venerdì 17 novembre 2017

#Amazon Fire Stick TV - #Recensione

Glauco Silvestri
Qualche tempo fa ho pubblicato un post in cui si faceva un rapido confronto tra la Cromecast, la Apple TV, e un tvbox Android (n.d.r. Qui). Grande assente di quel confronto era la Amazon Fire TV, che in Italia non era ancora distribuita... E visto che da qualche giorno anche nel nostro bel paese è possibile comprarla, mi è parso corretto aggiungere qualche riga riguardo a questo apparecchio.

Ovviamente ne ho comprata una, e altrettanto ovviamente non l'ho fatto per scrivere questo post, bensì perché volevo rendere smart un secondo tv a casa (n.d.r. Senza spendere tanto quanto costa una Apple TV).

Andando nel dettaglio, la Amazon Fire TV è oggi disponibile solo nel formato Stick, ovvero in un formato che ricorda una chiavetta usb... Ma ovviamente non è una chiavetta usb. Essa va innestata nella porta DVI del televisore, si alimenta via usb, e viene pilotata con un telecomando.
Il tutto costa un centesimo in meno di 60 euro, e per chi ha già un abbonamento Prime, un centesimo in meno di 40 euro.

La Fire TV può essere usata anche senza abbonamento Prime, ma è comunque necessario avere un account Amazon (lo si può creare anche in fase di installazione della chiavetta). Se si è in possesso di un abbonamento Prime si potrà accedere a tutta la programmazione televisiva di Amazon, altrimenti bisognerà appoggiarsi a servizi di terze parti... E sì! C'è anche Netflix! E c'è anche Spotify!
Detta in Soldoni, è una sorta di TVbox con Android a bordo, solo che è gestita da Amazon. 
Si possono installare applicazioni di qualunque tipo, non dal Play Store di Google, ma dallo Store di Amazon. C'è pressoché tutto ciò che uno può desiderare, anche i giochi... Ma visto che il dispositivo è in vendita nel nostro paese da pochi giorni, non è ancora possibile trovare App come RaiPlay, Infinity, e tutti gli altri servizi in abbonamento che sono esclusivi del nostro paese (n.d.r. Non è che mi sia speso tanto per cercare nello store di Amazon, per cui correggetemi pure se sbaglio). Immagino sia solo questione di tempo e di accordi commerciali.

Diciamo che un must have per le mie esigenze era VLC, e l'ho trovata subito. Grazie a questa applicazione posso accedere ai miei drive di rete e godere dei miei contenuti personali.

Esperienza d'uso: 
La Fire TV funziona bene, per lo meno non ho riscontrato grandi problemi in questa prima settimana di utilizzo. L'accesso ai drive di rete è sufficientemente veloce da evitare dei lag, e anche lo streaming da internet va via liscio come l'olio. 
Non è molto comoda la ricerca delle App disponibili, che sì sono divise per categoria, ma no non hanno un sistema di ricerca in base al nome (n.d.r. Per lo meno non l'ho trovato tra i pochi menù che ho navigato). 
Io ho alimentato la Fire TV dalla usb del televisore e sembra funzionare bene anche se al primo avvio ho ricevuto un avviso in cui mi si notificava che la tv non forniva energia a sufficienza. Da quanto ho letto in giro, su alcuni tv non funziona proprio, su altri fa come da me (n.d.r. Si dice che comunque vada meglio se attaccata a una presa di corrente col suo alimentatore, che sia più rapida in risposta etc etc), e su altri ancora non ci sono notifiche di bassa tensione.
Durante l'installazione chiede di memorizzare la password del vostro network locale su Amazon. E' sicuramente utile in un futuro in cui dobbiate configurare altri dispositivi Fire, ma allo stesso tempo mettete online la chiave di accesso della vostra rete... Valutate voi se è una cosa furba. A ogni modo se dite di no a questa opzione, la chiavetta funzionerà ugualmente.

In definitiva è un buon apparecchio. Ha un buon rapporto qualità-prezzo; fa ciò che deve; ha un buon hardware in dotazione, e offre molti servizi interessanti. Ovviamente da il meglio di sé quando abbinata a Prime Video e a Prime Music, ma potete tranquillamente utilizzarla senza bisogno di questi abbonamenti.



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giovedì 16 novembre 2017

August Macke - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
La biografia di August Macke è capitata tra le mie mani mentre curiosavo tra i libri in offerta al Libraccio. Si tratta di una pubblicazione molto vecchia, che sono riuscito a portare a casa con poco più di un euro, che da molto stavo cercando. Be', forse non la stavo proprio cercando, però Macke era uno di quegli autori che avevo visto di sfuggita negli anni scorsi a qualche collettiva, e mi aveva incuriosito parecchio. Per ciò, quando ho trovato il libro, l'ho subito preso senza pensarci troppo.

August Macke
Ma chi è August Macke? Si tratta di un pittore tedesco nato alla fine del 1800. In quel periodo l'arte tedesca era rimasta legata al gusto classico e/o neoclassico, e gli artisti che volevano sperimentare qualcosa di nuovo erano visti in cattiva luce dal mondo accademico. Macke ebbe la capacità di rompere questa barriera grazie alla sua curiosità, e allo stesso tempo alla sua voglia di - perdonatemi l'espressione - fare le cose come pareva a lui.
Cresciuto con una istruzione classica che gli andava stretta, si illuminò letteralmente quando ebbe l'occasione di ammirare cosa stava accadendo nel resto d'Europa. 
landschaft mit kirche und weg
In quegl'anni era esploso l'impressionismo, e i quadri di Monet furono per Macke una vera rivelazione. La pittura dell'autore tedesco, fortemente sostenuta da un mecenate facoltoso, nonché zio di Elizabeth, ragazza che diventerà la moglie del pittore, riesce a fondere la razionalità dell'arte teutonica con la fusione di colori che invece imperversa nel resto d'Europa. L'impressionismo, ma anche il cubismo, il futurismo, vanno a influenzare a tal punto il pittore che riuscirà, anche grazie ad altri artisti suoi amici (n.d.r. Tra cui Kandinsky, Klee, Molliet, e il tedesco Marc), a risvegliare il torpore artistico della Germania.

Frau mit Sonnenschirm vor Hutladen
Macke rimane comunque il principale esponente di questa nuova corrente perché ha una visione tutta sua di queste nuove correnti artistiche. Non si lascerà trascinare dall'astrattismo puro, per quanto lo vada a sperimentare in alcuni suoi dipinti, perché la realtà rimane sempre un fattore essenziale nelle sue rappresentazioni. E così le nuove correnti verranno asservite a rappresentare la vita reale, e non a focalizzare le visioni e l'immaginazione degli artisti. 
L'arte di Macke è una sorta di 'spin-off' di quanto accade in Europa, ma allo stesso partecipe come esponente principale di un periodo davvero luminoso per l'arte, che forse per la prima volta è in grado di proporre lavori che son frutto della spensieratezza, della gioia, della pace e dell'allegria.
Abschied
Un momento davvero solare che non è destinato a durare a lungo. La vita stessa di Macke viene stroncata molto presto, per via della prima guerra mondiale, e della sua chiamata alle armi. Il pittore verrà chiamato nell'esercito nell'agosto del 1914 e morirà al fronte nel settembre dello stesso anno a soli 27 anni d'età.
Prima di morire, Macke, quasi fosse consapevole del proprio destino, produrrà un enorme numero di tele, una più bella dell'altra, ognuna di esse carica di solarità e colore... Tutte tranne una, intitolata Commiato, rimasta incompiuta ma che sembra anticipare la cupezza che l'arte incontrerà in seguito alle due guerre mondiali, e forse anche il sentore di essere prossimo alla fine della propria vita.

Libro molto interessante, e artista davvero potente. Lo consiglio.



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mercoledì 15 novembre 2017

Borgia - #Fumetti #Recensione

Glauco Silvestri
E' evidente che dalla mostra di Milo Manara non si possa uscire a mani vuote. E l'integrale de I Borgia non mi poteva scappare, così come un altro fumetto, di cui però vi parlerò più avanti.

Partiamo subito sottolineando che la sceneggiatura di Jodorowsky non è proprio accuratissima, anzi... Ci sono parecchi voli di fantasia, con tanto di alcune scene in cui Cesare Borgia utilizza armi fantascientifiche ideate da Leonardo da Vinci (n.d.r. Tra cui l'elicottero) per condurre il suo esercito a vittoria certa. La trama compie un sapiente mix tra legenda e fatti storici. Il racconto è crudo, violento, passionale, e davvero ben scritto; solo verso la fine pare correre un po' troppo per raggiungere la conclusione della vicenda, quasi come se l'autore avesse avuto un limite sul numero di tavole da scrivere... Chissà!

Ma a sopperire questa piccola mancanza ci pensa l'abile mano di Manara. Ogni immagine è un'opera d'arte che andrebbe ammirata per ore. I disegni sono dettagliati, appassionati, quasi reali. Le immagini si perdono su più livelli, acquistando dettagli giungendo in primo piano, e seducendo il lettore grazie alle prorompenti bellezze, non solo femminili, che si presentano durante la vicenda. Impossibile non lasciarsi sedurre dalle donne che compaiono in questa novel, ma è altrettanto impossibile non farsi trascinare all'interno di una vicenda che sa appassionare a ogni capitolo della narrazione. Il Borgia ancora cardinale che manipola i poteri temporali per ottenere ciò che desidera, si fonde velocemente con l'uomo potente che - una volta divenuto Papa - comincia a fare progetti per dominare l'intero mondo, partendo da un sogno quasi irrealizzabile di una Italia unita sotto il potere della chiesa. Per ciò i suoi figli diventeranno la chiave di volta dei suoi progetti, perché una famiglia unita non può essere spezzata, ma nello scorrere delle pagine sarà proprio lui ad alimentare la separazione di ogni membro della famiglia, a far nascere invidie e gelosie, e a far crollare il suo impero, proprio manipolando i propri figli, relegandoli a ruoli di marionette all'interno dei suoi piani, e non assecondando mai le ambizioni di ciascuno di loro, ormai cieco dalla sua brama di potere.

Il fumetto è realizzato in maniera davvero ottima. Bellissima copertina cartonata, pagine di ottima fattura con una grammatura elevata, colori luminosi capaci di esaltare i singoli disegni, tutte queste sono le caratteristiche di un fumetto di ampio formato dove nulla è lasciato al caso.

Ovviamente è adatto a un pubblico adulto, ma è davvero bello!



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martedì 14 novembre 2017

E' Sintomatico dell'età moderna

Glauco Silvestri
È sintomatico dell’età moderna che una curiosa anomalia abbia assunto grande fama: la tregua di Natale.


La grande storia della prima guerra mondiale (eNewton Saggistica) (Italian Edition) (Hart, Peter)


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lunedì 13 novembre 2017

Due righe su uno dei miei #ebook #Amazon

Glauco Silvestri
Una storia che piacerà ai più piccoli: Le Mirabolanti avventure di Icaro e Cecilia
Disponibile in ebook e formato Paperback.

Maggiori Info: qui.


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domenica 12 novembre 2017

Yamato 2199 - #Serie #Cartoon #Recensione

Glauco Silvestri
Il box con le prime 13 puntate della serie
Come ben sapete, Starblazers fu uno dei miei cartoni animati preferiti quando ero fanciullo. Non è un caso che, molti anni più tardi, ho trovato anche l'occasione di scrivere una short-novel dedicata a quel cartoon (n.d.r. La trovate gratis qui, o la potete scaricare direttamente cliccando qui, ovviamente per Kindle, ma senza DRM, e di conseguenza convertibile in qualunque formato grazie a Calibre)... E non è un caso che oggi torni a parlare di questo cartone animato, perché - nel 2012-  uscì nuovamente la prima serie in versione completamente ridisegnata, e da qualche tempo questa serie è disponibile su Amazon Prime Video... 
Figuratevi se non me la sono guardata tutta dalla prima all'ultima puntata!
La saga, come ho già detto, è stata ridisegnata completamente. Integra in modo molto convincente i disegni bidimensionali classici con rendering tridimensionali dei mezzi meccanici. La ricerca del dettaglio, dei funzionamenti, di ogni componente tecnica è davvero sopraffino, ma ciò che più colpisce è che questo progetto, è che la trama è stata raffinata, resa più adulta, più pulita, ed estremamente godibile sia da chi conosce le origini di questa saga, sia da chi vi si approccia per la prima volta.

Per dovere di cronaca, è necessario che vi spieghi cosa accade in questa serie di 26 episodi. Siamo nel duemilacentoqualchecosa, il pianeta Terra vive un periodo abbastanza sereno ove tutte le nazioni collaborano pacificamente tra loro per la colonizzazione del sistema solare. Serenità che però non è destinata a durare, perché sui confini dell'orbita di plutone compare una flotta di navi sconosciute. Sono navi provenienti dall'impero di Gamilas, navi pesantemente armate, e ovviamente scocca la scintilla. Il primo scontro vede distrutta completamente la flotta terrestre. La guerra diventa intensa, e le colonie terrestri crollano l'una dopo l'altra. E' solo con grandi sacrifici che la Terra riesce ad arrestare l'avanzata di Gamilas all'altezza di Marte. Ma se gli scontri nello spazio trovano un equilibrio difficile da rompere, ecco che il pianeta Terra comincia a subire un bombardamento di meteore radioattive. Bastano pochi mesi affinché il suolo terrestre diventi inabitabile. I pochi superstiti si rifugiano disperatamente nel sottosuolo, ma nessuno crede più che il conflitto tra Terra e Gamilas possa avere un esito positivo.
Il box contenente le altre 13 puntate
E' in questo frangente che arriva un insperato messaggio da un lontano pianeta Iscandar. Questo messaggio arriva dalla regina di Iscandar, Starsha, la quale offre ai terrestri una tecnologia per poter raggiungere il pianeta amico, e poter prendere un potente dispositivo capace di ripristinare la vita sulla Terra. Di nascosto, i terrestri cominciano a lavorare alla costruzione di una nave che possa affrontare il viaggio, e che possa resistere agli attacchi delle truppe di Gamilas, visto che viaggerà completamente da sola. Le risorse rimaste sono poche, ma tutti i paesi fanno enormi sacrifici affinché la nave possa vedere la luce. Alla base di questa nave c'è la struttura di una antica corazzata giapponese, la Yamato, ma all'interno viene allestito un mix tra il meglio della tecnologia umana e ciò che viene fornito da Iscandar, tra cui un motore in grado di permettere i salti nell'iperspazio, e di fornire sufficiente energia per un cannone capace addirittura di distruggere un pianeta intero.
E' nel 2199 che la Yamato comincia il suo viaggio, un viaggio che dovrà durare meno di un anno, perché ormai le risorse umane sono al limite, e la sopravvivenza della specie non potrà resistere più di altri 365 giorni terrestri.

Come ho anticipato, la vicenda viene raccontata in modo più maturo e meno stereotipata. I terrestri non sono assolutamente buoni, Gamilas non è assolutamente cattiva, e Iscandar non è così angelica. Molto della serie classica è stato tagliato, e ora la narrazione è più lineare e ben costruita. C'è persino spazio per approfondire le vite di molti membri dell'equipaggio, e di conseguenza per non focalizzare interamente l'attenzione su Susumu Kodai, che comunque rimane la figura di riferimento di tutta la vicenda. Non voglio ovviamente fare spoiler eccessivi, ma è interessante il nuovo approccio, e credetemi, c'è da rimanere sorpresi su alcune rivelazioni che vengono svelate durante il lungo viaggio della Yamato, nonché su alcuni eventi che potrebbero - ipoteticamente - modificare totalmente quanto è già stato scritto su questa storia.

C'è solo un piccolo difetto in tutto questo castello. Parlo di castello perché l'elemento spirituale non è assente da questa vicenda. Ai giapponesi deve piacere molto l'inserimento di fattori che esulino dall'epopea umana, dalla realtà, e dalla fisicità degli elementi. E così, sia all'andata, sia al ritorno, le carte vengono mescolate un pochino troppo con l'aggiunta di questi fantasmi, o spiriti, che seppur siano integrati nella narrazione in modo armonico, fanno un po' cadere la credibilità di un costrutto estremamente plausibile.

Nell'insieme, però, questa serie è davvero un gioiellino! Ve la consiglio di cuore.

Qui trovate i blueray/dvd: box 1, box 2.


Volendo, se avete un abbonamento Amazon Prime, potreste anche guardarvelo in streaming, partendo con un click qui.

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sabato 11 novembre 2017

The Constant Gardener - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Tratto da un romanzo di John Lee Carré, The Constant Gardener ci racconta una vicenda intricata che riguarda il mondo delle case farmaceutiche. A differenza di altre narrazioni di questo tipo, in questo caso tutto avviene con una delicatezza a dir poco sopraffina, in quanto l'intera vicenda ruota attorno a due persone molto diverse tra loro, innamoratissime, che finiscono per essere coinvolte in fatti da cui non riusciranno a uscire indenni.

Justin è un diplomatico inglese con la passione del giardinaggio. Tessa è una ragazza dal carattere battagliero e con un grande senso di giustizia. Il loro primo incontro è a dir poco scoppiettante, a una conferenza dedicata all'intervento britannico nella guerra del golfo, dove Justin - il relatore - viene aggredito dalla passionalità di Tessa che, ovviamente, non accetta le scuse ufficiali del governo per giustificare l'intervento armato.
Questo primo incontro è però un elemento scatenante della scintilla che scocca tra i due. Due caratteri estremamente differenti che finiscono per attrarsi senza via di scampo. E così tra loro nasce una relazione appassionata, un matrimonio, e... E arriva il giorno in cui Justin viene mandato in Kenya per relazionarsi con le autorità locali. E' qui che Tessa scopre una sorta di complotto delle case farmaceutiche. Con la scusa di fornire medicinali gratis al terzo mondo, la Three Bee sperimenta sulle popolazioni keniote un nuovo farmaco contro la tubercolosi, farmaco che funziona perfettamente, ma che ha un tasso un po' troppo alto di mortalità tra gli effetti collaterali. Tessa, sapendo che il diplomatico Justin non approverebbe mai le sue gesta, agisce di nascosto dal marito, ottiene informazioni confidenziali, scrive una relazione e la invia direttamente al governo britannico chiedendo di intervenire... Ciò che accade, ovviamente, è che Tessa muore in modo piuttosto misterioso, anche se ufficialmente si parla di incidente.
Justin all'inizio appare credere all'incidente, ma poi scopre che ci sono stati furti, che sono sparite tutte le carte della moglie, che anche il suo computer è stato 'toccato'... E i sospetti diventano sempre più solidi non appena comincia a fare qualche domanda, e immediatamente viene rimandato in patria.

Una storia intricata, raccontata con maestria e delicatezza, dove la violenza è sempre in secondo piano, mentre le terribili inquadrature fanno aprire gli occhi su come l'Africa sia diventato un paese alla mercé delle multinazionali. Bravissimi gli interpreti, Ralph Fiennes e Rachel Weisz, che credo non abbiano bisogno di presentazioni; e altrettanto bravi tutti i comprimari, tutti interpreti di grosso calibro e sempre all'altezza della situazione. Anche la regia è notevole, per quanto in certi momenti sembri virare verso il Docu-film, immagini, inquadrature, e stile narrativo sono di prim'ordine.

Un film che consiglio vivamente.



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venerdì 10 novembre 2017

Enemy - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Devo dire che il finale di Enemy mi ha spiazzato... E' una cosa che non capita spesso, e del resto non capita spesso un film come questo, perché - per certi versi - ricorda un po' le origini di Jake Gyllenhaal, che di sicuro è capace di mettersi in gioco in ogni pellicola in cui decide di comparire.

Tratto da L'uomo duplicato, di José Saramago, il film ci racconta la storia di un professore di filosofia - divorziato senza capirne il motivo, con una relazione freddina con una nuova ragazza, e incapace di instaurare dei veri e propri rapporti umani - che scopre improvvisamente un sosia. Quest'ultimo è un attore di medio successo, sposato con una donna incinta di 6 mesi, e con una vita misteriosa in cui... Be', devo ancora capirci qualcosa io, figuratevi se riesco a spiegare ciò che combina questo attore quando esce da solo la notte. A ogni modo il film gioca sulla dualità dei due personaggi, che si incontrano, e a un certo punto finiscono persino di scambiarsi la donna senza che questa ne sia a conoscenza. Un gioco di specchi in cui il sesso è solo uno dei tanti livelli di riflessione, perché nella realtà il percorso è completamente introspettivo, e neppure troppo semplice da comprendere, se non dopo lunga riflessione.

Film davvero ben interpretato. Bravissimo lui, in un ruolo duale tutt'altro che semplice, e brave le donne, che si son trovate a dipingere ruoli davvero complessi. La regia è perfetta, lineare, fumosa, grigia, così come lo sono le ambientazioni, che rispecchiano gli stati d'animo dei personaggi, e dipingono così un assieme davvero uniforme.

Il film mi è piaciuto molto ma, lo ammetto, ho appena comprato il romanzo, perché ci sono alcuni elementi che mi sfuggono, e spero che il testo da cui ha avuto origine mi sappia aiutare.



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mercoledì 8 novembre 2017

Utagawa Kunisada a #Bologna - #Mostre #Recensione

Glauco Silvestri
Utagawa Kunisada è famoso per le sue Xilografie dedicate ai 47 Ronin, anche se probabilmente la sua arte è sempre stata sottovalutata rispetto ad altri artisti asiatici a lui contemporanei... E dire invece che in Giappone era ammirato, e la sua fama superava addirittura quella di Hokusai, che probabilmente tutti conoscono per via delle Onde che ha sapientemente riprodotto nelle sue opere più famose. 

L'esposizione bolognese nasce per festeggiare il trentesimo anniversario della fondazione del Centro Studi d'arte Estremo Orientale di Bologna. Si tratta di una esposizione divisa in tre parti, di cui la prima è già visitabile a Palazzo Poggi, dal 14 di ottobre 2017 al 15 dicembre prossimo.

Kunisada fu un artista prolifico, forse il più prolifico in assoluto, dell'arte giapponese. Si contano più di 40000 opere, tra stampe, dipinti, e libri. Le più rappresentative del suo lavoro sono sicuramente quelle dedicate al teatro kabuki, ma non si possono ignorare le sue raffigurazioni di bellezza e femminilità giapponese.

Storie di uomini giusti, leali e virtuosi: Horibe Yasubei
(1844)
La collezione esposta in questa occasione conta di 250 opere, che però vengono esposte - come già accennato - in tre distinte esposizioni che si susseguiranno l'una all'altra. Le opere vengono presentate in ordine cronologico, per comprendere meglio l'artista e la sua evoluzione, per cui in questa prima mostra, sono disponibili i suoi primi lavori, tra cui fotografie acquerellate, e ovviamente xilografie.

L'arte della xilografia dell'Ukiyo-e (n.d.r. Immagini del mondo fluttuante), va detto per comprendere meglio il lavoro di questo artista, è un qualcosa di particolare per noi occidentali abituati a considerare arte i pezzi unici, e arredo le riproduzioni. Le xilografie erano opere minuziosissime, di altissimo livello e qualità, ma al contrario dei capolavori occidentali, potevano essere riprodotte in grande scala senza perdere nulla. E ognuna di queste 'stampe' (n.d.r. Perdonatemi il termine, che non è proprio correttissimo) mantiene il medesimo valore di tutte le sue altre riproduzioni gemelle.

Il Pittore Matahei e sua Moglie
(1808)
Questa esposizione è piuttosto ricca nonostante occupi una sola stanza dello spazio museale di Palazzo Poggi. 
Va tenuto conto che solitamente le xilografie avevano le dimensioni di una pagina A4 circa, anche se poi - in alcuni casi - la rappresentazione completa voluta dall'artista doveva riunire più di una 'pagina'. Come avviene nella toccante scena de Il Pittore Matahei e sua Moglie che, come potete notare dalla foto qui accanto, è composta da due tavole affiancate in cui è rappresentata la moglie che incita il marito a dipingere sull'acqua contenuta in una bacinella di pietra per infondergli coraggio e far sì che creda nelle proprie capacità.

Particolarità dell'esposizione è la presenza di un QR-Code su ogni opera. Se si è interessati, è sufficiente inquadrare il codice con un cellulare abilitato e poter leggere sullo schermo del dispositivo delle informazioni aggiuntive legate all'opera d'arte. In questo modo, una visione distratta di 90 opere disposte all'interno di una sala (n.d.r. Che può essere vista in una mezz'oretta), diventa uno studio approfondito di ogni singola immagine esposta, e una visita che può catturare la vostra attenzione per davvero molto più tempo di quanto ci si potrebbe immaginare.
Questa è una bella iniziativa dell'Università di Bologna, in collaborazione con gli organizzatori della mostra, che hanno reso disponibili contenuti informativi in rete, e hanno trasformato una esposizione molto distante dalla nostra cultura, in un qualcosa di accessibile, moderno, e accattivante.

Il calendario delle tre esposizioni è il seguente:
  • Prima esposizione: 14 ottobre 2017 - 15 dicembre 2017
  • Seconda esposizione: 16 dicembre 2017 - 2 marzo 2018
  • Terza esposizione: 3 marzo 2018 - 3 giugno 2018

Il biglietto costa 5 euro per esposizione, oppure 12 per uno cumulativo che permette l'ingresso a tutte e tre le esposizioni.

Per maggiori informazioni: qui, e qui.



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martedì 7 novembre 2017

Un Talento inquietante

Glauco Silvestri
A nessuno sfuggiva il fatto che, dimessosi Bismarck, lo Stato tedesco aveva sviluppato un talento inquietante per farsi nemici potenti.


La grande storia della prima guerra mondiale (eNewton Saggistica) (Italian Edition) (Hart, Peter)


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lunedì 6 novembre 2017

Due righe su uno dei miei #ebook #Amazon

Glauco Silvestri
Il poliziesco esce dalle righe: Un Pacco, tre ragazze, e un ginseng. 
In formato ebook e Paperback. 

Maggiori info: qui.


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sabato 4 novembre 2017

I rivoluzionari del 900 - #Mostra #Recensione

Glauco Silvestri
Quando ho visto il Castello dei Pirenei di Magritte nella locandina della mostra, non ho potuto fare altro che desiderare di entrare a Palazzo Albergati... E questo pur sapendo che non era una esposizione monografica, bensì un percorso tra autori differenti, per raccontare il novecento dal punto di vista artistico, partendo dal Dadaismo, passando per l'astratto e il cubismo, toccando il futurismo e il surrealismo.
Però c'era il Castello dei Pirenei... E io volevo vederlo dal vivo. 
La Stanza di Mae West
(Dalì)
La mostra è divisa fisicamente in due parti, e devo dire che la suddivisione è ben costruita in quanto evidenzia una sorta di evoluzione tra ciò che nacque agli inizi del novecento, quasi a volersi distaccare da ciò che l'arte aveva rappresentato fino ad allora, e ciò che divenne con il raffinarsi di cultura, idee, scopi, e prospettive.
Donna sulla Spiaggia
(Picasso)
Si parte quindi dal piano terra, dove Dalì e Duchamp dominano con il prorompere del Dadaismo. Diciamo che non è sicuramente un momento storico che abbia prodotto opere di mio gusto, per quanto qualcosa di veramente creativo lo riesco ad apprezzare, e soprattutto, ne stimo comunque il desiderio di rompere le frontiere e di rivoltare il concetto stesso di arte, dove all'improvviso viene espressa la visione dell'artista, e non più una rappresentazione di ciò che circonda l'artista. 

Ormai è arrivato il 1900, e l'impressionismo, ma anche l'espressionismo, stanno pian piano giungendo al tramonto. E' un periodo strano in cui il corpo della donna diventa ancora più oggetto di quanto sia stato in passato, e l'eroticità è percepibile in ogni opera, è sezionata nella sua fisicità, e all'improvviso i sentimenti scompaiono per diventare pezzi... Per esprimere una visione mai completa di ciò che nei primi del novecento è il rapporto tra uomo e donna.

Coppia di Grembiuli da Lavandaia
(Duchamp)
Qui è possibile vedere un Picasso, sedere sul divano a bocca della Stanza di Mae West (n.d.r. Dalì), e sorridere osservando la coppia di Grembiuli da Lavandaia di Duchamp. C'è anche un piccolo Klee in un angolo...

Dipinto
(Yves Tanguy)
Il Sognatore Portico
(De Chirico)
Salendo al primo piano la faccenda diventa più interessante e più affine ai miei gusti. Scopro Yves Tanguy, con le sue figure astratte che vivono in un ambiente sterile, grigio, che mi ricorda parecchio il nostro mondo inquinato e morente. Sono i primi passi verso il surrealismo, che si mostra in tutta la sua potenza nelle sculture di Jean Arp.

Il cammino nel mondo surreale si amplifica di opera in opera, e in questo cammino compare anche De Chirico con il suo Sognatore Portico. E la metafisica è bella che servita. Manca solo l'incontro con Magritte, che troveremo solo nell'ultima sala, dopo aver ammirato opere interessanti e capaci di incantare per la loro capacità di collegare la realtà a una surrealità visionaria. E insomma... Io ero entrato per vedere il Castello, per cui eccolo!

Il Castello dei Pirenei
(Magritte)
E siamo così giunti al termine di questo viaggio nell'arte moderna, quella che da poco più di un decennio è già divenuta arte del 'secolo scorso' e non è più contemporanea come uno della mia età potrebbe pensare.
Non può mancare il solito video che vi permetterà di comprendere meglio l'esposizione, meglio di quanto io possa fare, viste le mie scarse conoscenze artistiche.


Nel caso foste interessati a visitare l'esposizione, come ho già accennato, si trova a Palazzo Albergati, a Bologna, e proseguirà fino all'11 febbraio prossimo.

Per maggiori informazioni: qui, qui e qui.



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venerdì 3 novembre 2017

Nel segno di #Manara - #Mostra #Recensione #Bologna

Glauco Silvestri

Caravaggio
La Mostra di Manara a Palazzo Pallavicini era una occasione ghiotta che non potevo farmi mancare. Da un lato c'era l'esposizione che racconta 50 anni di carriera del famoso artista, dall'altro la possibilità di visitare un palazzo storico appena rimesso a nuovo e aperto al pubblico per delle mostre d'arte.

Ritratto di Brigitte Bardot
E così è stato... Il palazzo è splendido di suo, con lo scalone affiancato da due giganti scolpiti nella pietra, con le sale dai soffitti meravigliosi, e gli affreschi che - in questo caso semi coperti dalle pareti su cui erano affisse le opere - lasciano trasparire angoli importanti della città.

L'esposizione sorprende, divisa in due dalla struttura del palazzo, ove da un lato si racconta il suo Caravaggio, i suoi lavori per riviste, per la Marvel, per la Disney, e i lavori di satira pungente; dall'altro invece si affronta la sua carriera sin dalle origini: I ritratti dedicati alla bellissima Brigitte Bardot - e non solo lei - i suoi lavori per allestire la Costa Fortuna, il suo lavoro dedicato alla storia di Mozart, e addirittura la sua rappresentazione dei segni zodiacali.
Il modello della Costa Fortuna
e un bozzetto per le decorazioni
degli interni

Cinquant'anni di carriera, che ci fanno comprendere come sia variegato il lavoro di un artista che solitamente è noto per i suoi fumetti in cui compaiono belle donne, nude, dal carattere forte, emancipato, e volubile. 

Rey
(Star Wars 7)
Lavoro che in realtà diverge dalla linea principale delle produzioni personali, e impone impegno analogo anche per volere di terzi, senza però mai rinnegare il proprio spirito artistico. E così vediamo comparire tra i suoi lavori un ritratto di Dalla e la Ferilli per pubblicizzare una trasmissione dei primi anni 2000 (n.d.r. La Bella e la Besthia); e ci soffermiamo stupiti in un bellissimo disegno di Rey in Star Wars VII - Il risveglio della Forza.

Una esposizione che non si limita a immagini bidimensionali, ma che stupisce anche grazie alla realtà aumentata, visto che puntando il proprio smartphone su alcuni lavori esposti è possibile osservarli animati, colorati, pieni di vita e splendore.

Potrei parlare per ore e ore di questa bellissima mostra, ma lo spazio è tiranno, e come mia abitudine credo sia più intrigante lasciarvi un breve video che possa permettervi di capire meglio quale esperienza sia stata la visita a questa esposizione.


Per concludere, il mio consiglio è quello di non perdere questa splendida occasione. L'esposizione sarà attiva fino al 21 gennaio 2018, presso Palazzo Pallavicini, in via San Felice 24, a Bologna.

Per maggiori info: qui, qui, e qui.




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giovedì 2 novembre 2017

Siegfried - #Fumetti #Recensione

Glauco Silvestri
In una fiera-mercato del fumetto, qualche tempo fa, mi è capitato per le mani una pubblicazione interessante della Panini Comics, dedicata alle legende dei Nibelunghi, ovvero il Siegfried di Alex Alice

Si tratta di un volume che raccoglie tutti e quattro gli episodi di questa saga. La storia narrata è quella dell'uomo che uccise il drago, e che sfidò gli déi per amore di una Valchiria cacciata dal tempio di Odino... Ma forse è meglio che ve la spieghi in modo più chiaro.
La legenda narra che in epoche remote la Terra fosse governata dalle leggi di Odino, il quale aveva conquistato questo diritto sconfiggendo i giganti e conquistando il cuore della Terra stessa. Se non ricordo male, dal conflitto tra il Dìo e i giganti si forgiò un metallo rarissimo e dai poteri incredibili, questo 'oro' finì nelle mani di un Nibelunghi, Fafnir, il quale volle tramutarlo in un anello dagli incredibili poteri... che però finirono per corrompere il cuore del Nibelunghi stesso, al punto da farlo tramutare in un drago affamato di potere cui neppure Odino poteva opporre resistenza.
I Nibelunghi finiscono per estinguersi a causa del drago, e solo il fratello di Fafnir - Mime - riesce a fuggire e a salvarsi dalla distruzione. Con sé porta un neonato, figlio di una famiglia di guerrieri umani periti nel tentativo di sconfiggere il drago. E questo bambino è per l'appunto Siegfried.

Alex Alice parte da qui per raccontare la storia di Siegfried, ormai diventato adulto, che decide di abbandonare Mime per perseguire il suo destino... Ovvero quello di uccidere il drago. Ovviamente ciò non sarà facile, coinvolgerà lo stesso Mime, che si troverà in un equilibrio precario dal desiderio di vendetta verso il fratello, il desiderio di potere, e l'affetto per il ragazzo da lui allevato. Coinvolgerà anche la figlia prediletta di Odino, che rinnegherà il padre - che ha rinunciato a regnare sulla Terra a causa del drago - e andrà in aiuto al giovane umano il cui destino è segnato dalla morte dei suoi genitori. E mi verrebbe voglia di raccontarvi anche di più... Ma mi fermo qui perché non voglio rovinarvi la sorpresa.

I disegni sono davvero strepitosi. Il volume è davvero di ottima fattura, con pagine di grammatura elevata, colori vivaci, e tavole di dimensioni generose. La vicenda è quella di wagneriana memoria, e si ricollega ai miti germanici che ispirarono anche il nostro caro Tolkien quando scrisse Il Signore degli Anelli.
E' un fumetto davvero interessante. 
Credo abbia avuto anche una trasposizione in cartone animato; la pubblicazione è del 2007 e si cita questo progetto nella terza di copertina... Io non ho trovato molte informazioni online, a parte il trailer che potrete vedere qui di seguito. 


A ogni modo, a prescindere dal film in animazione di cui so molto poco, il fumetto mi è piaciuto davvero molto, e non posso fare a meno di consigliarvelo.




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mercoledì 1 novembre 2017

Moneyball, l'arte di vincere - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Forse Moneyball non è potente quanto Ogni maledetta domenica, ma è comunque un film che mi ha sorpreso positivamente, e che mi è piaciuto molto da ogni punto di vista... Anche perché è tratto da una storia vera (n.d.r. Qui trovate il libro).

Billy Beane ha una storia da giocatore di baseball. Talento inespresso, campione che mai riuscì a dimostrare ciò di cui fosse capace, l'atleta ha appeso in fretta la mazza al chiodo, per diventare General Manager della sua squadra del cuore, ovvero gli Oakland's Athletics. E come General Manager è davvero bravo, perché nonostante gli Athletics non abbiano un budget tale da competere direttamente con le grandi, i risultati vengono sempre portati a casa, e tanto che alla squadra manca davvero poco per poter compiere il balzo e vincere un campionato. La grande occasione per Billy avviene quando la sua squadra perde tre grandi risorse, acquistate dai soliti colossi con una cascata di verdoni che gli sponsor della Athletics non possono arginare. Visto che la strada del denaro a fiumi non è percorribile per Billy, il General Manager cerca di reinventare il proprio diamante, facendosi aiutare da un analista di statistica, usando un computer, così da costruire un team privo di stelle dello sport, ma capace comunque di macinare punti e di portare a casa delle vittorie.
Criticato da tutti, Billy prosegue per la sua strada senza ascoltare i commenti di nessuno. Gli Oakland's perdono le prime sette partite del campionato, l'allenatore stesso minaccia di lasciare in anticipo la squadra, ma lui non molla... Ed ecco che i risultati arrivano... E a fine campionato si trovano in finale, con venti vittorie consecutive - record dei record - a sfidare gli Yankees nella finalissima che...

Le storie di sport mi piacciono sempre, specie se sono vere, specie se raccontano lo sport, l'amore per la competizione, e non il solo dollaro scintillante e la vittoria sfavillante. Qui addirittura si racconta la storia di uno che non vince, ma che sa perdere bene, e che potrebbe vincere se solo non si fosse intestardito a... ma niente spoiler, o leggete il libro, o guardate il film.
Bravissimo Brad Pitt, bravi tutti quanti. Regia molto lineare, pulita, piacevole, con attimi di agonismo e passione, e momenti intimi molto intensi.

Un gran bel film!



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martedì 31 ottobre 2017

Atto sconsiderato

Glauco Silvestri
Se ci fu un atto sconsiderato, fu la decisione iniziale di entrare in guerra.

La grande storia della prima guerra mondiale (eNewton Saggistica) (Italian Edition) (Hart, Peter)


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lunedì 30 ottobre 2017

Due righe su uno dei miei #ebook #Amazon

Glauco Silvestri
Una trilogia di Fantascienza che strizza l'occhio al Fantasy: Cometa
Disponibile in ebook.

Maggiori info: qui.


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sabato 28 ottobre 2017

Redemption Ark - #Libri #Recensione

Glauco Silvestri
Anello di congiunzione tra Revelation Space e Absolute Gap, in Redemption Ark si fatica vistosamente nel determinare i buoni e i cattivi... Tanto che forse in questa vicenda si può pensare che nessuno sia veramente buono, e nessuno sia veramente cattivo. 

La situazione è parecchio intricata visto che la razza umana, nelle sue tre varianti - ovvero i Demarchisti, gli Ultra, e i Conjoiner - sono minacciati da macchine il cui unico scopo è quello di eliminare dalla galassia ogni forma di vita intelligente capace di volo interstellare.
In ballo c'è quindi la sopravvivenza della specie, ma come al solito, noi umani non siamo proprio in grado di collaborare tra di noi, neppure in situazioni di causa di forza maggiore. In ballo ci sono una trentina di armi capaci di una devastazione inimmaginabile, dei prototipi Conjoiner, che mai sono state prodotte in serie perché la loro potenza spaventava anche chi le aveva create. Queste armi sono in mano a un triumvirato Ultra, nella stiva di uno sfioraluce in orbita attorno a un piccolo pianeta ai confini della galassia.
Ovviamente gli Ultra non vogliono cedere le armi, e intendono usarle per difendere il loro piccolo avamposto da un gruppo di Inibitori che sta già lavorando alacremente per creare un'arma capace di spazzarli via. I Conjoiner vogliono anch'essi le armi, ma per difesa personale, visto che hanno in programma di lasciare il sistema stellare, fuggendo a gambe levate visto che sono gli unici a possedere la tecnologia per costruire navi veloci quanto la luce. E i Demarchisti... A malapena sono a conoscenza del problema, per lo meno in via ufficiale, fintanto che uno dei Conjoiner - Clavain - tradisce la sua specie per mettere le mani sulle armi prima di tutti gli altri, con l'idea di usarle per il bene comune di tutta l'umanità, e non solo di una fazione.

Difficile entrare nel dettaglio senza fare spoiler, per cui mi fermo qui con la trama e... Devo dire che il romanzo cattura più lentamente rispetto al capitolo che lo precede, e a quello che lo segue. Qui abbiamo la formazione di personaggi importanti per l'epilogo della vicenda, tra cui Clavain e Skorpio. Anche il personaggio di Skade viene costruito minuziosamente... e Khouri appare molto diversa dalla fredda guerriera che vedremo nel capitolo finale. L'amore per la vicenda si innesca solo quando ci si trova già nel bel mezzo di tutta la storia, e da quel momento in avanti non si riesce più a smettere di leggere. Però è evidente che Redemption Ark è un romanzo di congiunzione, e di conseguenza è meno efficace degli altri, soprattutto perché - voi lo sapete - io ho iniziato a leggere la saga dall'ultimo romanzo, e poi il primo... E di conseguenza quello di cui sto parlando ora.
Ciò rende il mio giudizio un po' sbilanciato rispetto a quello che avrebbe potuto essere se avessi seguito il corretto filo logico della vicenda.
Tornando a bomba, come ho detto in precedenza, in questo romanzo non ci sono cattivi veri, ognuno dei personaggi chiave ha le sue motivazioni, e dal suo punto di vista, sono motivazioni più che sensate. Visto che ogni personaggio ha scheletri nel cassetto, questa è l'occasione per trovare la redenzione, per dare pace alla propria coscienza, facendo 'la cosa giusta'. 
Come sempre accade, però, la cosa giusta per una persona non è mai la cosa giusta per un'altra.
E nel romanzo, in un modo o nell'altro, tutti quanti trovano il modo per fare la cosa giusta, anche se poi non sarà possibile che tutti abbiano successo nelle loro azioni.

Ed è per tutti questi motivi, per quanto Redemption Ark non mi abbia entusiasmato, che concludo affermando che è comunque un buon romanzo, e che consiglio a tutti gli appassionati di Fantascienza.


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venerdì 27 ottobre 2017

Limitless - #Film #Recensione

Glauco Silvestri
Ecco un film che non ricordavo più di avere in videoteca. Ci son capitato davanti per caso l'altra sera e... Limitless? Di cosa parla? Ma l'ho già visto? La memoria a volte mi gioca brutti scherzi, e così l'ho messo su e me lo sono guardato tutto d'un fiato.

Eddie Morra è uno scrittore. Ha un contratto pronto con il proprio editore ma si trova di fronte al cosiddetto 'blocco dello scrittore'. La sua vita sta crollando - lentamente - ma inesorabilmente, e tutto ciò che per lui era importante lo sta abbandonando, compreso la fidanzata, che ovviamente non riconosce più l'uomo che ha davanti. E' in questo contesto che Morra incontra, forse per caso, forse no, il cugino (n.d.r. O era il fratello?) della sua prima moglie. Questi, all'epoca, faceva lo spacciatore, ma ora - parole sue - si è messo in riga e lavora per una casa farmaceutica. I due parlano delle rispettive vite e Morra non può fare a meno di raccontare le proprie difficoltà. Il 'cugino' gli propone una soluzione... Un farmaco chiamato NZT, ancora in fase di approvazione da parte degli enti competenti, che promette una stimolazione sinaptica tale da rendere le persone più brillanti, intelligenti, e di spingere al massimo le capacità umane. Morra prova la pillola e... Bum! Scrive il romanzo in quattro giorni. Si fa prestare centomila dollari da uno strozzino e giocando in borsa ne guadagna 2 milioni. Diventa consigliere di un magnate della finanza. Riconquista la fidanzata. E sembra tutto fantastico e meraviglioso se non fosse che, a corto di pillole, si reca dal 'cugino' e lo trova morto nel suo appartamento. Tutto diventa chiaro all'improvviso. L'NZT non è un medicinale, è una nuova droga, e il 'cugino' la spacciava. Colto dal panico Morra chiama la polizia, ma prima cerca la scorta del 'cugino' e se la intasca. Da quel momento - però - non si sente più tranquillo. Strani individui lo pedinano, e gli effetti collaterali cominciano a farsi evidenti. Controllando la lista dei clienti del 'cugino' (n.d.r. Trafugata anch'essa) scopre che tutti gli altri stanno malissimo o sono già morti... 

E se l'inizio è intrigante, poi tutto si tramuta in una caccia all'uomo con un finale piuttosto surreale e fuori contesto. Il cast è comunque di pregio e regge bene il ritmo della vicenda. Bravi sia Cooper che De Niro. Il film è sia divertente, che godibile, e vale la pena vederlo, però... Diciamo che mi aspettavo qualcosa di diverso. 




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giovedì 26 ottobre 2017

Smetto quando Voglio, Masterclass - #Recensione #Film

Glauco Silvestri
Ecco la conferma che, se si vuole, in Italia è ancora possibile fare dei film di qualità, commedie di alto livello, ben girate, con un alto livello di recitazione, in un meccanismo ben oliato che funziona alla perfezione e senza sbavature.

Smetto quando voglio Masterclass è la conferma di un prodotto che già alla prima pellicola aveva mostrato i numeri per essere qualcosa di più della solita commedia all'italiana. C'è ironia, c'è azione, c'è qualità, e la trama è tutt'altro che banale, al punto da creare un crescendo interessante, e da sfociare in una trilogia che dubito deluderà (n.d.r. Il terzo e - credo ultimo - episodio è in lavorazione).

In questa vicenda i nostri ricercatori tornano all'azione, coinvolti da una poliziotta motivata a sgominare il mondo delle smartdrugs, per identificare le droghe in circolazione, e interromperne la circolazione. Ovviamente tutto ciò in cambio della libertà: 30 molecole in cambio della scarcerazione e della fedina penale pulita. I nostri ricercatori riusciranno nell'impresa, ma nelle varie peripezie non riusciranno a eliminare a un prodotto davvero sofisticato, il SOPHOX, di cui non capiranno immediatamente la composizione. Ciò porta la poliziotta a ritrattare l'accordo... Visto che il SOPHOX è il prodotto più pericoloso in circolazione, e il gruppo si troverà da capo a lavorare in incognito, con l'aggravante che le mosse della polizia vengono rivelate in pubblico da una blogger intraprendente... e tutto viene buttato all'aria. I ragazzi tornano in manette, vige la regola del negare tutto e sempre, ma chi produce il SOPHOX? Come lo produce? Perché lo produce? Scopriremo tutto nell'ultima puntata.

Mi sono divertito parecchio. Il film è maturo, e forse non c'è più la sorpresa avuta con il primo capitolo della saga (qui), ma si inseriscono dei nuovi elementi, e la trama diventa più complessa. Si incrocia così una vicenda più solida con un plot da commedia, e il tutto viene mescolato con un briciolo di mistero che... Probabilmente è quel quid che tiene alto il livello globale della pellicola.

Lo consiglio.



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mercoledì 25 ottobre 2017

Qvando c'era Lvi - #Fumetti #Recensione

Glauco Silvestri
In questo periodo politicamente strano, dove da un lato si cerca di unire i popoli, e dall'altro si cerca di dividerli, non si può negare ci sia un risveglio universale delle forze di Destra, lo si vede in Europa, ma anche nel nostro confuso paese, dove i trascorsi del periodo fascista hanno lasciato segni tutt'ora molto evidenti. 

E' in questo frangente che gli autori di Qvando c'era Lvi hanno deciso di scrivere un fumetto satirico dedicato al ritorno del Duce, e del Fascismo, nel nostro paese. Fumetto satirico che ha avuto un buon successo editoriale e di cui io vi parlo dopo aver letto la versione in brossura che raccoglie tutti e quattro gli episodi.

Siamo in Italia, ai giorni nostri, e uno sparuto gruppo di neofascisti, assieme a un fantomatico scienziato tedesco, riescono a riportare in vita il Duce, il tutto grazie a complicati processi di clonazione... Ma qualcosa va storto, perché Benito Mussolini torna in vita, ma il colore della sua pelle è tragicamente nero. Che fare allora? Si tenta la via del trucco. Visto che oggi tutto gira attraverso internet, con un sapiente lavoro informatico, e una buona truccatrice, i video del Duce acquistano subito la notorietà che gli spetta. E il mezzo per conquistare tutti è il linguaggio dei giovani. Il Duce incide dischi, twitta, ha un profilo facebook, la propaganda diventa inarrestabile, al punto che a gran voce del popolo, a Benito Mussolini vengono cedute le redini del nostro bel paese.
Ed è in quel momento che i trucchi crollano. Durante un evento in pubblico si scopre che il Duce è nero... Ma ciò non cambia le sorti del suo governo, anzi, le rafforza.

La satira diventa così sempre più efficace ed efficiente... Non andrò nei dettagli per non rovinare la sorpresa ma, sappiate che si tornerà a valorizzare la lingua italiana, e gli inglesismi spariranno in un batter d'occhio. Andremo tutti in giro con l'intellitelefono, cinguetteremo i nostri pensieri sull'interrete, e via così in ogni campo della tecnologia.

Il fumetto è poi arricchito di extra tipici dei fumetti da edicola, come l'oroscopo di Benny (n.d.r. A Sostituirsi di quello famosissimo di Breszny, dove alcuni segni sono davvero geniali), le pubblicità di merendine, di giocattoli, e persino una pagina della posta davvero esilarante. Non mancano i glossari, utilissimi per comprendere la nuova lingua, e cominciare a parlare un italiano privo di tutti quegli inglesismi di cui oggi - in realtà - è pieno. E forse questi elementi sono ancora più esilaranti del fumetto stesso, che funambola tra intrattenimento, satira, e una sottile critica alla incapacità delle persone di scindere tra giusto e sbagliato, e ovviamente di scegliere sempre ciò che conviene, piuttosto che ciò che andrebbe fatto.

Una pubblicazione interessante, che strappa parecchie risate, ma che potrebbe anche far riflettere... Ho detto potrebbe, eh?




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martedì 24 ottobre 2017

Razioni di Felicità

Glauco Silvestri
Vendere razioni di felicità alla gente è un mestiere difficile, alle volte rischioso e non sempre ricco di soddisfazioni personali.


Un maledetto guaio, Kowalski (Italian Edition) (Chiconi, Antonio)


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lunedì 23 ottobre 2017

Due righe su uno dei miei #ebook #Amazon

Glauco Silvestri
Sei racconti da brivido ambientati a Bologna: Bologna Trema
E' disponibile sia in Paperback, si in eBook.

Maggiori info: qui.

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