giovedì 30 ottobre 2014

Parbleu!... Si son presi il mio username!

Glauco Silvestri
Me ne sono accorto per caso, perché avevo ancora linkato un vecchio Feed, che c'è qualcuno che si è preso il mio username. Esiste un blog - google Translate mi dice che è - indonesiano sull'indirizzo gloutchov.blogspot.com, che viene poi rediretto anche su gloutchov.blogspot.it

Io non uso più quell'indirizzo da un annetto ma... ammetto che è inquietante.

A ogni modo, sempre che Google Translate mi dia informazioni corrette, è un sito che si occupa della cura dei bambini, per cui non so proprio come agire. E' probabile che abbiano reindirizzato il loro vero indirizzo su dominii non più attivi che però sono ancora ben indicizzati sul web... chissà, magari solo per aver maggiore visibilità.

Mi rivolgo alla polizia postale? Ha senso? Io non ho mai registrato e/o protetto il mio username, tant'è poi che ho chiuso quell'indirizzo per passare a un blog che usava il mio vero nome. Non credo di aver neppure diritto di denunciare la cosa... Voi che dite? Lascio perdere?


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mercoledì 29 ottobre 2014

Percentuale di Sopravvivenza

Glauco Silvestri
Dato un lasso di tempo abbastanza lungo per tutti, la percentuale di sopravvivenza precipita a zero.

Fight Club (Chuck Palahniuk)
- Evidenziazione Pos. 2380 | Aggiunta il giovedì 17 novembre 11 15:26:10 GMT+01:00


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martedì 28 ottobre 2014

Domino

Glauco Silvestri

Credo che Keira Knightley non sia mai stata tanto sexy quanto in questo film. Domino è una di quelle pellicole che sollevano il livello di qualità hollywoodiano, di quelle che capitano raramente, di quelle che funzionano ancora dopo anni, ma che magari non vengono apprezzate quanto - magari - film da blockbuster che le tv commerciali propongono di anno in anno senza mai stancarsi.

Il cast è notevole, a partire dalla bella Keira, da Rourke, da Macy Gray, Lucy Liu, eccetera eccetera. Racconta la storia di una ragazzina proveniente da Beverly Hills che, dal giorno della morte del padre, non si dà più pace e non riesce a trovare un posto che gli calzi a pennello nella società. Per lo meno finché non viene a conoscere Ed Moseby, cacciatore di taglie dalla coscienza non troppo pulita. Da quel momento in poi, Domino, trova la sua vera dimensione. Innamorata di Choco, per quanto lo schivi come la peste, abituata a picchiare, sparare, senza avere rimorsi di coscienza, il gruppo di cacciatori di taglie viene invischiato in una vicenda losca senza che lo vengano a sapere. La figlioletta del loro capo è malata, ci vogliono 300.000 dollari per curarla, e così lui organizza una sorta di rapina a dei furgoni bancari gestiti da una società che lui dirige. Solo che sbaglia furgone, e finisce per rapinare un boss della mala... ma soprattutto, per sviare le indagini, conduce tutti gli indizi verso un gruppo di giovinastri con la patente falsa, che poi si rivelano figli di un boss avversario a quello rapinato.
Potete immaginare il casino e il... gran finale.

Ma la sapete la cosa più gustosa? Che questo film è tratto da una storia vera! E allora io mi domando... che ci faccio otto ore al giorno davanti a una scrivania, quando ci son persone che vivono una vita - sì più breve - tanto emozionante? Be', forse non sono portato per certe cose, o forse all'età di dieci anni, non ho preso il dollaro dal cesto della questua in chiesa, come invece ha fatto Domino.
Fatto sta che questo film è costruito dannatamente bene. La regia non stanca mai, la fotografia è incredibilmente aggressiva. Gli attori sono tanto naturali nei loro ruoli che sembra di assistere a vita vera. Tutto gira ed è oliato alla perfezione. Nessuna pecca. Davvero.

Lo metto assieme a Bronson e Natural Born Killer. Imperdibile.



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lunedì 27 ottobre 2014

La Bella e la Bestia

Glauco Silvestri
Ero curioso, certo non convinto, ma curioso. Ho guardato La Bella e la Bestia e ora ne pago le conseguenze. 

La trama è presto detta:
Siamo nel 1810. Dopo aver perso la sua fortuna in mare un mercante è costretto a ritirarsi in campagna con i suoi sei figli (tre maschi, tre femmine). Una di questi è Belle, la più giovane. Durante il viaggio di ritorno da Londra - luogo dove ha tentato di trovare aiuto da parte dei suoi ex amici - il padre si perde nel bosco, e nel tentativo di ritrovare il sentiero scopre il castello della Bestia. Qui trova cibo e ricchezze in abbondanza, ma nessuno che lo accolga. Per cui si serve da solo... forse spinto dal bisogno, forse spinto dalla cupidigia, o forse ancora solamente perché ne aveva l'opportunità. Nel tornare sui suoi passi, però, decide anche di raccogliere una rosa per Belle, la sua favorita tra i figli. Ciò manda in furia la Bestia, che lo condanna a morte per questo futile furto, ma gli concede un giorno per rivedere i figli prima di morire. Belle decide allora di offrire la propria vita in cambio di quella del genitore. Non è però la morte ciò che l'attende. 

E non è un fiaba ciò che attende gli spettatori. Tante cose non mi sono piaciute. A partire dal magro tentativo di 'mantenere l'aria di fiaba' trasformando la vicenda in un racconto narrato a due bimbi prima di dormire. Ciò non dà nulla al film, e soprattutto spezza il ritmo quando si passa dalla fiaba alla voce narrante. La maggior parte delle ambientazioni è fatta in computer grafica. E' decente, ma allo stesso tempo è finta al punto da stancare.
I personaggi non hanno spessore, forse ce ne sono troppi, forse invece si è tentato di mantenere la bidimensionalità dei personaggi da fiaba. Non so... ma alla fine non si prende a cuore la disperazione del padre, non ci si indigna per il comportamento scellerato di due dei tre figli maschi, non si prova simpatia per le sorelle scemotte di Belle, e soprattutto... Belle, con quei suoi occhioni grandi, i capelli boccolosi, e il suo atteggiamento indifferente, non produce empatia, neppure quando si sporca le mani per cinque minuti nell'orto.
Rimane solo la Bestia, ovvero Vincent Cassel, attore che ho apprezzato spesso in passato, ma che qui recita 'coperto' dalla sagoma in CGI di un leone. Poche sono le sue apparizioni live, ed è un peccato, perché la Bestia è davvero l'unico dei personaggi con un background che meriterebbe più spazio... e invece viene tenuto a freno. E' come se ogni figura debba avere lo stesso tempo a disposizione per comparire in primo piano. Peccato, davvero peccato.
In compenso le ambientazioni sono perfette... Ci si potrebbe costruire un bel videogame fantasy. Nebbia, neve, alberi che si muovono, giganti di pietra, tavole imbandite, e persino dei buffi esserini a forma di cane dall'aria simpatica, ma che soffrono pure loro del tempo limite di apparizione. Nessuno di loro si mette in primo piano, nessuno di loro conquista la simpatia, e allo stesso tempo nessuno di loro conquista l'antipatia.

E' un po' piatto, noioso. Un vero peccato!


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domenica 26 ottobre 2014

Ti fanno diventare...

Glauco Silvestri
Insomma, porco maschilista mica ci nasci, ti ci fanno diventare, e sempre più spesso sono proprio le donne a fartici diventare.

Soffocare (Chuck Palahniuk)
Evidenziazione Pos. 1606-7 | Aggiunta il mercoledì 2 maggio 12 12:41:40 GMT+02:00


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venerdì 24 ottobre 2014

Flex vs Pebble

Glauco Silvestri
Il Fitbit Flex
Da felice possessore di un Fitbit Flex, ammetto di essere amareggiato nello scoprire che questo meraviglioso gingillo per il fitness (conta passi/distanza, analisi sonno, alert con vibrazione) non abbia grandi probabilità di venire integrato in Apple Salute.

Ho chiesto chiarimenti al loro Customer Support, senza ottenere risposte credibili... seppur con tanta gentilezza da parte degli operatori. Dicono che stanno prendendo in esame la cosa... ma online si trovano fior di articoli che invece testimoniano una scelta ben differente.

Strano, per una azienda che detiene il 70% del mercato, scegliere di non supportare sin da subito Apple Salute, visto poi che i suoi concorrenti (chi più e chi meno) hanno già integrato tale funzione. 
Strano, che Apple Salute non sia supportata, mentre Microsoft HealthVault lo sia.

Esistono fior di articoli che mostrano la rottura tra Fitbit e Apple. Addirittura quest'ultima ha rimosso i dispositivi di Fitbit dal suo store (qui e qui). C'è pure chi cerca di dare una spiegazione a questo mistero (qui), chi afferma che comunque il passaggio di dati si possa fare - scomodamente - con App di terze parti (qui e qui), e chi crede che tutto sorga dallo smartwatch che fitbit sta per lanciare (qui e qui) e che farà concorrenza diretta a Apple Watch.

Tanti bla bla bla... e intanto io son costretto a mettere manualmente le info dentro a Apple Salute, perché certe informazioni fornite da Fitbit le App di terze parti le possono leggere, ma non riversare a loro volta su altre App. E, come ben sapete, io son bravo-buono-generoso-paziente... ma certe idiosincrasie mi innervosiscono, e finisco con una Y rossa sulla fronte, e buonanotte ai suonatori.

Così ho lasciato il braccialetto nel cassetto, e son passato a un oggettino un pochino più smart. Si tratta del Pebble.

Il Pebble
Il Pebble è uno smartwatch low cost. Parla via Bluetooth con gli Smartphone, mostra le notifiche, indica l'ora, fa da bussola, resiste a 5 atmosfere sott'acqua, ha un display e-ink, la batteria dura una settimana, ci si possono installare varie app, ha un accelerometro, una bussola, e tanti altri amenicoli che potete trovare indicati sul loro sito, per cui non mi dilungo più di tanto. 
C'è sportivo e plasticoso come il mio (diversi colori etc etc), oppure elegante e metallico.
E' completamente personalizzabile, e tra le mille funzioni che offre, c'è ovviamente l'angolo Fitness, che si integra felicemente con due App concorrenti a Fitbit, ovvero Jawbone (che produce un braccialetto simile al Flex) e Misfit (idem con patate). E queste due parlano con Apple Salute.

Mi è bastato questo. Tempo tre/quattro giorni e il Pebble è al mio braccio. L'integrazione tra le App e Salute è ancora in fase iniziale... son pochi mesi che Apple Salute esiste e le due App non passano proprio tutte le info all'applicazione di Apple. Però la porta è aperta e son convinto che le cose miglioreranno rapidamente.
Nel frattempo stresso il Pebble e l'iPhone per capire fin dove posso arrivare, quali funzioni mi possono essere più utili, eccetera eccetera.

Qualcuno mi dirà: perché non hai preso l'Orbit di Runtastic (perfettamente integrato con Apple Salute)? Peché invece non hai scelto il Pulse di Withings (idem, pure questo è integrato con Apple Salute)? 

Il motivo è tutto emozionale... il Pebble nasce da una Kickstarter davvero incredibile: è l'idea nel cassetto che vede la luce grazie l'aiuto di tanti... e non il solito prodotto di una azienda blasonata. Ecco perché!

Maggiori info: qui.

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giovedì 23 ottobre 2014

I Mercenari 3

Glauco Silvestri
Oddio... ma che è successo? Ammetto di aver sentito girare brutte voci su I Mercenari 3, e ammetto pure di non averla mai vista al cinema, per cui, quando l'altra sera ho avuto l'opportunità di vederla... sgranavo gli occhi dall'incredulità.

Dov'è finito lo humor? Dove sono finiti i personaggi? Dov'è finito il valore aggiunto di questa saga? Tutto scomparso. Certo... c'è Stallone, c'è Jet Lì, c'è Schwarzenegger, manca Bruce Willis, ma in compenso abbiamo Harrison Ford, Snipes, Banderas e Mel Gibson. E ci sono pure degli attori imberbi. Però la trama è insulsa, lo spessore dei caratteri è inferiore a quello di un foglio di carta, ci sono solo botti e sparatorie... che noia.

Ma veniamo alla trama. Barney, dopo aver salvato un vecchio mercenario finito in prigione per otto anni, si trova ad affrontare un trafficante di armi. Il fatto è che quando lo incontra scopre di aver di fronte Conrad Stonebanks, ex Expendables - uno dei fondatori - creduto morto da ormai tempo immemore. Stonebanks è in estremo attrito con Barney, per aver tradito la sua fiducia, per cui - toh! che strano - diventa una questione personale. Inspiegabilmente, Barney decide di sciogliere il gruppo, crearne uno più giovane e al passo coi tempi, e dare la caccia al suo ex compagno di battaglie. E all'inizio tutto sembra funzionare, ma Stonebanks non è uno stupido, per cui riesce a capovolgere la frittata e a mettere nei guai Barney. Ci penseranno i suoi ex commilitoni a raddrizzare la situazione...

Il film comincia con scene d'azione, prosegue con un breve - piatto - intermezzo in cui molla il gruppo in quattro e quattr'otto, trova dei rimpiazzi, e riparte - quindi alcune scene alla Mission Impossible, e di nuovo sparatorie, esplosioni, carri armati, elicotteri, moto, bazooka, eccetera eccetera eccetera... In pratica come nei peggiori Mad Max.
Bah! Notevoli i vuoti di trama. Piatti i nuovi, ma anche i vecchi, personaggi. Lo humor è ridotto ai minimi termini. Tristissimo il ruolo affidato a Banderas. Gibson è un villain poco credibile. Gli scontri sono al livello di un videogame, o di uno spettacolo da circo, con moto che saltano qua e là, esplosioni ovunque senza che nessuno mai si ferisca. E quando di mezzo ci mettono un esperto di computer, ecco che si sbizzarriscono con le peggio sciocchezze, come l'hackeraggio di un sistema informatico militare con una sorta di smartwatch touch screen... ma andiamo! Per di più: Ma c'era bisogno di un sistema informatico per far esplodere delle cariche esplosive in sincronia e in un determinato momento? I cari vecchi timer che fine hanno fatto?

Inutile, davvero un film inutile. Realizzato solo per far cassa... o forse per accontentare chi ama le sparatorie e a cui poco importa della trama. Si guarda, eh? Per l'amor di Dio. Ma questo film è stato un bel tonfo rispetto ai due precedenti.


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mercoledì 22 ottobre 2014

La Pubblicità

Glauco Silvestri
La pubblicità ha spinto questa gente ad affannarsi per automobili e vestiti di cui non hanno bisogno. Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non hanno veramente bisogno.

Fight Club (Chuck Palahniuk)
Evidenziazione Pos. 2019-21 | Aggiunta il giovedì 17 novembre 11 14:46:18 GMT+01:00


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martedì 21 ottobre 2014

I Mercenari 2

Glauco Silvestri
Eccoli! Sono tornati. I Mercenari 2 promette tanto, e mantiene le promesse. Partiamo da dove eravamo rimasti col primo film. Solo che questa volta è un fatto personale... 
Durante il recupero di informazioni confidenziali nella cassaforte di un aereo precipitato in un territorio inospitale, un membro della 'banda di Barney Ross - ovvero il giovane Billy - viene brutalmente ucciso.
Le informazioni riguardano un deposito di plutonio di produzione sovietica. Così il gruppo decide di seguire le tracce per vendicare la morte di Billy. Ne esce uno scontro epico che è difficile da immaginare, e soprattutto, da indovinarne la soluzione... 
No, va be', lo sapete già visto che al cinema è appena passato i Mercenari 3. Barney Ross sconfiggerà i cattivi ancora una volta... ma lo farà in maniera davvero spettacolare. Non vi dico altro sulla trama. E' tutta da scoprire.

Azione, battute al fil di lama, ancora più personaggi della vecchia guardia. Questo Mercenari 2 regge tranquillamente il confronto col primo, e probabilmente lo supera pure in alcune occasioni. Vi basti pensare che Chuck Norris sarà un personaggio chiave della vicenda, e che a ogni sua apparizione si udrà il gingle di Walker Texas Ranger. Vi basti pensare che Schwarzenegger sarà combattivo, e citerà spesso Terminator, nonché Commando. Ma soprattutto... il cattivo è Jean Claude Van Damme. Tutto un programma, non credete pure voi?
Persino Bruce Willis entrerà in azione questa volta, anche se il suo ruolo sarà sempre secondario, l'uomo nell'ombra, colui che tira i fili... insomma, "tanta roba!".

Non lo so... i film action non mi hanno mai attirato più di tanto. Però questi Mercenari mi divertono, e mi fanno piacere pure i film pieni di esplosioni e scene violente al limite del credibile (ok, persino oltre il credibile). Ecco! Mi è piaciuto parecchio. Per cui ve lo consiglio!



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lunedì 20 ottobre 2014

I mercenari

Glauco Silvestri
Perché mi piace I Mercenari? Perché gli eroi muscolosi del 'mio' passato hanno dimostrato di essere ancora sul pezzo, di saper fare film d'azione nonostante la loro veneranda età, e soprattutto, di non prendersi troppo sul serio, così da creare una pellicola divertente, d'azione, capace di distrarre il pubblico, e per quelli come me che non amano le esagerazioni, accettare tutto ciò che il grande schermo mostra.

All'appello, in questo primo episodio, compaiono - oltre a Stallone, che ne segue anche la regia - Eric Roberts, Jet Li, Jason Statham, Dolph Lundgren, Randy Couture, con una comparsata da parte di Schwarzenegger, Mickey Rourke e Bruce Willis. La vicenda ci proietta in una isoletta dell'America del sud. Un ex agente CIA, con un gruppo di scagnozzi ben addestrati, si è appropriato del palazzo del potere e comanda a bacchetta il signorotto locale. Il loro scopo è quello di trasformare quel paradiso tropicale in una farm factory dove si producono stupefacenti. A chiedere aiuto è la figlia ribelle del signorotto. Che ingaggia Stallone e la sua combricola per sistemare le cose.
E loro, da bravi mercenari, mettono a ferro e fuoco tutta l'isola... salvano la bella... prendono il malloppo, e tutti vissero felici e contenti.

Si sprecano le battute, ci si diverte. Sono curiose - e forse qualche fan del passato aveva sempre sognato di assistere a questo tipo di scontri - le scaramucce tra Dolph Lundgren (aka Ivan Drago) e Jet Li. C'è tantissima carne al fuoco, l'azione è ben costruita, e l'ironia rende tutto più appetibile e gustoso.
Una vera boccata d'aria fresca. E se ne sentiva la necessità!

Lo consiglio.


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domenica 19 ottobre 2014

Pieghe

Glauco Silvestri
Ora come ora, la mia vita sta prendendo una piega tale che mi sembra di recitare in una soap opera guardata dai protagonisti di una soap opera guardata da gente reale in un luogo imprecisato.

Soffocare (Chuck Palahniuk)
Evidenziazione Pos. 945-46 | Aggiunta il sabato 28 aprile 12 19:33:02 GMT+02:00


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venerdì 17 ottobre 2014

Il Negoziatore

Glauco Silvestri
Ammetto che avevo completamente rimosso questo film. Mi è capitato di vederlo qualche giorno fa, all'inizio credevo addirittura di non averlo mai visto prima, ma... pian piano, mentre la trama si dipanava, ecco che remote memorie affioravano.

Se pensate che sia la trasposizione cinematografica di questo libro meraviglioso (forse il più bello di Forsyth), vi sbagliate. Il Negoziatore - film - ci racconta le vicende di un Negoziatore della NYPD, Danny Roman, accusato ingiustamente di appropriazione indebita e... di omicidio del proprio compagno. Appena sposato, di fronte alla realtà del carcere, e sentendosi incastrato in un sistema tutt'altro che efficiente, decide di tornare al suo vecchio ufficio, e prendere come ostaggio il suo capo, e alcuni presenti a quell'ora. Il tutto per cercare - grazie al suo talento di negoziatore - di smascherare i veri colpevoli. Per ottenere il suo scopo senza venire eliminato prima dalla Swat pretende di negoziare la resa con Chris Sabian, uno stimato e metodico negoziatore che, al suo attivo, non è mai giunto alla forza bruta. Così inizia una sorta di partita a scacchi a tre, tra lui, il tempo, e Sabian...

Il film ha ingranaggi complessi per funzionare a dovere. I personaggi non ci vengono presentati degnamente. L'ingresso di Sabian, alter-ego di Roman, avviene solo dopo 20 minuti buoni dall'inizio del film. Di lui si sa solo quello che Roman stesso dice. Poi tocca allo spettatore il compito di costruirsi un'opinione sul personaggio attraverso una trattativa per certi versi surreale, lenta, e poco coerente con la realtà. Si percepisce che tutto gira in funzione di Roman, che lui ha le redini, che gli altri sono solo pedine sulla sua scacchiera. Il fatto è che certe situazioni, che potrebbero sbrogliare la matassa molto più rapidamente, sembrano sfuggire alla intelligenza lucida delle controparti. Tutto funziona come Roman vuole... Sarà per questo che durante la visione sono caduto in un dormiveglia nebbioso, o forse sarà colpa del periodo molto stancante che sto passando... chissà.
A ogni modo non mancano i colpi di scena, per lo più verso la fine.

Film così così. Si guarda. Non c'è il miglior Kevin Spacey, e non c'è il miglior Samuel Jackson. Soprattutto - da parte mia - c'è la delusione di non essermi trovato di fronte alla Spy Story di Forsyth.


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mercoledì 15 ottobre 2014

Dice il Meccanico

Glauco Silvestri
«Se il figliol prodigo non avesse mai lasciato casa sua» dice il meccanico, «il vitello grasso sarebbe ancora vivo.»

Fight Club (Chuck Palahniuk)
Evidenziazione Pos. 1904-5  | Aggiunta il giovedì 17 novembre 11 14:21:30 GMT+01:00

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martedì 14 ottobre 2014

Dogma

Glauco Silvestri
Tra i due Clerks (recensiti di recente) c'è questa pellicola fuori dall'ordinario. Dogma è una commedia geniale, che ci racconta, attraverso le idiosincrasie delle religioni, una vicenda tutt'altro che banale, probabilmente filosofeggiante, incredibilmente divertente.
 
Due angeli ribelli, cacciati dal paradiso dopo essersi ribellati ai dettami di distruzione di un Dio da 'vecchio testamento', sono costretti a trascorre la loro esistenza in un particolare inferno: lo stato americano del Wisconsin. Il loro maggior desiderio è quello di tornare a casa, in paradiso. Per fare ciò sono disposti a tutto. Anche a sacrificare l'esistenza stessa del mondo... Trovata una piccola scappatoia nel dogma dell'infallibilità divina, essi vi si infilano e decidono di giocare il tutto e per tutto. La chiesa cattolica è in crisi, per cui decide di aprire le porte a tutti i peccatori offrendo, per una giornata, l'indulgenza plenaria. Per ottenerla è necessario attraversare le porte di una chiesa appena restaurata nel New Jersey, per cui i due Angeli decidono di recarvisi senza esitazione.
Per evitare che l'intero creato scompaia, l'ultimo discendente della famiglia 'terrena' di Gesù viene incaricato di impedire il gesto degli angeli. Al suo fianco due Profeti e... un tredicesimo apostolo che per motivi di razza è stato escluso dalla Bibbia.  A intralciare loro il cammino è un demone, anch'esso desideroso di togliersi dal giogo di Satana, e che vuole sfruttare i due Angeli per ottenere due piccioni con una fava.

A dir poco blasfemo. A dir poco geniale. Ma soprattutto... divertente. In questa pellicola ritroviamo Jay e Silent Bob nelle loro figure di spacciatori (che temporaneamente avevano abbandonato il New Jersey dopo l'incendio del Quick Stop), ma soprattutto profeti. Kevin Smith è assolutamente corrosivo nel suo aggredire ogni credo dogmatico. Ricostruisce la storia del creato dando colpi di scalpello a strutture inossidabili, usando la dialettica per far crollare le certezze, e dipingendo personaggi surreali, ma allo stesso tempo credibili, che nel contesto finiscono per costruire un palinsesto davvero incredibile.

Dogma è geniale, divertente, irriverente, imperdibile. Ecco... non perdetevelo!

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lunedì 13 ottobre 2014

Clerks 2

Glauco Silvestri
Sono passati dieci anni in questo seguito alla commedia di culto che ho recensito qualche giorno fa. Clerks 2 promette molto, ma al contrario di molti commenti letti sulle pagine di Amazon, ammetto che non mi ha soddisfatto al pari della precedente... 

Dieci anni. Il Quick Stop ha preso fuoco, e in seguito a ciò Dante e Randal hanno dovuto cambiare lavoro e andare a servire al Moody's, un Fast Food. Entrambi invecchiati, imbolsiti, i due amici sono comunque rimasti una sorta di Stanlio e Olio moderni. Più serio e maturo è Dante, prossimo al matrimonio... Sempre uguale invece Randal. Anche Jay e Silent Bob si sono trasferiti al muro esterno del fast food. Alla combriccola si aggiunge un ragazzo timido/nerd/appassionato del Signore degli Anelli. Meno importanti, questa volta, i clienti del locale. Tutto gira intorno all'ultimo giorno di lavoro di Dante, prima del matrimonio, e del suo trasferimento in Florida. Si respira aria di nostalgia... e forse per questo la commedia risulta meno spensierata della precedente.

Anche in questo caso sono memorabili alcune scene della pellicola: La discussione che mette a confronto Star Wars e Il Signore degli AnelliIl balletto improvvisato sul tetto del Fast Food... Ma soprattutto l'asino Show (un anteprima).

Imperdibile? Forse no... ma è comunque all'altezza della situazione. Lo consiglio.


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domenica 12 ottobre 2014

Amore

Glauco Silvestri
Nico e io ci amiamo come un tossico ama la sua dose.

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Evidenziazione Pos. 256  | Aggiunta il mercoledì 25 aprile 12 16:09:59 GMT+02:00


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venerdì 10 ottobre 2014

Strumenti Musicali

Glauco Silvestri
Questo post, lo ammetto, è promozionale senza troppi veli. Mi è arrivata la mail da Amazon qualche giorno fa. Ci ho pensato su qualche giorno... del resto non è un mistero che il mio blog sia Affiliato ad Amazon.

Amazon è, per me, il paese dei balocchi. Non avendo mai troppo tempo da dedicare all'andar per negozi, finisce sempre che i miei acquisti li faccio proprio lì, attraverso il computer, con qualche click e la dolce attesa che arrivi il pacchetto.

E alla fine è proprio per questo che oggi mi permetto di segnalarvi l'angolo musicale di Amazon. Ha aperto di recente, ed è ben organizzato. Come alcuni di voi sapranno, un paio di anni fa ho cominciato a strimpellare la chitarra elettrica. All'epoca non c'era molto su Amazon... Da non-esperto ho preferito andare da chi se ne intende... ho preferito affidarmi a un colosso come Tommasone per scegliere il mio primo strumento, il mio primo amplificatore, e tutti gli accessori di contorno.

Però questo nuovo portale può essere interessante. Ci strumenti musicali di ogni tipo, attrezzature per la registrazione, cavi e microfoni, mixer, tutto il necessario per i dj, la panacea... con tempo 30 giorni per la restituzione (se ho letto bene).

Per quanto riguarda le Chitarre, non ci ho trovato delle vere Gibson e delle Fender, qualche sparuta Epiphone c'è... gli strumenti della Ibanez e le Dean ci sono... e pure le omnipresenti Eko (alzi la mano chi non l'ha usata almeno una volta?), e tante tante altre marche, famose e meno famose.

Oddio... vendono pure i pianoforti

Ok... scherzavo... però c'è davvero un sacco di roba.



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giovedì 9 ottobre 2014

Clerks

Glauco Silvestri
Sono pochi i film, nella mia vita di appassionato di cinema, che hanno lasciato un segno come Clerks. Il perché? Domandatevi quante volte vi siete ripetuti la frase: Non dovevo nemmeno essere qui, oggi! Questo è il carma del film, tutto si ritorce attorno a questo piccolo concetto. E il meccanismo è talmente oliato e funzionante, che finisce per essere una pellicola epica, piena di genialità e spregiudicatezza.

Dante è il fulcro di tutto quanto. E' commesso al Quick Stop, un minimarket di periferia. E' il suo giorno di riposo ma il suo collega è malato, per cui è costretto a sostituirlo. La giornata inizia con le serrande bloccate dal chewingum nelle serrature. Poi da una serie di clienti incasinati - dal maniaco perfezionista che cerca 12 uova perfette, al rappresentante di gomme da masticare che monta una sorta di rivolta contro le sigarette, e il commesso che le vende, per convincere i fumatori a comprare il suo prodotto al posto del solito pacchetto di sigarette.
Quando arriva Randall, il suo migliore amico, e commesso del videonoleggio a fianco del Quick Stop, le cose si complicano al punto da far diventare la giornata una commedia macabra (ci saranno addirittura due morti) difficile da dimenticare.


Eddai... E' un film perfetto. Guardatelo!


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mercoledì 8 ottobre 2014

E Adesso?

Glauco Silvestri
Mio padre non ha fatto l'università perciò era importantissimo che io facessi l'università. Dopo l'università l'ho chiamato in interurbana e gli ho chiesto, e adesso? Mio padre non sapeva. Quando mi sono trovato un lavoro e ho compiuto venticinque anni, in interurbana gli ho chiesto, e adesso? Mio padre non sapeva, così mi ha risposto: sposati. Sono un ragazzo trentenne e mi domando se un'altra donna è davvero la risposta che mi occorre.
Fight Club (Chuck Palahniuk)
Evidenziazione Pos. 577-81 | Aggiunta il lunedì 14 novembre 11 14:32:07 GMT+01:00



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martedì 7 ottobre 2014

War Games

Glauco Silvestri
War Games è un film che riguardo sempre volentieri. Per quanto abbia sulle spalle un'età ormai veneranda, e le tecnologie mostrate siano, ai nostri occhi, ingenue, la trama rimane solida, e capace di intrattenere.

David, appassionato di computer, decide di introdursi nei sistemi informatici della Protovision per avere un anteprima di una nuova serie di videogame previsti per la vendita nella stagione successiva. Per un caso fortuito, invece che violare il sistema della software house, entra nei sistemi di difesa dell'esercito americano, che da qualche tempo erano stati completamente informatizzati, e collegati a un super-computer progettato dal defunto Dott. Folken, esperto di intelligenza artificiale.
Trovata la giusta back-door, David avvia un gioco che poi si rivela tutt'altra cosa: Battaglia Termonucleare Globale. Il computer - diligente nel suo tentativo di vincere la partita - comincia a organizzare le forze armate americane per difendersi dall'attacco scatenato da David - che ovviamente aveva scelto come ruolo quello dell'attaccante, ovvero il lato sovietico del mappamondo.
L'FBI riesce a intercettare le ingerenze nel sistema da parte di David, lo arresta, ma ciò non ferma il super-computer, che continua nella sua simulazione... che però simulazione non è. E la catastrofe nucleare sembra ormai impossibile da fermare...

Come ho detto, nel film ci sono molte ingenuità. Del resto è pure vero che proprio in questi giorni la sicurezza del Presidente degli Stati Uniti è stata violata in modo davvero semplice e immediato (scatenando scandali, dimissioni, e parecchi dubbi...). In questo caso - tenete conto che il film è ambientato in un periodo precedente a internet - il protagonista riesce a contattare il computer della difesa semplicemente telefonandogli... come se fosse uno dei tanti home-computer con modem che giravano all'epoca, e dialogavano direttamente senza le infrastrutture che oggi conosciamo. Il protagonista, un giovanissimo Matthew Broderich, è davvero bravo nel suo ruolo. E così anche i comprimari. La struttura è semplice e prevedibile, ci sono tipici cliché anni ottanta, ed è evidentemente una pellicola di fantascienza per teenager, però tocca temi scottanti (la guerra nucleare, la sicurezza elettronica, eccetera eccetera) che oggi sono pane quotidiano nella nostra vita post 2000. E' per certi versi un film precursore, che a mio parere non dovrebbe essere preso sottogamba.

Da vedere!

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domenica 5 ottobre 2014

Abbastanza

Glauco Silvestri
Bisognava solo lavorare abbastanza. Imparare abbastanza. Correre abbastanza veloce. Tutto sarebbe andato per il meglio, e alla fine la vita gli avrebbe dato qualcosa.

Soffocare (Chuck Palahniuk)
Evidenziazione Pos. 90-91 | Aggiunta il martedì 24 aprile 12 14:51:41 GMT+02:00


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giovedì 2 ottobre 2014

Ralph Spaccatutto

Glauco Silvestri
Storiella carina e volutamente rivolta a chi ha visto nascere i videogiochi. Molte sono le citazioni a titoli celebri del passato, in questo prodotto davvero ben confezionato.

Ralph Spaccatutto ci racconta le vicende del cattivo di un vecchio arcade presente in una sala giochi. Il gioco è per l'appunto Ralph Spaccatutto, ma il vero eroe è Felix Aggiustatutto... il cui compito è per l'appunto quello di aggiustare ciò che Ralph spacca. Ebbene, ogni giorno, quando in sala giochi un bimbo mette la moneta nel videogioco, Ralph comincia a demolire un palazzo. Felix, guidato dal bimbo, deve corrergli dietro per aggiustare i danni e rassicurare chi vive nel palazzo. Premio: una medaglia da eroe.
Alla fine della giornata Ralph torna nella sua discarica, mentre il resto dei personaggi del videogioco festeggia all'interno del palazzo. Lui, Ralph, si sente escluso. Partecipa anche a delle riunioni di gruppo per combattere la depressione. Finché un giorno, decide che pure lui può avere la sua medaglia. Fugge dal gioco, ed entra in un videogame di ultima generazione, dove vince veramente la medaglia, ma libera dei mostri che cominciano a far danni ovunque. Nel marasma generale finisce in un gioco di macchinine per bambine, dove conosce un Glitch che vuole partecipare alle corse, ma che ovviamente nessuno vuole.

Quanti ricordi, e che bella storia, che per certi versi è un cartoon d'azione, e per altri è sentimentale. C'è la storia d'amore di Felix, c'è il desiderio di emergere da parte del glitch, c'è la voglia di dimostrare - da parte di Ralph - il suo valore e la sua bontà. Il mix è davvero accattivante e divertente. Non c'è un attimo che non si ride, che non ci si commuova, e poi... c'è un cattivo davvero cattivo.
Ottima idea quella di ricostruire l'universo dei videogame mettendoli in contatto tra loro attraverso le prese. Ottima idea quella di far interagire i vari giochi, di costruire delle vite parallele che esistono al di fuori del game-play. E' una sorta di Tron realizzato in animazione, con meno science-fiction, e tanta tanta ironia.
Bellissimo!


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mercoledì 1 ottobre 2014

Essere Fiero

Glauco Silvestri
Tutto quello di cui potrai mai andare fiero finirà buttato via.

Fight Club (Chuck Palahniuk)
Evidenziazione Pos. 76-77  | Aggiunta il venerdì 11 novembre 11 15:03:55 GMT+01:00

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