Già! Perché la nascita di quel gioco avviene nel bel mezzo della guerra di Spagna, che di poco anticipa la seconda guerra mondiale. E così eccoci di fronte a uno scontro sportivo tra Rossi e Blu, Comunisti e Repubblicani, che poi era ciò che stava accadendo militarmente sul suolo spagnolo in quegl'anni.

Il fumetto ci racconta della nascita del futbolìn, ma anche della vita rocambolesca di Alexandre, che viaggiò in lungo e in largo per il globo, conobbe personaggi come Neruda, combatté per i propri principi, e finalmente vide il proprio paese liberato. La storia di un gioco, la storia di un uomo, e anche la storia di un continente, nel periodo più cupo che la razza umana possa ricordare. 

Un fumetto interessante dai disegni che ricordano le riviste di satira politica come Cuore, del resto il suo autore - Alessio Spataro - ha lavorato proprio per quella testata. I colori sono rigorosamente il rosso e il blu del Biliardino. La narrazione è un po' frammentata, e salta parecchio tra un evento e un altro. Del resto non deve essere stato facile, per l'autore, ricostruire la storia di Alexandre, che cambiò tante identità, sempre cercando di tenere un profilo basso e sfuggire a chi voleva imprigionarlo, o forse addirittura ucciderlo, per via delle sue idee.

E così il Biliardino diventa un scusa per conoscere la vita del suo inventore... Che chissà, magari è stato un eroe, o forse un millantatore, ma che comunque ci ha regalato un gioco a molti sono affezionati.

Il fumetto è interessante, forse non proprio scorrevolissimo, dai disegni interessanti ma non sempre capaci di far riconoscere al primo sguardo un personaggio importante. E nelle pagine ne compaiono molti, oltre a Neruda. Però è una lettura diversa, e nuova, può piacere.





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mercoledì 19 aprile 2017

31 Ottobre torna alla Carta

Glauco Silvestri
Dopo dieci anni quasi esatti dalla sua prima edizione, 31 Ottobre ritrova la sua forma originale, su Paperback, grazie ad Amazon. Devo ammettere che è una piccola grande emozione veder tornare al suo formato di origine un libro che ha segnato una pietra miliare della mia non-carriera da scrittore indipendente. Chissà dove sarei io senza di lui, nel bene e nel male, ovviamente. Scelte differenti mi avrebbero condotto su strade migliori? O forse sarebbero state strade peggiori? O forse ancora sarebbe stato tutto diverso?
E' difficile rispondere a questa domanda...

A ogni modo, bando alle ciance: Il libro è disponibile qui. Ha una copertina tutta nuova, e come per le altre pubblicazioni, se si compra il libro su carta, c'è un bello sconto sull'acquisto dell'ebook.

Buona Lettura!


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martedì 18 aprile 2017

Le donne non sono come gli uomini

Glauco Silvestri
Le donne non sono come gli uomini. Una donna non ti picchia con il bastone. Miss Hilly non me la punta la pistola contro, e a Miss Leefolt non viene neanche in mente di bruciarmi la casa. No, le signore bianche non se le sporcano le mani. Hanno un sacco di piccoli attrezzi lustri, appuntiti come le unghie delle streghe, che tengono bene in ordine come i ferri sul vassoio del dentista. Li usano con comodo, senza fretta.

The help (Omnibus) (Italian Edition) (Stockett, Kathryn)



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lunedì 17 aprile 2017

Starship Journal è su Carta

Glauco Silvestri
Infilata rapida rapida in questi ultimi giorni. Amazon sembra digerire velocemente ogni titolo che gli chiedo di convertire in formato paperback. Anche per Starship Journal tutto è andato liscio al primo click. Una vera festa... lo ammetto, perché questo racconto nasce dal mio primissimo esperimento narrativo, un mattone sci-fi il cui titolo originale era Il Figlio di Andromeda.

In questo caso ho pensato di mantenere la stessa identica copertina dell'ebook. Il disegno che mi propose Luca Morandi all'epoca della sua prima uscita è talmente bello che non ha bisogno di alcun ritocco. 
Trovate ebook e libro a questo indirizzo.
Ovviamente rimane valido lo sconto sull'acquisto dell'ebook nel caso abbiate comprato la sua versione su carta.

Buona Lettura.


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domenica 16 aprile 2017

Abbandonate la Terra è su Carta!

Glauco Silvestri
Abbandonate la Terra è stato digerito al primo colpo! Brava Amazon! Nelle precedenti occasioni ho dovuto litigare un pochino per riuscire a ottenere il risultato... Questa volta è andato tutto liscio. Sono davvero soddisfatto.

Il libro è disponibile online, assieme al suo compagno ebook, sullo store di Amazon, cliccando qui.

Come per le altre pubblicazioni, anche in questo caso, se si compra il libro cartaceo si ha uno sconto sull'acquisto dell'ebook.




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sabato 15 aprile 2017

Le Mirabolanti Avventure di Icaro e Cecilia è su Carta!

Glauco Silvestri
Prosegue il mio percorso di portare su carta i miei ebook più corposi. Le Mirabolanti Avventure di Icaro e Cecilia mi ha fatto però sudare sette camicie, per via delle illustrazioni interne, mai della risoluzione voluta da Amazon, e della copertina, che a causa dello spessore del libro non risultava mai come Amazon voleva.
Son sceso a compromessi, togliendo le illustrazioni all'interno del libro, e cercando di adattare il resto ai voleri di 'Big A', compromessi che però mi hanno consentito di tenere basso il prezzo di vendita, che altrimenti avrebbe toccato i 15 euro.

Come per le altre pubblicazioni, l'acquisto del libro cartaceo offre la possibilità di prendere anche l'ebook a prezzo super scontato.

Trovate tutto qui, ovviamente su Amazon.


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venerdì 14 aprile 2017

Ernesto Che Guevara Guerrillero Heroico.- #Mostre #Recensione

Glauco Silvestri
Guerrillero Heroico (5 marzo 1960)
Alberto Korda non fu mai il fotografo ufficiale della propaganda politica legata al Che. Fu suo amico, e compagno di viaggio nel periodo in cui il guerrigliero faceva propaganda per la sua rivoluzione. Era comunque un fotografo, e al 'Guerrigliero Eroico' le foto di Alberto piacevano perché lo ritraevano come uomo, e non come eroe, e non come icona.
Korda era solito dichiarare che il Che non aveva bisogno di essere raffigurato come eroe, perché lui già era un eroe. Per ciò preferiva fotografarlo come uomo... 
Ma la storia, si sa, si fa beffe delle idee degli uomini, per ciò è proprio Alberto Korda a scattare la foto che renderà Che Guevara una icona capace di travalicare ogni confine di spazio e tempo. Parlo ovviamente della foto che Korda scattò durante un funerale di stato, il 5 marzo del 1960, e che fece il giro del mondo suo malgrado, grazie a Feltrinelli, che la usò per pubblicizzare la rivoluzione su un volantino distribuito per le vie di Milano, e che da quella prima pubblicazione fuori dai canali ufficiali, si sparse per il mondo, fino a finire sulle T-shirt di mezzo mondo.
E dire che quella foto non venne 'tecnicamente' bene. Il Fotografo si trovava più in basso rispetto al guerrigliero, e per ciò lo scatto rende al personaggio una posizione dominante, ma ai suoi fianchi c'erano elementi di disturbo non indifferenti... Che Korda tagliò senza troppe remore.

Norka, alias Natalia Menéndez
La moglie di Korda
ritratta dal fotografo stesso nel 1959.
Ma chi era Alberto Korda? Era un fotografo di moda. Fotografava attrici, attori famosi, fotomodelle. Aveva scelto quel campo perché gli permetteva di frequentare la 'bella gente' e di conoscere le donne più belle del mondo. Del resto finisce per sposare una modella stupenda, che poi diventa la sua musa, e il volto, nonché il corpo, ritratto in moltissimi dei suoi scatti.
David y Goliat.
Lincoln Memorial (Washington, Aprile 1959)
Con la rivoluzione cubana, però, il destino di Korda non è felice. Il suo studio fotografico viene chiuso dai soldati. In un mondo comunista non è concesso che qualcuno abbia una attività propria. I suoi negativi vengono distrutti, e poco rimane del suo lavoro, se non alcuni scatti legati alla rivoluzione stessa. Scatti che vengono tenuti e consegnati all'archivio di stato per essere usati per la propaganda.
Da quel momento il fotografo cominciò ad occuparsi solamente delle manifestazioni legate alla rivoluzione, e i suoi scatti piacquero talmente a Che Guevara che quest'ultimo gli chiese personalmente di seguirlo nelle sue imprese e nei suoi viaggi.
E' grazie a lui che avremo foto uniche del Guerrigliero, foto che ci raccontano l'uomo più che l'eroe, e che ce lo mostrano nella sua figura più viva. Col viso sporco, sorridente, mentre impara a giocare a golf, o mentre ammira il monumento di lincoln nel suo viaggio negli USA.

Una mostra interessante che percorre la rivoluzione attraverso il volto del guerrigliero, e con gli occhi di un fotografo che immortalò l'eroe come immortalava prima di lui le modelle e i personaggi famosi. 50 opere esposte alla Galleria Ono Arte, di Bologna, gratuitamente, e che merita davvero di essere ammirata. Ed essendo una galleria d'arte, gli scatti sono acquistabili, ma preparatevi a spendere cifre non indifferenti.

L'esposizione sarà aperta al pubblico fino al 27 aprile. 
Maggiori informazioni: qui, qui e qui.



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giovedì 13 aprile 2017

L'odore della Carta

Glauco Silvestri
Eh sì! Sembra proprio che la questione relativa all'odore della carta sia un qualcosa di ancestrale e inevitabile. Sebbene gli ebook siano ormai parte del nostro quotidiano, c'è ancora chi si appella alla scusa inevitabile che un libro non è un libro senza l'odore della carta, e di conseguenza aborra gli ebook, e aborra i libri elettronici.
La guerra prosegue mietendo vittime a destra e a manca, il dibattito è sempre infuocato, e gli schieramenti sono tanto solidi che è impossibile infrangerli se non con armi di distruzione di massa...

Ma forse ci siamo... 
E' stata trovata la formula chimica dell'odore della carta.
Per ottenerla sono stati utilizzati strumenti sofisticati, simili a quelli che vengono comunemente usati per sviluppare nuove molecole di profumo. Lo scopo è, ovviamente, molto diverso da quello che vi aspettereste, e no, non credo che ci sarà mai un ebook reader in grado di profumare come se sia un vecchio libro di carta. No! 
L'idea è quella di preservare la sensazione piacevole che questo odore dona alla maggioranza delle persone, ed evitare che esso venga perso nei secoli futuri, nel caso che le pubblicazioni diventino sempre più elettroniche e, nel caso che i libri di carta oggi esistenti scompaiano a causa della loro inesorabile usura naturale.

Maggiori informazioni le trovate qui


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mercoledì 12 aprile 2017

Bologna Trema è su Carta

Glauco Silvestri
Un po' alla volta tutti quanti i miei ebook più voluminosi si svelano anche in formato paperback. Oggi vi presento ufficialmente Bologna Trema, per quanto si già in vendita da qualche giorno.

Come nelle precedenti occasioni, la copertina muta vistosamente, un po' per via dei sistemi Amazon, un po' per differenziare le due pubblicazioni. 

Come nelle precedenti occasioni, l'acquisto del libro su carta offre l'opportunità di acquistare l'ebook a prezzo scontato.

Non c'è molto altro da dire, se non che questa pubblicazione è una raccolta di racconti che vuole omaggiare il genere horror e i suoi classici. Forse non è stato ben compreso, a giudicare dai commenti, ma tant'è...

Buona Lettura!


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martedì 11 aprile 2017

Rispondere storto...

Glauco Silvestri
Capita a tutti di rispondere storto quando non si sta bene.

The help (Omnibus) (Italian Edition) (Stockett, Kathryn)


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lunedì 10 aprile 2017

In Catene è ora su Carta

Glauco Silvestri
E' giunto il tempo che anche In Catene trovi la sua versione su carta. Lentamente tutti i miei ebook acquistano una nuova vita, una nuova forma scritta. Se il racconto, la storia, è sempre quella, ora essa è disponibile anche per chi è refrattario alla lettura su dispositivi elettronici, per chi ama la carta, il suo profumo, eccetera eccetera.

In Catene è disponibile qui, su Amazon. 

Per colui che compra la copia cartacea, c'è un grosso sconto nell'acquisto dello stesso titolo in formato elettronico.

Buona Lettura.


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domenica 9 aprile 2017

Piccoli aggiornamenti del Blog

Glauco Silvestri
Vista la sperimentazione con Amazon KDP relativa alla conversione dei miei ebook in libri tradizionali, ho ritenuto corretto aggiornare la pagina in cui compaiono tutte le mie pubblicazioni, in modo che anche questi ultimi siano presenti in elenco (n.d.r. Anche se poi, sulla pagina amazon di ogni ebook presente anche su carta, è disponibile l'opzione d'acquisto sia in un modo, sia nell'altro).

Potete raggiungere questa pagina cliccando direttamente qui, o attraverso il menù 'Passioni' in cima a questo blog.

Buona Lettura!


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sabato 8 aprile 2017

Rogue One - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Un film di Star Wars senza Jedi, senza scritte che scorrono all'inizio della pellicola, è davvero un film peculiare, che nessuno si aspettava, e che in un modo o nell'altro ha sorpreso un po' tutti quanti. Per realizzarlo si è tornati un po' con i piedi per terra, e finalmente c'è un po' di coerenza con le tecnologie della trilogia classica, a cui, in un modo o nell'altro, Rogue One fa da vero e proprio prologo.
Di sicuro è un film con parecchi pregi, ma anche con qualche difetto non indifferente.
Ma andiamo per gradi: La vicenda ci racconta le avventure di Jyn Erso, la figlia dell'ingegnere a capo della costruzione della Morte Nera (n.d.r. Galen Erso). Separata dal padre quando era ancora una bambina, Jyn è cresciuta tra i ribelli, nelle prigioni imperiali, vivendo sempre e comunque tramite espedienti, e senza mai farsi una vera e propria posizione politica perché... Nella sua vita ha vissuto solo abbandoni continui. A ogni modo, diventata adulta, la ragazza diventa fondamentale per cercare di recuperare informazioni sulla Morte Nera. Sembra infatti che un pilota disertore porti con sé un messaggio importante di Galen... E solo Jyn può riuscire a recuperarlo.

Non sto troppo ad approfondire i dettagli della trama perché lo avrete già visto tutti quanti al cinema, e a ogni modo, se non l'aveste visto, mi pare giusto non svelare troppo i dettagli della vicenda, così che possiate godervelo fino in fondo.

Sappiate che tra i pregi c'è un finale che si collega perfettamente con il primo film della serie classica, ovvero il quarto dell'intera serie. Sappiate che alcuni personaggi - ahimè passati a miglior vita - sono presenti grazie a una perfetta ricostruzione al computer. Sappiate che gran parte delle ricostruzioni sono state realizzate utilizzando materiali originali della serie classica. E sappiate che la storia è davvero ben costruita, che non annoia, diverte, ed è davvero un bel Star Wars da vedere, nonostante - o forse proprio perché - non ci siano Jedi in circolazione.

Sappiate però che ci sono alcuni difetti a cui è difficile - almeno per me lo è stato - chiudere un occhio. L'inizio della pellicola salta da un pianeta all'altro come un canguro, regalando pochi minuti di eventi per ogni pianeta, con personaggi diversi, e incipit a filoni narrativi l'uno differente dall'altro. I filoni andranno poi a congiungersi coerentemente, ma un inizio di questo tipo può dare fastidio, confondere, e maldisporre lo spettatore. Il comportamento di Jyn è incoerente per tutto il film. Prima è indifferente alle lotte tra ribelli e impero, poi all'improvviso diventa una paladina della ribellione. Il tutto tra fine primo tempo e inizio secondo tempo, senza troppi preamboli, momenti di riflessione, qualcosa che possa spiegare tutto ciò. Il monaco Shaolin non ci sta a dire nulla... Però è un gran bel vedere quando combatte, ed è forse l'unico elemento divertente dell'intero film. L'intera trama ricalca quella che potrebbe essere un potenziale videogame. Per fare una cosa prima devono farne un'altra. Per comunicare bisogna accendere un dispositivo, di solito il dispositivo è incoerentemente messo in mezzo a una pista di atterraggio, o sospeso nel vuoto, o in mezzo a una sparatoria... Boh! E' evidente che volevano rendere la pellicola più avvincente, ma tutto ciò ha poco senso... Come ha poco senso la torre di hard disk da 5 pollici che funge da archivio imperiale, che per consultarli bisogna estrarli da un container per poi inserirli in un lettore... Mai sentito parlare di NAS, di Rete, di Database? Anche qui, tutto ha poco senso, ma è funzionale a rendere l'avventura un percorso a ostacoli in stile videogame.

A ogni modo... Probabilmente... E' il più bel Star Wars di sempre.




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venerdì 7 aprile 2017

Art Decò - #Mostre #Recensione

Glauco Silvestri

Con la fine della Prima Guerra Mondiale in tutto il mondo c'è una gran voglia di vita e di spensieratezza. L'arte è ovviamente il canale attraverso il quale una cultura nascente espone i propri desideri e le proprie pulsioni, e nella nascita prorompente dell'Art Decò (n.d.r. Diminutivo di Arte Decorativa) si può respirare profondamente questo desiderio di 'aria nuova'. 

Alberto Martini, Rtratto di Wally Toscanini (figlia del famoso compositore)
Ma l'Art Decò non fu un semplice movimento artistico, bensì fu uno stile di vita, un nuovo modo di affrontare l'oggi e il domani, un modo di approcciarsi alla vita completamente diverso da ciò che si era conosciuto prima della Guerra Mondiale, un desiderio di esprimersi eclettico, colorato, mondano, e più internazionale. C'è la ricerca del lusso e dell'effimero, c'è voglia di stare bene, di divertirsi, di dimenticare ciò che è accaduto solo pochi anni prima del suo avvento. Tutto ciò lo si vede negli arredi, nelle opere d'arte, negli oggetti di tutti i giorni... 

Una Fruttiera prodotta da Richard Ginori
e disegnata da Gio Ponti
Arte che si ispira al neoclassico per rivoluzionarlo, ispirandosi allo stile Liberty della fine dell'ottocento, e strizzando l'occhio anche ad artisti che dovrebbero essere off-limits, come Klimt, un anarchico in un periodo in cui l'anarchia e l'instabilità fanno paura perché c'è bisogno di solidità politica per poter ricostruire dalle macerie del passato. 

Uno stile artistico che per la prima volta strizza l'occhio all'industria manifatturiera. La lavorazione del ferro non spaventa più, e la riproduzione di opere d'arte è desiderato a tal punto che in tutte le case cominciano a comparire le ceramiche di Richard Ginori, a quel tempo messe in luce dalla maestria di Ponti.
Si scopre anche l'industria metallurgica, le nuove tecnologie, e l'uso del ferro, del metallo, diventa elemento importante per l'espressività di questo nuovo motore culturale.

L'Isotta Fraschini di D'annunzio
Le cancellate acquistano forme eleganti e affascinanti, così come i lampioni, e le lampade a stelo in ferro battuto. L'edilizia diventa più esuberante e ambiziosa. Le automobili diventano eleganti, colorate, affascinante e 'femminili'. L'Isotta Fraschini di D'Annunzio, esposta alla mostra, ne è l'esempio lampante.
E' un momento importante per l'arte italiana, che riprende vigore e diventa motore di questa nuova corrente espressiva. Gli altri la seguiranno, i francesi la imitano e ne amplificano la sua verve. Tutti guardano all'Art Decò come a una sorta di rinascita dalle ceneri del passato. Tutto comincia a ruotare attorno a essa, l'industria metallurgica, l'architettura, e persino il mondo della pubblicità viene influenzata da questa nuova corrente.
Leopoldo-Metlicovitz
Turandot-1926.
L'esempio lampante di questa nuovo stile grafico è sicuramente la locandina del Turandot di Puccini; ma non solo per ciò che riguarda l'arte e il teatro, anche le pubblicità di località turistiche, delle crociere, dei prodotti commerciali, dalle bevande a... Qualunque altro oggetto fosse in vendita.
E' un periodo in cui l'eleganza diventa un elemento fondamentale della vita, eleganza, allegria, e voglia di vivere. Ciò si riflette ovviamente anche nella musica e nel ballo. E grazie ai grandi Expo biennali organizzati a Milano e a Monza, proprio nel decennio in cui questa forma espressiva ha il massimo del suo splendore, tutto ciò si proietta in ogni angolo del globo.

Sfortunatamente tutto ciò dura solo pochi anni, l'Art Decò, poco più di un decennio, dalla fine degli anni '10 e l'inizio degli anni '30, quando sarà velocemente sospinto via dal 'novecentismo', dal Futurismo, e dalle politiche forti che condurranno a ciò che sappiamo bene, la Seconda Guerra Mondiale. Non scompare l'Art Decò, non certo così in fretta, e specie negli Stati Uniti tenta di resistere fino ai primi anni '40 del novecento, ma lo spirito iniziale è già perduto e questi ultimi sprazzi sono solo l'ombra di ciò che ha, per certi versi, lanciato nel mondo il 'Made in Italy'.

Un cartellone pubblicitario della Cinzano
L'esposizione è piuttosto vasta. Per vederla tutta, con attenzione, e qualche pausa per riposare le gambe, ci ha rubato quasi quattro ore, dalle tre del pomeriggio alle sette di sera. Le opere sono tantissime, e come ho già anticipato, vanno dalle sculture, al vasellame, ai quadri, a costruzioni in ferro battuto, senza dimenticare gli abiti, arazzi, tessuti, e persino ornamenti per le grandi navi da crociera, nonché gli arredi dei treni di lusso, e dei salotti dei benestanti. Non manca un angolo dedicato al Vittoriale di D'Annunzio, di cui ho già parlato in passato, e che forse rappresenta l'apoteosi dell'espressione Decò in Italia.

Qui di seguito potete osservare un breve video che permette di fare una passeggiata virtuale tra le mura del complesso museale San Domenico di Forlì, dov'è - ovviamente - ospitata l'esposizione.


Maggiori info le trovare qui, qui, qui e qui.



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giovedì 6 aprile 2017

Battle Angel Alita - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Battle Angel Alita è un film dei primi anni novanta tratto dall'omonima serie manga di Yukito Kishiro ,e che a breve (n.d.r. Nel 2018) dovrebbe vedere nuova luce con un live action - forse - interessante, visto che sarà diretto da James Cameron. Un film che ovviamente segue la cresta dell'onda generata da Ghost in The Shell (n.d.r. Al cinema da qualche settimana) e di Akira, di cui anche si vocifera un live action in un prossimo futuro.

Battle Angel Alita è un anime che, a parità degli altri due citati in precedenza, ha un po' dettato le regole del cyberpunk nel mondo asiatico. 
La vicenda è molto umana - per lo meno quella del film - in quanto si incentra sui sentimenti della piccola Alita, e sulle passioni di chi gli orbita intorno.
Siamo in un futuro prossimo. La razza umana si divide sempre più tra ricchi e poveri. I ricchi vivono su una città galleggiante dove tutto è perfetto. I poveri vivono sul suolo del pianeta e si occupano dello smaltimento dei rifiuti, approvvigionamento delle materie prime, eccetera eccetera. Alita è un rottame scartato dalla città orbitante. Visto che nel suo corpo c'è ancora vita, un tecnico per le riparazioni cyborg, in giro per discariche in cerca di pezzi di ricambio, la raccoglie e la porta nel suo laboratorio per darle nuova vita, e un nuovo corpo. Se all'inizio la piccola Alita pare essere un robot da compagnia dalle sembianze di bambina, ben presto la sua memoria rivela che i suoi compiti dovevano essere ben differenti, dimostrando una capacità atipica nel combattimento, e una aggressività ineguagliabile, tale da sconfiggere persino dei cyborg da combattimento, ormai lontani dal ring e dai tornei ufficiali, spesso usati dalla criminalità per i loschi scopi.
La piccola Alita però ha un cuore umano, e si innamora di un ragazzino, un orfano, Juno, che sogna di andare a vivere nella città volante. Per lui il cyborg diventa un cacciatore di taglie, nella speranza di guadagnare denaro sufficiente a permettere di trasferirsi, sia al ragazzo, sia a lei, come sua compagna. Ma il sogno si infrange presto e...
Vicenda drammatica, forse anche strappalacrime, e difatti sono molto affezionato a questa pellicola quando ero più giovane. 
Oggi risente molto della sua età, perdonatemi, proprio come Akira e Ghost in the Shell, che ormai mi annoiano sino al calar della palpebra. Forse sono cambiato io, o i miei gusti si sono evoluti con l'età, o ancora i ritmi altalenanti di questi anime che mescolano staticità estrema a momenti concitati non fanno più per me. Dato di fatto, questo anime sente molto dei suoi anni, ma è innegabile che abbia un potenziale interessante, e che possa essere un punto di partenza per chi non ha mai sentito parlare di Alita, e magari sia incuriosito anche dall'anime, che di sicuro è più corposo.



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mercoledì 5 aprile 2017

A Family Matter va sulla carta...

Glauco Silvestri
Continua il lento processo per portare su carta tutti i miei ebook pubblicati attraverso Amazon. Oggi è la volta di A Family Matter.

Come anche per le precedenti pubblicazioni che ho segnalato nei giorni scorsi, e in quelle che avverranno in futuro, per chiunque acquisti il libro, ci sarà l'occasione di avere a prezzo super scontato anche l'ebook... Una iniziativa che trovo parecchio interessante, no?

Ma bando alle ciance. Il libro è disponibile qui.

Buona Lettura.


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martedì 4 aprile 2017

Siamo felici?

Glauco Silvestri
Perché è proprio tipico dei bianchi stare sempre lì a chiedersi se sono abbastanza felici.

The help (Omnibus) (Italian Edition) (Stockett, Kathryn)



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lunedì 3 aprile 2017

La Cura del Gorilla - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Lessi il romanzo omonimo di Sandrone Dazieri durante il mio viaggio a Parigi, ormai molti anni fa. Mi innamorai del 'Gorilla', come personaggio, sia per la sua capacità di trovarsi sempre nei guai, sia per la peculiarità delle due personalità che, per forza di cose, convivevano e condividevano lo stesso corpo.
Quando nel 2006 uscì La Cura del Gorilla al cinema, con Bisio nei panni del Gorilla, furono parecchie le mie perplessità, ma alla fine - invece - il volto del noto presentatore e comico calzava parecchio bene nei panni del personaggio principale.
Il film mi piacque parecchio.
E' per questo che oggi ve ne parlo, dopo averlo rivisto l'altra sera,

La trama è complessa, e per certi versi tenta di riassumere anche quanto è raccontato in altri romanzi di Dazieri con il medesimo personaggio. Semplificando, Sandrone è un ragazzo bipolare sin dall'età di sei anni. Una delle sue personalità è mite, buona, calma. L'altra è ribelle, violenta, capace solo di ficcarsi nei guai. Le due personalità convivono nello stesso corpo e se lo dividono equamente nei momenti di sonno. In pratica quando una si assopisce, l'altra si sveglia. Sandrone, in pratica, non dorme mai... E per far sì che i due sé stessi vivano senza 'grossi' problemi, entrambe le personalità hanno preso l'abitudine di segnare tutto quello che ha fanno su un taccuino, così che al risveglio possano leggere rispettivamente ciò che l'altra ha fatto, dove si trovano, e da quali guai debbano uscire.
Tutto ha inizio a Cremona. Sandrone, di professione bodyguard/investigatore privato, viene ingaggiato per la sicurezza di una star di hollywood in declino, chiamata in Italia per il lancio di un videogame dove il personaggio principale è un personaggio western interpretato da questo attore quando era giovane. La sera prima di iniziare il proprio lavoro da bodyguard, in un locale malfamato, Sandrone incontra Vera, interpretata da Stefania Rocca, una ragazza che fa la volontaria in un centro di riabilitazione per ex prostitute, e che si trova nel medesimo locale per protestare e cercare di salvare alcune ragazze che 'lavorano' all'interno del locale stesso.
Facendola breve, Sandrone salva Vera dai buttafuori, e viene coinvolto dalla ragazza in uno strano caso di omicidio, perché uno dei sui conviventi - la mattina seguente - viene trovato morto nell'appartamento della ragazza, e gli altri due (albanesi come quello trovato morto) vengono accusati dell'omicidio. Ciò proietta Sandrone nel giro della prostituzione, in un mondo di violenza e soprusi, e allo stesso tempo lo fa invaghire della ragazza, il cui caratterino è tale da tenere testa a entrambe le personalità del Gorilla.

Film complesso, ben costruito, con una regia di tutto rispetto, e che non somiglia al classico 'giallo' all'italiana che proprio non digerisco. Se non si può affermare che sia un film dai ritmi Hollywoodiani, è comunque una pellicola di alto livello, che comunque strizza l'occhio anche alla commedia, permettendo di mescolare in modo originale la violenza sanguinaria di un film d'azione splatter, con l'ironia della commedia italiana.
Bravissimo Bisio nella parte del Gorilla, e brava Stefania Rocca nei panni di Vera. Menzione d'onore all'intramontabile Ernest Borgnine, che interpreta la star hollywoodiana Jerry Warden di cui Sandrone è ufficialmente il bodyguard.

Davvero un bel film italiano!


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domenica 2 aprile 2017

Schindler's list - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ecco una pellicola che lascia il segno, capace di turbare, capace di far odiare il genere umano, e allo stesso tempo di pensare che c'è ancora speranza. Tutto ciò è Schindler's List, un film che racconta uno dei momenti più bui della storia umana, e che lo fa con un tocco davvero potente, ed efficace.

Siamo a Cracovia, è il 1939. Oskar Schindler è un industriale tedesco in cerca di fortuna. Vede nella guerra una opportunità eccezionale per arricchirsi, ed è per questo che si è trasferito dalla sua Germania fino alla Polonia. Qui si può trovare manodopera a bassissimo costo, si può investire il giusto, ungere gli ingranaggi più facilmente, strappare ottimi contratti col governo nazista, e fare soldi a palate. E' nella città polacca che Schindler apre la sua fabbrica di pentole, ed è dal ghetto di Podgorze che ottiene la manodopera, e i finanziamenti in nero per la propria attività. In pratica baratta lavoro per denaro, perché un ebreo che lavora è un ebreo utile, e di conseguenza non viene deportato nei campi di concentramento.
Seppure Schindler aspiri solamente a far soldi, la sua attività diventa piano piano una sorta di speranza di sopravvivenza per il popolo ebraico. Grazie al suo contabile, la fabbrica di Schindler comincerà ad accogliere non solo lavoratori abili, ma anche donne e bambini, e persino vecchi e malati. E' Itzhak Stern l'artefice di tutto ciò, ma è Schindler che ci mette la faccia, e lentamente, anche la coscienza. Pur trattando con la peggior faccia del nazismo, sarà l'industriale a trovare una scappatoia per i propri operai, fino al punto di comprarli a suon di marchi tedeschi. 1100 operai, uomini, donne, bambini, saranno salvati da Schindler, tanto che alla firma dell'armistizio, quando da ricco imprenditore diverrà un nazista in fuga, i suoi operai gli regaleranno un anello d'oro con su incisa una frase del Talmud: "Chiunque salva una vita salva il mondo intero".

Grande film, regia potente, attori di calibro notevole, e trama a dir poco toccante. Gli ingredienti ci sono tutti e c'è poco da aggiungere, se non che va visto, assolutamente, specie in questo periodo in cui il razzismo sta tornando in modo preponderante tra la gente comune, e nella politica. 



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sabato 1 aprile 2017

Dopo la Polvere è Finalmente su Carta

Glauco Silvestri
Non c'è due senza tre, difatti oggi è il tre aprile... Ma io sto parlando dei miei ebook, e Dopo la Polvere è il terzo che diventa anche libro in formato Paperback, ovvero su Carta.

Anche in questo caso c'è una copertina nuova, e un leggero editing per adattare tutto al formato cartaceo.

Buona lettura!





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