domenica 30 novembre 2014

Allarme Antincendio

Glauco Silvestri
Oggigiorno, un allarme antincendio non segnala mai un incendio. Non più.

Soffocare (Chuck Palahniuk)
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venerdì 28 novembre 2014

D.A.R.Y.L.

Glauco Silvestri
Conservo nel cuore questo film sin da quando ero ragazzino. Certo, rivederlo oggi, con 42 anni sulle spalle, è un'esperienza del tutto differente ed è difficile poter provare nuovamente le emozioni di quegl'anni magici, e mi pare più che giusto. Il film è un film per famiglie, ha buoni sentimenti e un happy ending, nonché un modo di approcciarsi alla fantascienza molto semplice e ingenuo. Però rimane un gran bel film.

Parlo, ovviamente, di D.A.R.Y.L. La scena iniziale ci butta nel bel mezzo dell'azione. Un'auto che fugge a gran velocità in mezzo ai boschi. Un elicottero che la segue. A bordo dell'auto ci sono un ragazzino, e l'uomo alla guida. Niente parole. Solo il rombo del motore dell'auto, e delle pale dell'elicottero. Poi l'auto si ferma. Il ragazzino scende e scappa a piedi. L'auto riprende la fuga, e a una curva, esce di strada e vola nel vuoto, fino a cadere in un dirupo.
Il bambino viene ritrovato da una coppia di anziani, sta bene, ma ha una amnesia selettiva che gli impedisce di ricordare dove abita, e chi siano i suoi genitori. Viene portato ai servizi sociali del paese lì vicino, e questi lo affidano a una famiglia in attesa di scoprire chi sia, e chi siano i suoi genitori.
Lui è Daryl. E' un ragazzo ben educato, estremamente dotato, ma si vede che è traumatizzato. Fa di tutto per compiacere la sua nuova famiglia, non è vivace come gli altri bambini, è obbediente, servizievole, e molto intelligente. Fa amicizia con un bimbo che sembra il suo alter-ego, tant'è che viene chiamato da tutti Sisma. I due si completano, per cui l'amicizia diventa un legame davvero profondo. Daryl viene introdotto nella scuola locale, nella squadra di baseball di Sisma, e la sua vita riprende come quella di un qualunque ragazzino di 12 anni. Poi, dopo mesi e mesi, ecco comparire i veri genitori.
Tra lacrime e cordoglio il bambino viene riconsegnato a chi lo ha cercato disperatamente... solo che i genitori, in realtà, sono scienziati. Soprattutto, si scopre che Daryl non è un bambino, bensì... Non vi svelo altro, però se andate avanti con la lettura, capirete facilmente chi è Daryl in realtà.

Il tema è da sempre affrontato con interesse nel cinema, anche se probabilmente le pellicole che lo hanno affrontato non sono mai riuscite ad avere il successo sperato. Ricordo A.I., Her, HAL9000 ne 2001 Odissea nello Spazio, così come quello che si vede in Moon, senza dimenticare Skynet (Terminator), o Robby di Pianeta Proibito. La fantascienza è piena di intelligenze artificiali... poche volte sono le protagoniste delle vicende narrate, spesso Qui è protagonista. Qui è traumatizzata, e proiettata in un ambiente molto diverso da quello per cui era programmata. Qui assimila... sentimenti veri. E' in questo che il film dimostra tutta la sua grandezza. Ricordiamoci che è una pellicola del 1985!
Ben recitato, con un ritmo che non stanca, ma neppure incalza, con sempre un certo alone di mistero che appassiona. E' una pellicola che davvero piace. Sente gli anni, è evidente, ma resiste bene grazie alla tematica da 'film da famiglia' che gli permette di essere piacevole nonostante le evidenti ingenuità.
Soprattutto... Sisma vi conquisterà!

Guardatelo!


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giovedì 27 novembre 2014

Toro Scatenato

Glauco Silvestri
Ci credete? Non l'avevo mai visto! Eppure le tematiche e la regia avrebbero dovuto attirarmi come limatura di ferro a una calamita. L'altra sera ho riempito la lacuna, e ora eccomi qui a parlarvi di Toro Scatenato, il capolavoro di Martin Scorzese che racconta la storia del mai dimenticato Jake La Motta.

Jake La Motta, proveniente dall'ambiente italo-americano e dalla miseria, è cosciente e orgoglioso della propria forza taurina. Infatti, con il nomignolo di "Toro del Bronx", nel 1941, inizia la sua carriera trionfale nella boxe. Ribelle a qualsiasi condizionamento, rifiuta le protezioni mafiose di Tommy Comoe e famiglia, praticamente gestisce sé stesso con il solo aiuto del fratello Joey nelle vesti di manager. Quando la sua carriera sembra portarlo senza freni verso la sfida per il titolo di campione del mondo, a causa del suo carattere duro, ma insicuro, primitivo, e troppo sensibile al fascino femminile, Jake abbandona la moglie ebrea per sposare Vickie, una ragazza che a causa della sua bellezza, lo renderà sempre più geloso e tirannico. Le sue vittorie lo portano di diritto ad essere il candidato per la corona mondiale dei pesi medi, a sbarrargli la strada è la paura degli altri pugili, nessuno vuole combattere con lui, e non avendo alle spalle una organizzazione potente che possa spianargli la strada, ecco che le porte del successo gli vengono sbarrate davanti ai suoi occhi. E' Joey, che a insaputa del fratello, ottiene la candidatura all'incontro mondiale, pagando lo scotto di un incontro truccato. Jake si trova costretto a seguire la strada impostata da Joey, perde volutamente un incontro che avrebbe potuto chiudere sin dal primo round, ma strappa la corona mondiale a Sugar Ray Robinson. Dopo la vittoria, però, i rapporti con il fratello - e in seguito anche con la moglie Vickie, si guastano definitivamente. Si trova solo.si ritira a Miami e, a carriera ormai finita, nel 1964, intraprende delle attività fallimentari che lo porteranno persino in prigione.

Film potente, con ritmi altalenanti a seconda del carattere volitivo di Jake La Motta. Il bianco e nero lo rende ancora più intenso. Lui, il Toro del Bronks, ha un carattere forte all'apparenza, ma è in realtà un insicuro cronico. Teme il tradimento della moglie, teme il tradimento del fratello, a tratti non si fida neppure di sé stesso. Quando perde all'incontro truccato, piange come un bambino tra le braccia del suo allenatore; quando è in prigione si interroga sul perché ogni cosa che fa finisca per ritorcerglisi contro. Eppure è proprio la sua cecità, la sua scarsa fiducia nel prossimo, la sua debolezza cronica verso le donne, che lo conducono verso l'oblio e il fallimento. Lui, un campione come nessun altro prima di lui, è incapace di gestire la sua forza, e il suo successo. Ottimo De Niro, giovane e forse ancora un po' spigoloso, nell'interpretare il pugile, per quanto in alcuni atteggiamenti ricordi il Padrino. Bravissimo Joe Pesci, nel suo ruolo difficilissimo, quello del fratello che deve sopportare gli alti e bassi umorali di Jake. Ottime anche le interpretazioni dei caratteri comprimari.

Certo... il film sente un po' dello scorrere del tempo, ha un ritmo che oggi difficilmente si accetta, visto che siamo abituati a osservare vicende più dinamiche e senza tempi morti. Qui ci sono... un ritratto il più possibile fedele alla realtà. Imperdibile, tra le altre cose, questo titolo fa parte del 3X2, perché non approfittarne?


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mercoledì 26 novembre 2014

Amare

Glauco Silvestri
Amare qualcuno dal profondo del cuore è comunque una grande consolazione. Anche se si è soli e non si riesce a stare con quella persona.

1Q84 (Murakami Haruki)
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martedì 25 novembre 2014

Jersey Boys

Glauco Silvestri
Torniamo un po' indietro nel tempo. Sono gli anni 50. La storia è quella di quattro giovanotti che provengono dalla parte sbagliata del New Jersey - uno sparuto gruppo di giovani che vuole fuggire da un posto dove o si muore ammazzati perché si è sbirri, o si muore ammazzati perché si lavora per la criminalità, o si muore ammazzati perché si è vittime della criminalità. L'unico modo per uscire da quel circolo vizioso è sfondare e diventare famosi. Questi quattro giovani non hanno la coscienza pulitissima, ma le loro voci sono davvero speciali, tanto che persino la malavita li spinge nel loro sogno di fare carriera.
Diventeranno il gruppo rock icona degli anni 60, The Four Seasons. La storia dei momenti bui, dei processi e dei trionfi, è accompagnata da canzoni che hanno influenzato una generazione, tra le quali "Sherry", "Big Girls Don’t Cry", "Walk Like a Man", "Dawn", "Rag Doll", "Bye Bye Baby", "Who Loves You" e molte altre.

Jersey Boys, forse, non ha avuto in sala il successo che si aspettava Clint Eastwood, regista di prim'ordine che anche qui ci spiega come si fa a fare un buon film. Probabilmente il problema di questa pellicola, che ci racconta la storia del cantante americano Frankie Valli, è che si tratta di una trasposizione cinematografica di un musical teatrale che negli States ha avuto un buon successo. Il musical, al cinema, è un format che da sempre ha fatto discutere. C'è chi li ama, chi li odia, e chi come me che a volte li ama (per fare un esempio HairSpray), e altre li odia (per esempio Chicago)... anche se son più le volte che li amo piuttosto che il contrario! Le vie di mezzo sono rare. Per cui andare al cinema a vedere un musical è sempre un bel problema per chi deve aprire il portafogli. Buffo... ma al teatro funzionano meglio, probabilmente per il fatto che sono spettacoli live, probabilmente perché la partecipazione con gli interpreti è molto più vissuta e sentita, chissà.

A ogni modo questo è un film a tratti delicato, a tratti aggressivo, ma mai trasgressivo. La storia di Frankie Valli viene affrontata con la solita delicatezza d'intenti di Eastwood, è smussata, e probabilmente pure addolcita... e credo che in essa si veda anche un po' di nostalgia, chissà. Io, per lo meno, ce la vedo. Non è un film crudo, e ruoli negativi - spietati - veri non se ne vedono. Ogni personaggio sembra fungere da giusto ingrediente per la ricetta. E' ben costruito, la colonna sonora è notevole, piena di brani noti, e spesso famosi, di quegl'anni. Gli interpreti sono bravini. Non brillano e neppure spiccano.

Davvero piacevole!


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Soprattutto... Non dimenticate che questa settimana è la Black Friday Week



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lunedì 24 novembre 2014

Doc Hollywood

Glauco Silvestri
Lunedì! Parliamo di film? Anche perché è iniziato la Black Friday Week, e c'è una sezione tutta dedicata ai film, per cui potrebbe essere una bella occasione per trovare i giusti regali di Natale, no?

Io, mentre voi curiosate tra i titoli in offerta, vi voglio parlare di una commedia anni 80. Non so perché, ma mi è tornato un po' il trip di quegl'anni e dei film di Michael J. Fox. Per cui, ieri sera, mi son guardato Doc Hollywood.
Storia semplice ed elegante. Un bravo medico del pronto soccorso di una grande città ha l'occasione della sua vita. Andare a lavorare a Hollywood, in una clinica dedicata alla chirurgia plastica. Soldi a palate, bel clima, un lavoro dove non si seppelliscono pazienti... chi si farebbe scappare questa occasione? Così il medico parte sulla sua Porsche Speedster del 56 per raggiungere il prima possibile la sua agognata meta. Solo che dietro una curva, due mucche in mezzo alla strada lo costringono a una sterzata brusca, e a finire dritto dritto sulla staccionata appena ridipinta del giudice di una piccola cittadina rurale di nome Greedy. Ovviamente tutte le imputazioni possibili gli cadono sulla testa... ma lo scopo del giudice non è la vendetta, bensì... è quella di far sì che il medico rimanga a esercitare in paese, visto che il dottore in carica è vecchio, burbero, e poco affidabile.
Così Doc Hollywood, così finisce per essere chiamato da tutti, fa conoscenza con Lou, la bella autista delle ambulanze, con il sindaco, con il gruppo di accoglienza, con meccanici che 'non sanno neppure dove sta il motore di una porsche speedster del 56, eccetera eccetera.
Troverà l'amore, amicizia, una accoglienza pura... e riscoprirà i valori di una vita sana in mezzo alla natura.

Film con un lieto fine, con un fine romantico, ma tante tante risate. Certo, sente parecchio gli anni che ha sulle spalle. Oggi le commedie sono molto più brillanti, scattanti, con ritmi intensi, e battute pungenti. Qui i dialoghi sono quasi teatrali, ragionati, costruiti con tempi lunghi, e bisogna fare un po' di compensazione prima di apprezzarla a pieno. Però è un bel film, con risate pulite, senza volgarità, e un pizzico di malizia che non fa mai male. Perdonatemi ma... lo devo dire... ho nostalgia di quegl'anni, per quanto non mi facciano schifo il secondo decennio degl'anni 2000, mi mancano quegl'anni.

Guardate questo film, dai!


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domenica 23 novembre 2014

Fragilità ed Eternità

Glauco Silvestri
Ma le cose fragili, come un pensiero, un sogno, una leggenda, durano in eterno.

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giovedì 20 novembre 2014

Apes Revolution

Glauco Silvestri
Eccoci in un futuro prossimo. Quella che doveva essere la cura per l'Alzheimer si è tramutato in un virus mortale per gli esseri umani. La specie è decimata e le scimmie intelligenti capitanate da Cesare non hanno più contatti con gli umani da ben 10 anni. Vivono in pace, in una comunità nel bel mezzo delle foreste fuori San Francisco, e tutto sembra andare come dovrebbe... finché un giorno non incappano in un piccolo gruppo di umani che cerca di raggiungere una diga in alta montagna per riavere l'elettricità.
Panico, uno sparo, una scimmia a terra. Per poco non scoppia un vero conflitto tra scimmie e umani. Solo la presenza di Cesare permette che ciò non avvenga. Ma Koba medita vendetta per tutti i maltrattamenti subiti in laboratorio... e grazie a un manipolo di fedelissimi, riesce a eliminare Cesare facendo credere che siano stati gli uomini.
Da qui... ecco che scoppia il conflitto, e nulla può più fermarlo.

Apes Revolution è un buon film, che mantiene il livello del precedente episodio, anche se ne perde una parte di drammaticità. Uomini e scimmie sembrano incapaci di sfruttare la propria intelligenza, di avere chiusura mentale, di vivere come branchi di animali in costante pericolo. Ciò è comprensibile, ma è meno comprensibile che, in un momento di distensione tra le due specie, venga scelto di inserire nel gruppo di rappresentanza degli umani uno degli scettici. Così è incomprensibile come un personaggio come Koba riesca a offuscare oltre 10 anni di insegnamenti pacifici nel gruppo di scimmie capitanate da Cesare. Gli istinti dominano in questo film, e ciò è fondamentale per far sì che lo scontro tra le due specie abbia inizio. Del resto, illuminati o meno, è quasi scontato che due specie intelligenti nello stesso ambiente finiscano per lottare per il predominio. Per di più gli umani si arrogano il diritto e il dovere di riconquistare il loro ruolo di specie dominante. Insomma... c'è tanta carne al fuoco in questa pellicola.
Un film che si alterna tra scene di pathos, scene di violenza, scene drammatiche, e scene allegre. E' davvero completo, e le interpretazioni sono all'altezza della situazione, per quanto appaiano - come avviene spesso in questo genere di pellicole - stereotipate.
Tutto è scritto perché si segua un determinato percorso, e non c'è speranza, lo si intuisce sin dall'inizio del film, che tra scimmie e uomini ci possa essere convivenza. Peccato!

Comunque il film merita di essere visto. Se si è perso un po' di spessore rispetto al precedente, si guadagnano ottime scene d'azione, dove la CGI non è invasiva e si integra bene con la realtà.

Da vedere, specie se si è visto il primo film.


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mercoledì 19 novembre 2014

Descrizioni

Glauco Silvestri
Se in un romanzo s’introduce una cosa che la totalità dei lettori non ha mai visto, è d’obbligo una descrizione il più precisa e dettagliata possibile. Quelle che possono essere omesse, o meglio che devono essere omesse, sono le descrizioni di cose che la maggior parte dei lettori ha già visto con i propri occhi.

1Q84 (Murakami Haruki)
Evidenziazione Pos. 4163-65 | Aggiunta il domenica 19 febbraio 12 17:42:00 GMT+01:00


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martedì 18 novembre 2014

L'alba del Pianeta delle Scimmie

Glauco Silvestri
Ammetto che il tentativo di Tim Burton mi piacque solo a metà. Qui, invece, è stato fatto centro in maniera egregia, e si è ridato vita a una saga che - da piccolo - mi aveva appassionato tantissimo.

La storia ci viene raccontata dall'inizio, per cui eccoci tornare nel ventunesimo secolo. Una missione NASA verso Marte si è persa nello spazio, lo si apprende dai TG che compaiono nelle TV inquadrate di quando in quando. Ma la vera storia si sviluppa all'interno di un centro di ricerche medico. Si sta provando sui primati una nuova cura per l'Alzheimer. Il medicinale sembra promettere bene, specialmente su una scimmia, il paziente 12, che addirittura mostra un incremento della propria intelligenza.
Questa scimmia, però, diventa particolarmente aggressiva quando si tenta di prelevarla per condurla di fronte ai manager della società. Viene uccisa. E il progetto viene congelato immediatamente. Si scopre, durante lo 'sbaraccamento' dei laboratori, che il paziente 12 era diventato aggressivo per proteggere un cucciolo che nascondeva nella propria gabbia... e visto che nessuno ha il coraggio di ucciderlo, viene adottato dallo scienziato che seguiva il progetto.
Questo cucciolo si chiama Cesare, e nel suo DNA, in un qualche modo, sono rimasti i segni della sperimentazione. La scimmia è davvero molto intelligente, curiosa, e capace di cose davvero strabilianti. E' particolarmente attaccata al papà dello scienziato, anch'esso malato di Alzheimer. Un giorno questi - in stato confusionale - distrugge l'auto di un vicino... che ovviamente lo aggredisce e minaccia di chiamare la polizia. Cesare lo difende, lo aggredisce con violenza, e finisce per essere catturato dal servizio di accalappia cani.
Nell'habitat protetto, la scimmia impara a interagire con i suoi simili, a diventarne il capo, e a progettare una fuga collettiva!

Film davvero ben costruito. Le scimmie sembrano davvero vere. La computer grafica è talmente ben realizzata da essere indistinguibile dalla realtà. Tutto gira con maestria, tutto è presentato in modo da rendere credibile la vicenda. E le prospettive per il secondo film, che dovrei recensire a breve, sono aperte in modo saggio, al punto da non disturbare lo spettatore con un finale aperto.
Tutti i nodi vengono al pettine. I sentimenti ruotano profondamente nel cuore dei personaggi, e sono comprensibili il rancore e la delusione di Cesare. Dal nostro divano si vorrebbe gridare alla scimmia che è stata vittima delle circostanze, e che la sua rabbia è infondata, che a casa sua tutti gli vogliono ancora bene... ma ciò non è possibile, e Cesare fa le sue scelte.
L'unico momento che mi è parso meno credibile è la facilità con cui le scimmie riescono a prevaricare le forze dell'ordine. Il posto di blocco a metà del ponte ha poco senso. Soprattutto se si devono fermare dei primati in grado di arrampicarsi. La nebbia è propizia, ma l'elicottero, pur vedendo qualche scimmia muoversi in modo sospetto sui cavi del ponte, invece di avvisare gli uomini a terra, si espone sparando, compromettendo di conseguenza la sua posizione di superiorità. Ciò. comunque, non danneggia l'insieme, che funziona davvero bene, e si gusta dal primo all'ultimo minuto di pellicola.

Lo consiglio.


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lunedì 17 novembre 2014

Hysteria

Glauco Silvestri
Sapete quando si ha la voglia di fare due risate senza bisogno di cadere in quelle pellicole volgari fatte di comicità scadente? Ecco Hysteria è stata la mia scelta per una Domenica un po' diversa dalle altre.

Siamo nella Londra del 1880. La medicina è in pieno fermento, e guerra tra chi segue ancora i vecchi metodi, e chi invece vuole seguire gli insegnamenti della medicina moderna. Il giovane Mortimer è uno di questi ultimi, e per ciò viene cacciato pressoché da tutti gli ospedali londinesi perché finisce sempre in contrasto con i primari che li gestiscono. Alla fine però trova un lavoro stabile, viene assunto dal dottor Dalrymple, specialista nella cura dell'isteria che affligge gran parte delle signore londinesi. 
La cura dell'isteria, in quegl'anni, è... piuttosto empirica. Non è un caso che alla voce isteria vengano racchiusi tutti i comportamenti femminili che vadano al di fuori del pubblico decoro. Dare soddisfazione là sotto, con una mano ben oliata, è il metodo che Mortimer  apprende dal dottor Dalrymple.
Quest'ultimo vede nel suo pupillo un ottimo partito per succedergli al momento della pensione, e soprattutto come compagno della sua figlia più diligente (mentre l'altra...).
Solo che l'uso prolungato dell'arto gli provoca una infiammazione dei tendini. E così, un bel giorno, le sue cure falliscono lo scopo. E senza remore Dalrymple lo licenzia. 
Ciò spinge Mortimer, grazie all'amico Edmund - appassionato di congegni elettrici - a sviluppare un'invenzione tutt'altro che convenzionale, la rivoluzione del secolo: il vibratore. 

Humor inglese, mischiato alla storia di uno dei più controversi gadget elettronici del secolo, con un pizzico di romanticismo, e di brillantezza: questi sono gli ingredienti di questo ottimo film. E' delicato, e allo stesso tempo sguaiato. E' divertente, senza mai diventare volgare. Bellissima è Maggie Gyllenhaal, ottimo Rupert Everett, e comunque tutti bravi in questa commedia davvero singolare. Per certi versi mi ricorda Quattro matrimoni e un Funerale. E' da quei tempi che non guardo una commedia inglese altrettanto efficace.

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domenica 16 novembre 2014

Giornate no!

Glauco Silvestri
Chi ha mai visto un pesce afflitto da sbalzi d'umore? Le spugne di mare non hanno giornate no.

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venerdì 14 novembre 2014

Hellboy - The Golden Army

Glauco Silvestri
Il secondo capitolo di Hellboy è, a mio parere, ancora più efficace del primo. Il personaggio ha talmente tante sfaccettature che, con un buon sceneggiatore, si potrebbe andare avanti e produrre una bella trilogia... E, credetemi, questo è un caso più unico che raro.

The Golden Army parte da dove ci aveva lasciato il primo film. La morte del padre, unica persona che riusciva a tenere a bada l'esuberanza del ragazzone Rosso, ha costretto l'agenzia ad affiancare il Dr. Johann Krauss alla guida disastrosa di Manning. Il rapporto tra Liz e Red è sempre complicato, a ciò si aggiunge una certa questione che lei non riesce a rivelare, e per ciò i litigi diventano spesso... Esplosivi!
Nel frattempo, il giovane principe elfico Nuada spodesta il padre, e decide di rompere la tregua stretta in tempi immemori con gli umani. Ciò scatena una caccia spietata a tre artefatti d'oro, che uniti assieme formano una corona capace di attivare la Golden Army, una armata meccanica indistruttibile, e capace di sopraffare qualunque avversario.
A opporsi è la sorella di Nuada, Nuala, che fugge con uno dei tre artefatti, e si rifugia - grazie ad Abe - nella base segreta del BPRD.
Lo scontro tra Hellboy e Nuada è solo questione di tempo. E il risultato dello scontro è tutt'altro che scontato.

Come dicevo, gli effetti speciali, il mix tra attualità e legenda, è davvero ben realizzato. Non manca lo humor, ben dosato, e un cast di tutto rispetto. I personaggi sono tutti ben caratterizzati e non ci sono figuranti bidimensionali. Tutto gira alla perfezione, e l'espressività, le liti, la disperazione, i momenti di affetto, mostrano una umanità davvero palpabile. Anche i cattivi non sono veramente cattivi. C'è purezza nelle loro convinzioni, e in alcuni casi, è pure difficile dargli torto. L'affetto tra i due gemelli, l'amore per il padre, il rapporto conflittuale tra generazioni diverse, l'irriverenza, e la supponenza giovanile, gli errori, l'impossibilità di tornare sui propri passi... Questi sono solo alcuni degli ingredienti che fanno di questo film, un bel film.
C'è poco da aggiungere, io credo. E' bello, e merita di essere visto.

Lo consiglio!


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giovedì 13 novembre 2014

Transformers 4

Glauco Silvestri
Dopo la battaglia di Chicago (Transformers 3), gli Autobot si danno alla macchia. I rapporti tra umani e autobot si sono raffreddati in fretta, nonostante questi ultimi abbiano salvato la razza umana dai Decepticon. La distruzione della città, la violenza dello scontro, sono difficili da dimenticare... per cui, in una sorta di tregua silenziosa, macchine e uomini si sono separati pacificamente. 
Ma i servizi segreti, e molte aziende altamente tecnologiche, hanno cominciato a studiare le tecnologie aliene, e a padroneggiare le incredibili capacità degli Autobot. Nel frattempo, dallo spazio profondo, arriva pure una minaccia da parte dei creatori stessi degli Autobot. Questi ultimi hanno deluso le aspettative di chi li ha creati, e ora vuole fare piazza pulita. Per cui c'è chi gli dà la caccia perché vuole sterminarli, e chi gli dà la caccia perché vuole studiarli... E, ciliegina sulla torta, i Decepticon non sono proprio proprio sconfitti e distrutti.

Transformers 4 è a dir poco confusionario e sconclusionato. I personaggi nuovi, per quanto siano volti conosciuti di un certo livello, non reggono il confronto con coloro che hanno guidato la 'trilogia'. Non basta uno Stanley Tucci fuori forma che cerca di fare una macchietta da commedia teatrale a reggere il peso di questo film ridicolo, e soprattutto a sostituire il brillante John Turturro dei primi film. E il fascino della biondina con jeans striminziti non è in grado di raggiungere la sensualità di Megan Fox. Mi spiace tanto!
La trama è inconsistente, se si pensa che il format è sempre quello con l'aggiunta di sempre più robot, esplosioni, ed effetti speciali. Solidità zero. Soddisfazione zero. Gli ingredienti per far apprezzare la pellicola dovrebbero davvero essere quelli che ci vengono proposti? Una minorenne in abiti succinti, il suo moroso che mostra - a momenti altalenanti - coraggio e codardia, un padre poco cresciuto mentalmente, dialoghi al limite del ridicolo... sembra una commedia di bassa lega con effetti speciali roboanti.
Difatti è il solito film di corse in auto, sparatorie, robot che fanno a pugni, senza troppo materiale di sottofondo a sostenere lo spettacolo.

Lasciate perdere. Basta il primo. Alla peggio, pure il secondo. Poi è debacle completa.



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mercoledì 12 novembre 2014

La Conclusione

Glauco Silvestri
La conclusione di tutte le cose è il bene.

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Evidenziazione Pos. 4132 | Aggiunta il domenica 19 febbraio 12 17:36:55 GMT+01:00

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martedì 11 novembre 2014

Su Interstellar...

Glauco Silvestri
L'hanno spacciato come il nuovo 2001 Odissea nello spazio... e va be', Hollywood deve sempre cercare di superare sé stessa, o per lo meno, di usare titoli altisonanti sulle sue creazioni più recenti, dimenticando concetti basilari quali... 2001 Odissea nello Spazio è divenuto cult grazie a chi l'ha guardato e amato, e non a chi l'ha prodotto, e soprattutto, è stato tratto da un romanzo scritto da uno dei maggiori autori di fantascienza dell'epoca, e non dal medesimo regista che ha poi prodotto il film. E poi c'è questa cosa che di questi tempi i film, ma anche i libri, vengono etichettati già prima che appaiano sul mercato, questa cosa mi da un po' fastidio, anzi parecchio fastidio, ma abbiate pazienza perché sto diventando vecchio e acido, nonché con una apertura mentale sempre più ristretta. Forse non riesco più a cavalcare l'onda del 'progresso' come fanno i giovani, per fortuna non sono uno di quelli che 'si stava meglio quando si stava peggio', per quanto non sono poi così sicuro che in passato si stesse peggio rispetto a oggi, ma va be', parliamo del film che è meglio.

Nolan, tutti lo stimano per le sue pellicole più altisonanti e blasonate. Io ho apprezzato tantissimo Memento, e mi son piaciuti alcuni film che hanno seguito quel capolavoro, ma... argh, eccomi di nuovo a fare il burbero, ma lo devo dire, Inception non mi è sembrato quel gran capolavoro inimmaginabile. Lo scrissi all'epoca, e ancora oggi lo penso, tant'è che quel film non è nella mia collezione privata di film. Ribadisco, non sono di effetti speciali deve vivere un film, punto!

Dicevamo: Interstellar. Perdonatemi il lungo preludio ma dovevo inquadrare il mio punto di vista per poi parlare della pellicola. Un breve sunto della trama - poco originale, ma interessante: La Terra è devastata da un parassita che si nutre di Azoto sta modificando l'atmosfera, rendendola sempre più carente degli elementi necessari alla vita vegetale e animale. I raccolti muoiono, il pianeta si desertifica, e le tempeste di sabbia assalgono tutti i centri abitati. Poche sono le generazioni umane che potranno ancora vivere sul pianeta, prima di morire per soffocamento. L'uomo, però, invece che cercare di combattere questo fenomeno (quante aziende farmaceutiche lavorano ogni anno su nuovi farmaci influenzali, e/o ebola, etc etc), si arrendono diventando 'guardiani del pianeta' in attesa di un giorno migliore. La cosa più assurda - a mio parere - è che cominciano pure a rinnegare il passato, tanto che la NASA diventa una sorta di società segreta che di nascosto continua le sue missioni nello spazio alla ricerca di un nuovo pianeta da abitare.
La storia è quella di un ex astronauta che abbandona la famiglia per guidare una missione attraverso un wormhole apparso improvvisamente attorno all'orbita di saturno. Al di là del wormhole, alcune sonde, alcuni astronauti in missione esplorativa, inviano dati interessanti, nove pianeti papabili, di cui tre a portata della missione Lazarus.
Ma non tutto va come dovrebbe... ed è la natura umana a mettere i bastoni tra le ruote all'umanità. Non svelo altro... ma ovviamente, visto che siamo a Hollywood, sappiate che amore, famiglia, e un happy end strappalacrime non li potrete evitare.

Ed ecco il mio commento. In generale, il film funziona, e ben costruito e credibile su quasi tutti i pilastri che lo sostengono... anche se son proprio quei pilastri che mi han fatto storcere un pochino il naso. Difatti, trovo poco credibile che l'uomo rinunci alla ricerca scientifica e alla lotta per la sopravvenza. Dubito fortemente che in ottica dell'estinzione, si decida di impedire ai giovani di studiare, agli scienziati di fare ricerca, per trasformare tutti in agricoltori, ma soprattutto... di rinnegare e negare il passato. La frase 'abbiamo abbastanza ingegneri, a noi servono agricoltori' mi stona un bel po'. Trovo altrettanto poco credibile che la NASA, nascosta a 2 ore di auto dalla fattoria di Cooper (l'ex astronauta di cui vi dicevo), sia in un insediamento top secret. Dalla fattoria Cooper avrebbe dovuto notare i 12 lanci delle sonde. Non è che un razzo lanciato nello spazio sia così discreto. I Saturno V al decollo venivano percepiti dai sismografi in Europa, e l'SLS che si vede nel film, e che ricorda molto quello studiato attualmente dalla NASA per le missioni su Marte, sulla carta è ancora più potente dei vecchi vettori relativi alle missioni Apollo. Mi ha dato un po' di fastidio il fatto che le persone parlino di un drone vagante come se avesse una sua personalità (si è perso? perché è sceso di quota? forse cercava un segnale?). Eddai... mica è un film fantasy!
Il misticismo, la forza dell'amore, uffa! Quanto buonismo inutile allo scopo. In certi momenti sembra un disaster movie dove si raccontano vicende di una famiglia spezzata, un amore spezzato, un cuore che piange, e la forza dell'amore, eccetera eccetera. Ma non cambieranno mai questi Americani?
E poi: se ricevono segnali radio dai due pianeti che devono esplorare, e non hanno tempo per visitarli entrambi, perché non tentare di contattare via radio i pianeti? Se qualcuno trasmette, foss'anche un computer perché l'astronauta si è immerso in sonno criogenico in attesa dell'arrivo della Endurance, dovrebbe essere anche programmato per rispondere in caso riceva segnali, no? No!
Per finire: il piano B! Non è che sia una novità, quella di creare una colonia su un pianeta abitabile molto lontano 'fecondandolo' con ovuli fecondati. Però la missione Lazaruss (alzati e cammina) ha un equipaggio composto da tre uomini e una donna, e in caso di fallimento del piano A (anche in questo caso ce ne sarebbe da dire, ma è fantascienza, per cui lasciamo correre), devono essere loro a mettere in atto il piano B. Le precedenti missioni esplorative erano composte da un solo membro di equipaggio, e i soli tre pianeti visitati erano stati esplorati da astronauti uomini. Mi state dicendo che quell'unica donna avrebbe dovuto offrirsi per affrontare gravidanze multiple così da dare un utero a ogni singolo uovo fecondato? Si parla - nel film - di un centinaio di ovuli. Poveretta lei! Senza contare che non sono proprio sicuro che soli 100 ovuli possano essere sufficienti per dar vita a una colonia che possa poi autosostenersi, crescere, e mandare avanti l'intera razza umana.

Nolan ci mostra una razza umana che pare crollata in una specie di oscurantismo medievale che trovo ingiustificato. Si impedisce l'istruzione alle persone. Non si ricerca una soluzione al problema. Si rifiutano i concetti tecnologici già solidificati e facenti parte della nostra storia come fossero... bugie e propaganda. La commissione per l'ingresso a un banale liceo appare quasi come la Santa Inquisizione di fronte a Galileo Galilei... Ma dai, siamo ancora a questo punto?
Solo pochi illuminati continuano a fare ricerca, e lo fanno di nascosto...

Però, c'è parecchio materiale interessante nel film.

Tanto per cominciare: la Endurance. La nave spaziale ci mostra ciò che potrebbe davvero essere concepito per l'eventuale colonia che la NASA ha in studio per la superficie lunare. La nave è composta da un modulo abitativo centrale, e da una serie di moduli disposti in circolo attorno a quello centrale. Gli altri moduli sono quelli che diventeranno gli ambienti abitativi sul suolo del pianeta, o della luna. La Endurance viene assemblata nello spazio, e solo alla fine gli astronauti si agganciano a essa per condurla verso la meta prevista. Certo... la capsula Orion appare molto meno futuristica della navetta che nel film viene usata per decollare dalla Terra e raggiungere la Endurance, ma le tecnologie sono credibili e probabilmente già attuabili oggi. Mi piace.
Il sonno criogenico è il secondo fattore che mi è piaciuto. Solo poche settimane fa avevo linkato su Twitter un articolo che parlava degli studi svolti in questo settore, in prospettiva - sempre - del viaggio umano verso Marte che la NASA prevede di realizzare entro il 2040. Quanto ho visto nel film non si discosta molto da quanto letto in quell'articolo (perdonatemi, non riesco a recuperare il link in questo momento). Niente roba fantascientifica, quindi. Abbassamento della temperatura corporea attraverso un liquido, nutrimento via endovena, eccetera eccetera. Il tutto per ridurre il consumo di ossigeno, cibo, e quant'altro, necessari per il sostentamento dell'equipaggio durante il lungo viaggio.
Per una volta non c'è Dio a salvare la razza umana. Clarke ci mostrava una entità superiore al termine del suo romanzo... che però ha inizio da un monolito inspiegabile che dona agli uomini primitivi un barlume di conoscenza. Qui compaiono strani fenomeni gravitazionali che inizialmente vengono attribuiti a un fantasma, poi a una specie penta-dimensionale che per qualche motivo vuole salvarci, e che poi si rivela per... non posso dirlo. Però questa cosa mi è piaciuta parecchio! 
E mi è piaciuta davvero parecchio perché, visti i presupposti di ignoranza e superstizione medievale che citavo, quest'ultima rivelazione ci porta a una sorta di Illuminismo. Il fatto che ciò fosse pensato e programmato da Nolan mi è suggerito da indizi forniti dalla vicinanza di citazioni bibliche, come il nome della missione - Lazaruss - ispirata a Lazzaro, che morì e risorse per volere di Gesù, a citazioni superstiziose, come il nome della ragazza - Murphy - ispirata alle famose leggi che ci fanno sorridere quando le cose vanno storte, fino alla continua citazione scientifica della terza legge di Newton sul finire del film. Tutto ciò avviene in fasi diverse della pellicola, quasi a voler misurare una sorta di evoluzione intellettuale della vicenda, e a sottendere un messaggio in cui è attraverso la ricerca della conoscenza che si ottiene la salvezza.
Infine, mi è piaciuto il modo in cui viene mostrata la natura umana. Ottima è la figura del Dottor Mann, che in preda alla paura di rimanere per sempre solo e abbandonato, [spoiler] mente così che la missione successiva vada a salvare lui, e non gli altri pionieri, rischiando però di mettere a rischio l'intera umanità [fine spoiler]. Così pure è ottima la figura della scienziata che sceglie quale pianeta andare a visitare per secondo basandosi più sui suoi sentimenti (uno dei pionieri era l'uomo che amava) piuttosto che solo in base ai dati ricevuti dalle trasmissioni radio. L'emotività è alla base delle nostre azioni, e nelle scelte di questi personaggi si riesce a percepire ciò che ci spinge a sopravvivere, a fare scelte, giuste o sbagliate, lasciando alla pura razionalità una posizione secondaria. E' la figura di Cooper che deve fare le scelte più difficili, e non assecondare i sentimenti altrui, ma anche i propri. E' lui che compie il sacrificio più grande, abbandona la famiglia, due volte - per certi versi - convinto però di agire proprio per il loro bene. Insomma, prima viene il cuore, poi il cervello. E se da un lato ciò mette a rischio l'intera missione, e l'intera razza umana, dall'altro rende la vita davvero degna di essere vissuta.

Per concludere: Il film è ricco di pregi e difetti. La fotografia è notevole. La CGI è credibile, ben costruita, e coerente con la realtà (per certi versi, Gravity era molto meno coerente, ma molto più spettacolare). Se il tema scelto per questo film è poco originale (in quanti film la razza umana tenta di salvare sé stessa e il pianeta da cataclismi di vario genere?), la storia non può che essere accattivante. Si guarda volentieri, soprattutto perché ci sono le astronavi, e il bambino che è in me è felice. Nel complesso è un buon prodotto. Tre ore di film che non stancano e ti fanno uscire dalla sala abbastanza soddisfatto. Promosso!



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lunedì 10 novembre 2014

Promozioni Natalizie

Glauco Silvestri
Mi rendo conto che è passato parecchio tempo dall'ultima presentazione di un mio nuovo ebook. 
E' un periodo fatto così, chiedo venia, anche se non ho molto da dire per spiegare la situazione.
Per farmi perdonare, da domani fino a fine anno, su Amazon troverete i miei ebook - a rotazione - in promozione. Alcuni saranno downloadabili gratuitamente, altri godranno di forti sconti. 

QUI trovate l'elenco completo dei miei ebook.

Ecco... Spero che questo piccolo regalo natalizio possa farmi perdonare. 

Buona Lettura!



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Far diventare audiobook un normale ebook?

Glauco Silvestri
Chi mi segue da tempi immemori è a conoscenza dei miei innocenti tentativi di produrre degli audiobook. Alcuni avranno ascoltato L'osteria delle Donzelle, letto da Luigi Salerno in un suo lontano podcast del 2009. Qualcuno avrà ascoltato L'urlo, letto da me stesso. Altri avranno acquistato La Stanza, prodotta da Vox Company, sempre in quegl'anni.

Gli audiobook mi piacevano per tanti motivi. Il primo era legato al fatto che questo mezzo avvicinava i non vedenti alla lettura quando e se non erano in grado di leggere libri in linguaggio Braille. Il secondo era più personale, e mi permetteva di ascoltare brevi storie, o studiare spagnolo, mentre ero in auto.
Il formato degli audiobook non è mai stato molto economico. I motivi sono evidenti. I lettori devono essere bravi, non solo a leggere, ma anche a interpretare ciò che stanno leggendo. I lettori devono essere veri attori, interpreti, caratteristi... e non è una cosa da poco, e i bravi interpreti costano cari. Così come probabilmente deve costare caro registrare un prodotto come questo.

Io stesso, alla fine, ho ascoltato davvero poca narrativa attraverso questo mezzo, nonostante in quegl'anni ne fossi sedotto in un qualche modo. Però...

Questo sabato sono capitato, curiosando tra le App segnalate nelle pubblicità di Facebook, su Capti Narrator. L'applicazione si propone come una voce narrante. E' in grado di leggere pagine web, documenti in pdf, documenti word, appunti in txt, file ePub e... Aspettate! Ho detto file ePub? 

Allora può trasformare un ebook in un audiobook!

E' sufficiente mettere il libro che si vuole ascoltare nel nostro spazio DropBox, o sul nostro Google Drive, indicarglielo, e attendere che lo assimili. Poi si preme play e la voce comincia a leggere.

La voce di default, quella gratuita, è pulita e chiara. Si impunta un pochino sugli accenti, ma è generalmente fluida e capace di seguire la punteggiatura. Legge abbastanza bene, e si ascolta bene. Non è una esperienza terribile come ci si potrebbe aspettare, del resto questo tipo di tecnologia si è sviluppato parecchio dai tempi immemori in cui... Be', io ricordo - in passato - alcune applicazioni di questo tipo e sembrava di aver di fronte un generatore di parole fredde e senza un briciolo di ritmo.
Certo, non è come avere un interprete in carne e ossa che sa fare il suo mestiere, ma è gratis, e funziona decorosamente. Se si pensa che può essere una applicazione da usare saltuariamente, è davvero ottima, e ha un sacco di potenzialità. Suppongo - e immagino che pure voi lo sospettiate - che le voci a pagamento vadano addirittura meglio.

Però, così come viene proposto, gratis, non è per niente male. L'ho provato con alcuni dei miei ebook, e devo dire che mi son lasciato coccolare per oltre una mezz'ora. Tra le altre cose, il player è comandabile dal centro notifiche, così che non si debba sbloccare lo smartphone, entrare nell'app, ogni volta che la si deve interrompere anche solo per qualche istante.

Insomma, a mio parere è una bella scoperta. Ed è pure gratis!


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domenica 9 novembre 2014

La donna è Bella

Glauco Silvestri
Nessuna donna è davvero bella come lo è nella tua testa.

Soffocare (Chuck Palahniuk)
Evidenziazione Pos. 1786-87 | Aggiunta il mercoledì 2 maggio 12 21:25:25 GMT+02:00

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giovedì 6 novembre 2014

Hellboy

Glauco Silvestri
Pellicola sempre divertente, quella di Hellboy, così come il personaggio... tanto trasversale da non annoiare mai. Lui è una creaturina nata in un universo parallelo, un mondo dominato dal male, e che potrebbe essere paragonato all'inferno biblico.
Durante un esperimento nazista, all'epoca della Seconda Guerra Mondiale, il piccolo Hellboy viene risucchiato sul pianeta terra dal malefico Grigori Rasputin. E' destinato a essere il presagio vivente dell'Apocalisse... ma i piani di Rasputin vengono rovinati dal professor Broom, all'epoca poco più di un ragazzo, che convince i Marines Americani a intervenire. Così si giunge ai giorni nostri, Broom fonda il B.P.R.D., un ufficio segreto per la ricerca sul paranormale, e la difesa del pianeta da eventuali minacce di questo tipo. Nel suo team non può mancare Hellboy, ma anche altre creature - terrene - dalle sembianze, e i poteri, unici.
Il B.P.R.D. interviene per contenere dei fenomeni paranormali in un museo. Lì scopre che il vecchio nemico, Rasputin, è tornato per compiere la sua missione. Il ragazzo proveniente dall'inferno è ancora al centro dei suoi progetti, lui è la chiave, ma per attrarlo alla porta infernale dovrà coinvolgere i suoi compagni di battaglia, e mietere vittime senza pietà.

Un bel film, con effetti speciali poco invasivi - per il genere di film di cui si parla - e davvero ben realizzati. I personaggi son tutti ben definiti, c'è profondità anche nelle comparse, e spessore persino nelle creature maligne. Tutto gira come deve, la pellicola incolla allo schermo, regala sorrisi, momenti di tensione, e persino sentimenti.

C'è proprio tutto. Per cui, lo consiglio.


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mercoledì 5 novembre 2014

La frase più importante

Glauco Silvestri
Forse la frase piú importante che la storia insegni agli uomini è «A quel tempo nessuno sapeva ciò che sarebbe accaduto».

1Q84 (Murakami Haruki)
Evidenziazione Pos. 58-59 | Aggiunta il martedì 17 gennaio 12 14:23:42 GMT+01:00


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martedì 4 novembre 2014

Mr & Mrs Smith

Glauco Silvestri
Lui si chiama John Smith, è un imprenditore edile di successo. Lei si chiama Jane Smith, fa la consulente informatica per studi notarili e simili. Si sono incontrati a Bogotà a causa dell'ennesimo rovescio di regime quando, per evitare problemi con la milizia, si sono spacciati per marito e moglie.
Il fatto è che poi... i due si sono sposati veramente.
E per cinque anni tutto è filato liscio... ma il matrimonio ha cominciato ad appiattirsi, a causa del rapporto superficiale con i vicini, dei troppi misteri lasciati nascosti nelle vite private di lui e di lei... finché, un giorno, tutto cambia.
Difatti... lui è in realtà un killer a contratto, e lavora per una agenzia concorrente a lei, che pure fa la killer a contratto. I capi delle due agenzie, una volta scoperto questo piccolo qui-pro-quo, decidono che la cosa non va bene, per cui organizzano reciprocamente un piano per far sì che i due si elimino da soli.
Il fatto è che alla fine il sentimento prevale sul dovere, così i due non si uccidono a vicenda, e anzi... riscoprono l'amore che li aveva uniti. Così sono le agenzie stesse che sguinzagliano i loro migliori agenti sulle tracce della coppia...

Avete presente quando un rapporto di coppia si trasforma in un mattatoio? Ecco! Dopo La guerra dei Roses, Mr & Mrs Smith un ottimo film dove il rapporto di coppia viene sviscerato con ironia, violenza, passione, sensualità. Qui però c'è pure azione e sparatorie, nonché inseguimenti. Tutti gli ingredienti giusti per divertire e intrattenere.
Angelina Jolie, qui, è semplicemente strepitosa. Pitt è divertente e capace di prendere in girò sé stesso. Tutto gira perfettamente, e anche se 'rubano' l'idea a Harry ti  presento Sally di fare degli intermezzi in stile intervista di coppia, è davvero un ottimo film. 

Imperdibile!


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domenica 2 novembre 2014

Uccidere il futuro

Glauco Silvestri
Ogni volta che bruciamo un litro di benzina o un ettaro di foresta tropicale non stiamo forse uccidendo il futuro per salvare il presente?

Soffocare (Chuck Palahniuk)
Evidenziazione Pos. 1689-90 | Aggiunta il mercoledì 2 maggio 12 21:07:07 GMT+02:00


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