domenica 31 agosto 2014

Vita e Dentista...

Glauco Silvestri
La vita è come l'anticamera di un dentista. C'è sempre uno che sta peggio di te.


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venerdì 29 agosto 2014

The Help

Glauco Silvestri
Ho acquistato The Help un annetto fa, e poi l'ho messo nella corposa pila dei libri in attesa di essere letti. Il fatto che solo oggi ve ne parlo può dare l'idea di quanto questa pila sia alta... ma bando alle ciance. Il libro è davvero un gioiellino in carta (e/o in e-ink).

Siamo nell'estate del 1962 quando Eugenia "Skeeter" Phelan torna a vivere in famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo aver frequentato l'università lontano da casa. 
Il Mississipi di quegl'anni è un luogo pieno di contraddizioni, c'è ancora una divisione trasparente tra bianchi e neri. Questi ultimi, per quanto le leggi razziali e la schiavitù siano state abolite, sono ancora vessati da usi e costumi lungi dall'essere dimenticati. Ma anche le donne bianche del Mississipi sono inquadrate in schemi difficili da smantellare. E' per questo che il rapporto tra Skeeter e sua madre (che la vorrebbe vedere sposata e casalinga come tutte le giovani donne bene del sud) non è dei migliori. La ragazza è cresciuta in un mondo molto diverso, ambisce ad avere un lavoro come redattrice in un giornale, o come scrittrice, ambisce all'indipendenza, a vivere modernamente... e non incasellata in una casa lussuosa da barbie a giocare a bridge con le amiche, conversare di nulla, e vivere nell'ombra di un marito assente e che pensa a tutto lui.
La rottura tra madre e figlia nasce però quando la tata di sempre, Constantine, è stata allontanata misteriosamente dalla casa. Skeeter si avvicina al mondo dei neri proprio per questo motivo... e quando il direttore di una grossa casa editrice di New York, la incita a scrivere di qualcosa che nessuno ha mai affrontato, lei decide di scrivere un libro sul rapporto tra le donne di servizio - nere - e le loro datrici di lavoro - bianche.
Aibileen è la prima donna di servizio a farsi coinvolgere dal folle progetto della ragazza. Conosce i rischi ma preferisce ignorarli. Qualcosa bisogna fare per cambiare le cose. A lei si aggiungono, piano piano, altre testimonianze... E il libro nasce, non senza problemi.

Il libro è toccante, profondo, irriverente e divertente (in certi momenti). Dipinge una situazione che - per un europeo - è difficile da concepire, ma che di fatto è accaduta davvero, e probabilmente ancora oggi mostra alcuni strascichi di quegl'anni. Erano gli anni del boom economico e tecnologico. Gli anni della conquista della Luna, dei primi televisori a colori, dei condizionatori, dei figli dei fiori... gli anni in cui King gridava da un palco 'I have a Dream'. Eppure in quell'angolo di Stati Uniti il rapporto tra bianchi e neri rasentava quello che la guerra di secessione aveva tentato di far scomparire. Certo... la schiavitù non era più legale, ma i neri erano sottopagati, sfruttati, mal trattati, e chi più ne ha, più ne metta.
Il libro fa aprire gli occhi. E allo stesso tempo fa riflettere su concetti davvero folli... se si pensa che ai bambini bianchi veniva insegnato che i neri erano sporchi e portavano le malattie...
Potrei andare avanti ore e ore a parlare di questo libro. Ma volendo rimanere nella brevità e immediatezza di un post, vi consiglio di leggerlo, assolutamente!


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giovedì 28 agosto 2014

Rocky II

Glauco Silvestri
Oggi vi parlo del sequel che forse è il migliore tra i sequel nati da colossal che hanno sbancato i botteghini di tutto il mondo. Rocky II regge il peso del primo film (senza però eguagliarne la bellezza) e sostiene la saga con onore... e non è roba da tutti i giorni, ve l'assicuro, specie in quel di Hollywood.

Vi ricordate come finisce il primo film, vero? Apollo sussurra a Rocky che non ci sarebbe stata rivincita, e Rocky ribatte con un significativo 'e chi la vuole?'. Ma... la stampa comincia a pontificare su quell'incontro, e Apollo Creed è bersagliato da tutti 'gli specialisti del settore' e da tutti i tifosi. E' opinione comune che il campione abbia vinto solo perché così doveva essere, e che invece il vero vincitore fosse Rocky - Stallone Italiano - Balboa. L'animo del campione ribolle al punto da sfidare Rocky.
Quest'ultimo, abbandonato il nobile sport per non rischiare di perdere la vista, si arrabatta in lavori che non gli competono e sperpera tutto ciò che aveva guadagnato dal match. Certo, si sposa, ha un figlio... ma Adriana finisce in coma durante il parto... e non è proprio nel mood ideale per prepararsi allo scontro, che non vorrebbe fare, ma che potrebbe risolvere in un istante tutti i suoi problemi economici.
Ovviamente... l'incontro si farà, e a vincere sarà... non vi resta che vederlo per scoprire come va a finire.

Il bello di questo film, come nel precedente, è la costruzione dei personaggi. Rocky, il parroco, Poley, Adriana, e l'allenatore sono caratteri davvero eccellenti, e ottimamente interpretati. I dialoghi sono davvero ben costruiti, anche nella versione italiana, dove scappano anche battutine maliziose come quella sul 'condominio'. Meno convincente Apollo Creed, che seguendo il copione mostra un personaggio abbozzato come 'campione arrabbiato' e poco più... insomma, ha più spessore di una sagoma di cartone, ma meno di un personaggio in carne e ossa.
La sorpresa è ovviamente svanita. Si sa tutto del contesto povero di Philadelphia. Si sa tutto dei personaggi... è un sequel, e per questo perde carisma. Però la vicenda sta in piedi ed è convincente. Soprattutto... tutti vogliono vedere di nuovo Rocky e Creed sul ring.

Guardatelo!



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mercoledì 27 agosto 2014

Rocky

Glauco Silvestri
Chi è che non conosce Rocky? L'altra sera, dopo tanto tempo, ho voluto rivedere i film dell'intera epopea. Son partito dal primo, il film più bello, quello che ha avvicinato un po' tutti, sia quelli che amano i film dedicati allo sport, sia quelli che invece non li amano.

Rocky Balboa è un ragazzo della periferia di Philadelphia. Fa il pugile, e arrotonda i guadagni lavorando come esattore per un mafiosetto/strozzino locale. E' un uomo buono, nonostante il suo modo di fare da duro. E' semplice, e nonostante la sua mole, si fa mettere i piedi in testa anche dai ragazzini, che lo mandano al diavolo sonoramente quando lui cerca di riportarli sulla strada maestra. E' innamorato di Adriana, una ragazza timida che lavora al negozio di animali. Non sa bene come conquistarla... così ogni giorno di presenta al negozio per raccontarle una barzelletta che... si inventa di sana pianta. E' amico di Poley, fratello alcolizzato e forse un po' disperato di Adriana.
A Rocky capita la grande occasione... il campione del mondo di boxe, Apollo Creed, si vede saltare l'incontro di capodanno. Per non sprecare i mesi di allenamento, e i soldi spesi nella campagna pubblicitaria, decide di fare uno show vero e proprio, e di sfidare un pugile sconosciuto, di quelli delle leghe minori, per dargli... una occasione.
Viene scelto proprio Rocky! Apollo crede di poterlo mettere al tappeto in tre round... e invece...

Cosa c'è da dire di questo film che non sia ancora stato detto? E' bello nonostante abbia ormai diverse decine di anni sulle spalle. E' bello perché racconta la storia di un uomo semplice, e non perché parla di boxe. E' bello perché nello sport viene proiettata l'umanità, e i retroscena di chi vive per uno sport che non gli dà neppure per campare degnamente. E' bello perché Rocky è uno spirito semplice, che non chiede molto dalla vita, se non... tirare avanti. E a una persona semplice come Rocky viene offerta, come per magia, l'occasione di cambiare le cose.
Ecco perché è bello! Guardatelo... e riguardatelo.


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martedì 26 agosto 2014

Number 23

Glauco Silvestri
Sono le 10 e 13 minuti! 10+13=23.
Il 23 è ovunque. Molti eventi, se non tutti, in un qualche modo, sono legati al numero 23. Walter Sparrow, accalappia cani, se ne accorge suo malgrado. Sua moglie gli regala un libro usato. Un thriller che racconta la storia di un investigatore la cui vita, per lo meno iniziale (a 8 anni muore una sua vicina, etc etc), somiglia alla propria. L'investigatore, nelle sue avventure, incontra una donna che poi si suicida. Questa gli racconta della sua ossessione per il numero 23, e del fatto che - da quando ha scoperto che questo numero si ripete ovunque - non riesce più a vivere.
Se l'investigatore all'inizio non prende sul serio la faccenda, poi invece le cose cambiano, e anche per lui la vita comincia a cadere in pezzi. Il fatto è che pure quella dell'accalappia cani comincia a crollare.

Film inquietante, Number 23, pellicola dalle molte facce. Il Thriller è mescolato da un briciolo di erotismo che proviene dalla storia narrata nel libro. E c'è pure un briciolo di humor nero. Carrey è perfetto per questo ruolo... il suo volto attraente, simpatico, e comunque capace di regalare espressioni inquietanti, si presta bene nel ruolo di un personaggio che, da una vita comune, si trova travolto da una serie di eventi che sveleranno segreti inviolabili.
La storia, se seguita con attenzione, regala indizi sin dalle prime inquadrature, ma l'ossessione per il 23 rischia di coinvolgere anche chi guarda il film stesso. Non è un caso che questo post io l'abbia scritto, casualmente, a un orario la cui somma fa 23.
Bisogna fare attenzione a non cadere nel tunnel. Voi ci state riuscendo? Oppure anche a voi comincia ad apparire l'ossessione per questo numero?

Il film merita assolutamente di essere visto. Forse uno dei più belli della mia videoteca personale.


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lunedì 25 agosto 2014

X-Men Origini: Wolverine

Glauco Silvestri
Chi è Wolverine? Perché è immortale? Perché il suo scheletro è fatto di Adamantio? Tutte queste domande ottengono risposta in questo prequel, che è poi il primo di una trilogia che andrà ad accorparsi, con il film di recente uscito nelle sale, alla trilogia 'classica' degli X-men.

Nato nell'ottocento, Logan è un ragazzo dalla salute piuttosto cagionevole. Solo le cure di suo padre lo rassicurano, per lo meno fino al giorno in cui scopre la verità, che ha un fratello, che le sue vere origini sono legate a un uomo sempre ubriaco e violento... e che il suo padre putativo, in realtà, sta proteggendo lui e sua madre dalla violenza del vero padre.
La tragedia familiare sfocia nel sangue, e così Logan fugge... assieme al fratello. La coppia attraversa tutte le guerre, fino a giungere ai giorni nostri, e lavorare per l'esercito in un gruppo speciale fatto da mutanti. Gli scopi di questo team però portano Logan a mollare... troppa violenza gratuita verso innocenti! 
Fugge in Canada, dove per qualche tempo trova la tranquillità. Però, un bel giorno, ricompare suo fratello e... i mutanti del suo vecchio team cominciano a morire uno dopo l'altro.

E' forse il più bello dei film X-men Origins... probabilmente perché Wolverine, con la sua amnesia, con il suo passato così burrascoso, con quel carattere a metà tra il puro istinto e la bonarietà di un padre protettivo, è il personaggio meglio costruito di tutta la saga. Non è un caso che sia anche il personaggio più amato.
E' evidente che questo film non è perfetto. Forse, su Wolverine, avrebbe funzionato meglio una intera trilogia (difatti c'è un secondo film... dimenticabilissimo!), ma tant'è...
Ottima interpretazione, come al solito, degli interpreti. Meno la costruzione della trama, che è stata troppo compressa, stagliuzzata, adattata a un action movie che poco spazio ha lasciato ai contesti psicologici che ruotano attorno al protagonista. Un vero peccato, anche, l'aver trascurato le potenzialità di Gambit.

Nel complesso, comunque, il film si guarda molto volentieri, e gli effetti speciali son sempre di primissima categoria. Ottima pellicola di intrattenimento. La consiglio!


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venerdì 8 agosto 2014

Socchiuso per Ferie

Glauco Silvestri
Credo sia la prima volta che interrompo le pubblicazioni nel periodo estivo... del resto tante cose son capitate da due anni a questa parte, e questo blog ne ha risentito in mutevoli maniere. Abbiate pazienza. Il 24 Agosto non è poi tanto lontano.

Però c'è un regalino... per tutto agosto, e io - malvagio - non vi ho avvisato per tempo, ci saranno promozioni interessanti sui miei ebook pubblicati su amazon.

Come trovarli? Cliccate qui, oppure qui!

Buone vacanze.


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giovedì 7 agosto 2014

X-Men 3 - Conflitto Finale

Glauco Silvestri
Ultimo capitolo del trittico "classico" degli X-Men (ovvero a esclusione dei film dedicati alle origini del gruppo). X-Men 3 è difficile da posizionare nella scaletta personale di giudizio. E' un finale epico, uno scontro tra titani che finisce col botto, e con una piccola caduta di stile che - comprendo le necessità di marketing - si poteva evitare.

Ma andiamo con ordine, ed eccovi la trama. E' il momento di chiudere i conti tra umani e mutanti. E' stata trovata una 'cura' capace di inibire il gene mutante, e far tornare i mutanti dei normalissimi homo-sapiens. Se da principio la 'cura' viene proposta solo a chi si offre volontariamente ad essa, di nascosto si stanno preparando armi ad-hoc per poterla sfruttare in una eventuale guerra contro i mutanti.
Magneto, difatti, non sta con le mani in mano e sta preparando un vero e proprio esercito. A farne le spese è Mistic, colpita da un proiettile ripieno di cura, e tornata ragazza - stupenda - normale. Ma nulla sembra poter fermare l'avanzare della guerra, che si arrocca attorno all'isola di Alcatraz, dove la cura viene prodotta.
Ma guest star del film è Jean, aka Fenice, che rinasce dalle acque che l'avevano sepolta e uccisa. Le sue prime mosse mostrano il vero potere che nasconde... capace di soverchiare anche le capacità di Xavier (che - spoiler - soccombe quando cerca di controllarne la forza distruttiva).
Battaglia finale? Qualche marines dotato di fucili di plastica con proiettili 'alla cura', un pugno di X-Men, il tutto contro un esercito di mutanti ben nutrito.
Come dite che va a finire?

Effetti speciali all'altezza della situazione; una Halle Berry sempre più bella; una Jean seducente e malvagia; uno Xavier e un Magneto sotto tono... questi gli ingredienti principali di questa pellicola, che però mi ha lasciato l'amaro in bocca. I motivi? Spero abbiate visto il film perché vado a ruota libera e rischio altri spoiler.
Mi cade tutta la stima per il personaggio di Xavier, tanto impegnato a insegnare ai suoi alunni come controllare e sfruttare i propri poteri, e poi incatena quelli di Jean provocandone poi, il tracollo. Non deve aver mai visto la strage del Vajont... le forze della natura non possono essere contenute per sempre! Per di più... tutti i suoi principi saltano tutti in una volta. E' bravo e buono con chi è meno potente di lui, ma con quelli più forti, il gioco cambia. Bah!
Il personaggio di Jean è superfluo. Tutto il film ruota attorno a Magneto e ai suoi complotti. Lei lo segue come un cagnolino silenzioso. Quando è il momento di combattere, lei sta lì e guarda. Quando Magneto è sconfitto, lei sta lì e guarda. Poi arrivano tre soldati imbecilli. Sparano qualche colpo verso di lei perché non si sono resi conto della fine degli scontri, lei si infuria, e comincia a devastare tutto... Boh!
Non capisco perché Wolverine debba uccidere Jean per fermarla. Nella schiera degli X-Men avevano una capace di succhiare i poteri e le energie vitali agli altri con il semplice contatto... ma soprattutto, il mutante stesso da cui la 'cura' era stata tratta, capace di annullare i poteri dei mutanti che gli stanno vicini.
Sarebbe bastato che Wolverine avesse difeso il mutante-cura a sufficienza per avvicinarlo a Jean, per farla tornare una ragazza normale, e bingo! Ma bisognava metterci un finale drammatico. Va Beh!

A tutto ciò aggiungerei altri dettagli mica da poco... Magneto avrebbe vinto tranquillamente la battaglia se avesse schierato in campo tutti i suoi 'pedoni' e non solo quelli il cui volto era stato mostrato anche solo per un minuto dalle telecamere. Ad agire/combattere, alla fine, sono i soliti protagonisti... ed è per questo che Alcatraz resiste allo scontro. Sono 'errori' che di solito si perdonano alle serie televisive a basso budget (vedi Star Trek, dove una astronave con un equipaggio costituito da un migliaio di anime, a muoversi son sempre il comandante, il primo ufficiale, l'ufficiale medico, e l'ingegnere motorista... roba che se capita qualcosa di sbagliato, la nave è perduta! Ma è evidente che non succede nulla di grave, visto che solo quelli in maglietta rossa - tranne scotty - possono morire in Star Trek).

Va be', la chiudo qui con le critiche. Il film, nei suoi limiti, è ottimo come intrattenimento. E' una perfetta chiusura del cerchio e la trilogia si presenta bene per ciò che deve essere. E' divertente, ben fatta, con effetti speciali ben costruiti, e interpreti che sanno il fatto loro. Per cui... salvo le mie pretese che hollywood non ascolterà mai, lo consiglio!


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mercoledì 6 agosto 2014

X-Men 2

Glauco Silvestri
Quando vidi per la prima volta questo film, alla fine, mi scappò un "no!" mezzo gridato. Non starò a spiegare perché in questa breve recensione, perché da un lato potrei rovinare la sorpresa, dall'altro chi ha già visto il film sa di cosa parlo e non ha bisogno di spoiler di questo tipo.

X-Men 2 è un buon seguito della pellicola Marvel che più ho amato. Anche se la trama ha il finale aperto. Abbiamo un attentato al Presidente degli Stati Uniti a opera di mutanti. Ciò ribalta completamente la politica statunitense nei loro confronti, che se all'inizio pareva appoggiare le loro richieste, all'improvviso scatena una vera e propria guerra. Al centro del mirino c'è la scuola di Xavier, visto che Magneto è già assicurato alla giustizia. Solo che i militari appaiono troppo interessati a Cerbero... Perché? Perché è in grado di identificare tutti i mutanti in un sol colpo, e ucciderli, se necessario. E secondo gli estremisti è necessario!
Però... la trama non è così lineare. C'è un complotto che non voglio svelarvi.

Ben realizzato. I personaggi reggono la pressione del sequel, e Jean è ancora più seducente, e affascinante, del precedente episodio. Wolverine è ancora al centro di tutto, pur mantenendo un ruolo da comprimario. Continua sempre a fraintendere... A ogni modo tutto fila perfettamente. Per certi versi l'intreccio che tiene in piedi la vicenda è ancora più complesso e interessante.
I difetti si rivelano sul finale, visto che gli X-Men sembrano agire appositamente in modo tale da poter cadere nelle trappole. Per il resto tutto gira perfettamente. Gli effetti speciali sono di ottimo livello. La sceneggiatura sta in piedi. Niente da criticare. A parte un finale che costringe a guardare, subito, il terzo film.

Da vedere!


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martedì 5 agosto 2014

X-Men

Glauco Silvestri
X-Men è il primo capitolo della saga Marvel apparsa nei cinema, e probabilmente il migliore tra tutti i film della saga, portò una bella ventata di novità nel lontano 2000. 

Siamo in un universo parallelo, ove all'improvviso, ai giorni nostri, cominciano a nascere bambini dotati di doti sovrannaturali. C'è chi è in grado di manipolare gli oggetti di metallo, chi ha poteri telecinetici, chi legge nel pensiero, chi spara plasma dagl'occhi, chi guarisce quasi immediatamente da qualunque ferita, chi può teletrasportarsi da un punto all'altro del globo, chi può mutare il proprio aspetto... insomma, un nuovo passo evolutivo della razza umana, o una mutazione genetica indesiderata, o... la nascita di una nuova specie.
Il fatto è che l'homo sapiens si trova ad affrontare questa situazione con paura, e se da un lato c'è chi è pronto ad accogliere i mutanti come fratelli, c'è anche chi vuole segregarli, schedarli, magari... eliminarli.
E pure tra i mutanti ci sono due schiere, una che vuole tentare la strada dell'integrazione, l'altra che invece cerca lo scontro, e che rimanga solo il migliore!

Film epico, dove ovviamente Wolverine è al centro dell'attenzione, anche se spesso accade che poi non sia lui il protagonista... anzi, lui funge da effetto distrazione - con la sua vita travagliata, la sua incapacità di ricordare il passato, le sue lame di adamantio, il suo carattere burbero e aggressivo. 
La pellicola ovviamente trasporta l'antisemitismo che scatenò - per certi versi - la seconda guerra mondiale, in un futuro fatto di super poteri ed effetti speciali. Alla fine si parla sempre di persone che vengono trattate come 'diversi', e persone che vogliono prevalere sui deboli, o presunti tali. Solo che in questo caso, i deboli, in realtà, sono tutt'altro.
Bella la caratterizzazione dei personaggi, anche se l'attrazione tra Wolverine e Jean, viene mostrata in modo affrettato e mal costruito. Piccola pecca, che però non danneggia l'insieme.

Merita!


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lunedì 4 agosto 2014

La terza Antologia: Fantasy

Glauco Silvestri
Cominciano i lavori per la terza antologia, quella dedicata ai racconti Fantasy. Ebbene sì... Fantasy! Ma non dovete meravigliarvi troppo, specie se conoscete, se avete letto, i miei precedenti lavori. La contaminazione è parola d'ordine nei miei lavori... del resto, anche nelle due precedenti antologie erano presenti racconti, seppur di genere, con contaminazioni evidenti da altre tipologie narrative al di fuori delle tematiche principali.

Quindici racconti. Alcuni li avete sicuramente già letti, altri sono inediti. Il lasso temporale tra il primo racconto scritto e il più recente è sempre compreso tra il 1993 e oggi.

La copertina è pronta. La vedete qui sopra in piccolo. Lo sfondo ci mostra la 'vera' Spada Nella Roccia, foto che scattai personalmente, qualche tempo fa, a San Galgano. La grafica, ovviamente, richiama quella delle altre due antologie.

Ecco... comincia la fase di editing, ci vorrà un po' prima di avere l'antologia pronta. Di mezzo ci sono le ferie, e un po' di impegni vari che potrebbero rubare tempo libero a questo lavoro. Ma cercherò di farvela avete il più presto possibile.


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domenica 3 agosto 2014

Scuola!

Glauco Silvestri
Forse non è a scuola che impariamo per la vita, ma lungo la strada di scuola.




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sabato 2 agosto 2014

Il Giovane Montalbano

Glauco Silvestri
Arrivo a questa serie da Newbie. Non ho mai guardato la serie classica, non sono neppure mai stato troppo attratto da questo genere di serie televisive (italiane). Non è che sia di principio 'contro' alle produzioni nostrane, è solo che credo esse vengano 'troppo pompate' dai media, e soprattutto, nei vani tentativi di ricredermi, ho sempre cozzato su produzioni tutte uguali, con poca voglia di rischiare, e quant'altro (ok, ci sono casi rari in cui vengo contraddetto, ma sono per lo più eccezioni che confermano la regola). C'è però qualcosa, nelle serie italiane, che apprezzo tantissimo: la volontà di rappresentare fedelmente l'epoca storica in cui esse sono ambientate. Questo è davvero un must che difficilmente trovo nelle serie straniere (e in questi casi le eccezioni che confermano la regola accadono nei casi d'oltralpe).

Ma siamo qui a parlare de Il Giovane Montalbano, ovvero del prequel naturale della fortunatissima serie televisiva dedicata al Commissario Montalbano 'maturo'.

Siamo nei primi anni novanta e Montalbano viene promosso a commissario, e trasferito, dopo il suo primo incarico nel paese di montagna di Mascalippa, dove il giovane commissario aveva una relazione con Mery, a Vigàta, dove Montalbano aveva già vissuto qualche tempo da ragazzo, e non troppo lontano dall'azienda agricola del padre. Sei puntate, sei dvd, ove ai casi di polizia sono affiancati il difficile rapporto di Montalbano col padre, gli inizi della sua amicizia con Augello, e assisteremo al colpo di fulmine con Livia e allo sbocciare della loro complicata relazione.
Le puntate - ecco i cliché di cui avevo accennato - sono pressoché tutti quanti fatte con lo stampino. Di solito ci sono due indagini da risolvere in parallelo: un fatto di sangue, storia greve e per certi versi 'importante'; un contraddittorio paesano, di solito una investigazione leggera e carica di humor alla vecchia maniera.
I personaggi sono ben caratterizzati, ma schematici. Montalbano è il giovane arrembante e burbero che comanda a bacchetta e vuole tutto come pare a lui; il vice-commissario Augello è un donnaiolo incurabile con la faccia pulita e i baffetti da sparviero; l'assistente Fazio, perfettino come il padre, è metodico e analitico assieme; Catarella è imbranato e combina guai; Livia, ragazza di Montalbano, è l'unica che riesce a domare il burbero. Personaggi molto schematici che vanno a riempire caselle altrettanto precise. Soprattutto, i caratteri sono un pochino troppo caricaturiali e davvero poco realistici... per lo meno alcuni di essi, specie per gli anni in cui le vicende sono ambientate (Insomma... siamo negl'anni '90, mica negl'anni '50/'60).

A ogni modo, i vari episodi catturano lo spettatore e lo divertono. E' ciò che si pretende dai film e dalle serie televisive, no? Per cui nulla da ridire. C'è una grande professionalità nell'interpretare i ruoli, per certi versi quasi teatrali, che calzano a pennello sui volti scelti a impersonarli. Certo che Riondino è un po' mingherlino e riccioluto per credere che in pochi anni, una decina, possa tramutare nel più imponente Zingaretti... ma questa è fiction, gente!
Ottime anche le ricostruzioni storiche, la fotografia, e i paesaggi scelti per ambientare le vicende.

Pregi e difetti, quindi, ma nel complesso un buon prodotto. Piacerà sicuramente a tutti coloro che hanno guardato ogni puntata de Il commissario Montalbano, e magari letto i libri di Camilleri.


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venerdì 1 agosto 2014

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Glauco Silvestri
Alla festa di compleanno di Allan ci sono proprio tutti, dal sindaco alla stampa, alla direttrice della casa di riposo. In fin dei conti non si compiono cent’anni tutti i giorni. Allan, invece, è di un’altra idea. Dopo una vita lunga e avventurosa non ha tempo per le sciocchezze. Così, invece di spegnere le candeline, scavalca la finestra, e in pantofole, se ne va. Un incontro imprevisto, un malinteso e qualche provvidenziale colpo di fortuna trasformeranno quest’ultima avventura nella più ingarbugliata e indimenticabile della sua vita... [spoiler]che comunque non finisce alla fine del libro![spoiler]

Ho acquistato Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve dopo... parecchi tentennamenti. Ero incuriosito dal titolo. Ero invece scettico per via delle origini svedesi del testo. Ero titubante a tal punto che ho aspettato parecchi mesi, rigirandomelo tra le mani ogni volta che lo vedevo in libreria, prima di fare il salto. E mannaggia... avrei dovuto ascoltare la mia vocina interiore che mi sconsigliava l'acquisto.

Per l'amor di Dio, non è un libro terribile. Anzi, all'inizio è pure simpatico. Allan, il personaggio principale di questa storia, è una sorta di Forrest Gump alla svedese... ma dopo qualche decina di pagine il libro comincia ad annoiare. Lo stile non è proprio brillante. Non ci si immedesima nella vicenda, e neppure nei personaggi. L'intrico è surreale, e lo stesso modo d'agire dei vari attori della storia è a dir poco discutibile. Insomma, tutto gira sempre per il verso giusto al vecchio Allan, tanto che neppure deve impegnarsi un briciolo per affrontare le mille avventure che si trova ad affrontare.

Bah! Alla lunga viene pure in antipatia Allan. Soprattutto il libro diventa pesante da mandare avanti, e se si prosegue, è giusto per capire come va a finire.

Evitabile? Boh, Mah, Chissà!

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