sabato 31 maggio 2014

Starship Troopers 3: L'arma Finale

Glauco Silvestri
Dovevo finire la trilogia... Però è evidente che c'è un calo drastico tra il primo film e questo terzo episodio. Starship Troopers 3, per lo meno, ci regala qualche risata... e forse è solo per questo motivo che sono riuscito a vederlo tutto; vi assicuro però che non è stata una passeggiata.

Verhoeven (n.d.r. non è il regista, lo 'presenta solo') ci presenta questo terzo film con una sorpresa. Johnny Rico ricompare in forma smagliante. Lola, invece, riappare muscolosa, con labbra a canotto, e praticamente irriconoscibile. Rico è comandante di una guarnigione sita su uno dei pianeti ripuliti dagli insetti e colonizzati da contadini. Oddio... non tutti gli insetti sono stati eliminati, ma l'esercito 'tiene botta' e respinge gli attacchi a suon di pallottole e colpi di mortaio.

Da parte loro, gli insetti, hanno nuove armi a disposizione. Sono una sorta di proiettili esplosivi biologici... va be'... La storia ci porta su questo avamposto quando una navetta con un vip-cantante-militare atterra per motivi di propaganda. Il vip manda in confusione l'intera struttura, tanto che all'improvviso si scatenano risse, Rico viene messo agli arresti, manca la corrente, gli insetti sfondano le difese e... l'intero pianeta cade sotto il dominio alieno. Tutto questo casino per portare Rico sotto corte marziale... solo che in realtà tutto ciò - e non si capisce bene perché - è una sorta di trucco per convincere il militare a capitanare una nuova squadra, con nuove armi, eccetera eccetera eccetera.

Non posso svelare troppo della trama perché poi va a finire che non lo guardate. E' evidente che fatica a stare in piedi, e la sola presenza di Casper Van Dien non tiene in piedi la pellicola. Ciò che funziona è l'aria da commedia che il film assume sin da subito. Sembra quasi una sorta di sequel sarcastico del film originale. Se i cinegiornali rimangono, essi hanno una impronta satirica. Scappa spesso la risata per certi dialoghi, per i riferimenti religiosi opportunisti, per le battute degne dei Monty Python... o per lo meno, che ci provano ad essere degne di loro.

Insomma... il film zoppica. Un po' annoia. C'è quel briciolo di ironia a salvare la baracca. Ma è evitabile.



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venerdì 30 maggio 2014

Piccoli Aggiornamenti...

Glauco Silvestri
Chissà se ve ne siete accorti... In questi giorni, silenziosamente, ho sistemato alcune cosucce, sia sul sito, sia su questo blog, sia sui miei ebook per Kindle.

  • Su questo blog è tornata la pagina con l'elenco dei miei ebook. La pagina conduce direttamente al corrispondente link su Amazon, nel caso l'ebook sia in vendita, o del mio sito, nel caso invece sia un ebook gratuito.
  • Sul sito ho fatto un po' di semplificazione, sempre nell'idea di ridurre il tempo di manutenzione e velocizzare la navigazione dei visitatori. Ora gli ebook in vendita sono linkati direttamente alla pagina Amazon corrispondente. Per gli altri, ovvero gli ebook gratuiti, rimane la pagina tradizionale con i link per il download diretto.
  • Su Amazon ho sistemato alcune incongruenze che Amazon stessa mi aveva segnalato già qualche tempo fa. Ora gli ebook che fanno parte di una collana (Alex Volpi, Demonia, Cometa, e Mercurio) sono facilmente riconoscibili e raccolti come si deve. I racconti brevi - ovvero più corti di 40 pagine - sono segnalati come tali. Le antologie sono segnalate come tali.
Tutto qui... sembra poco, ma in realtà è stato impegnativo. Ora però sono soddisfatto.



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Non è più tempo di Mecenati...

Glauco Silvestri
Oggi gli aspiranti artisti vengono spremuti e basta. L'arte è talmente mercificata che ormai non si cerca più il bello, il messaggio, l'emozione... oggi si cerca solo la tasca in cui è riposto il portafogli. Sorrisi, cordialità, chiacchiere che oliano bene l'ego e le speranze... ma lo scopo unico e ultimo è sempre il conquibus.



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giovedì 29 maggio 2014

Starship Troopers 2 - Gli eroi della Federazione

Glauco Silvestri
Phil Tippett decide di staccarsi completamente dall'idea originale del film che dà origine alla saga. La denuncia, lo sbeffeggiamento, il comportamento smargiasso si perdono per una pellicola più tradizionale, ove si cerca di catturare lo spettatore creando un film più tradizionale, dove il tema fantascientifico serve solo come scusa per costruire una pellicola con risvolti action-horror. Ovviamente parlo di Starship Troopers 2.

La trama è semplice. La guerra della Federazione contro gli insetti giganti continua e sembra non avere fine. Dei ragni mostruosi avanzano contro un piccolo gruppo di soldati costretti a rifugiarsi in un avamposto abbandonato. Giunti lì, sistemano il sistemabile e lanciano un SOS. Nel frattempo trovano imprigionato in una cella un soldato pluridecorato accusato di vari reati contro la federazione e i suoi superiori - ormai deceduti.
Gli attacchi degli insetti sono incalzanti, ma la vera minaccia è infiltrata nella truppa... Diciamo che per salvarsi dovranno usare la testa, prima che gli insetti gliela divorino! 

La trama immagino che già la conoscevate, per cui credo che non farò torto a nessuno se nei commenti alla pellicola farò qualche spoiler qua e là. Gli ingredienti sono, come ho detto, horror e azione, con un briciolo di erotismo... concedetemelo, gratuito. [spoiler]Gli insetti che si impossessano dei corpi umani[spoiler] è un'idea di per sé interessante. Meno quando appare chiaro che il loro scopo non è quello di infiltrarsi nella flotta, bensì di sterminare i pochi soldati bloccati nell'avamposto. Gli stessi finiscono per essere personaggi che rasentano i cliché più noti dei film horror. C'è la ragazza 'biondona seducente' che va in giro nuda. C'è la morettina 'demente' che canta ritornelli infantili. C'è il macho col coltello facile. C'è il giovane dalla faccia pulita, carino, timido, e gentile. C'è il 'tecnico' timido e balbuziente, sempre disponibile al lavoro. E per finire c'è pure il generale duro, esigente, ma indulgente con i suoi uomini migliori. 
Tra i buoni troviamo invece il 'veterano ribelle'. C'è la 'donna soldato' dal carattere duro come un muro di cemento. E c'è persino una donna incinta, il cui bimbo non ancora nato ha poteri ESP.

Nonostante tutto ciò, il film funziona, per quello che è. Diverte, e qualche colpo di scena ha persino la sua efficacia. Altre cose funzionano meno... Insomma, non sfiora neppure i livelli del primo film, però in una sera piovosa, fa passare una bella oretta e mezza di divertimento.

PS. 
Vale la pena guardarlo in lingua originale!



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mercoledì 28 maggio 2014

Novelle Fatte a Mano: Storie di Fantascienza

Glauco Silvestri
Finalmente è uscito il primo numero della mia collana Novelle Fatte a Mano, ovvero una collana che dovrebbe raccogliere, nel tempo, tutti i racconti che ho scritto dalle origini (1993) a oggi (2014).

Il primo volume è dedicato alla Fantascienza. Sono 127 pagine in ebook, con numerosi racconti che affrontano tutti i temi più cari alla Fantascienza, tranne - forse - i viaggi nel tempo. Abbiamo il CyberPunk, il Catastrofismo, Space Opera, Distopie varie e... insomma, vi basta leggerlo per scoprire tutto quanto da soli.
Che arrogante, eh? Per la verità voglio tenere un alone di mistero su questa raccolta. Vorrei che foste voi, con i vostri commenti, a dare qualche indizio in più!

Trovate l'antologia direttamente qui
Ovviamente è presente una paginetta anche sul mio sito, qui.

Al termine della lettura, come sempre, vi esorto a lasciare un commento, positivo o negativo che sia... è importante per uno scrittore ricevere dei feedback dai propri lettori. Potete farlo su questo post, via mail, su uno dei social network che frequento, su Amazon, oppure ancora cliccando sull'apposito tastino presente nella pagina dell'ebook.
Volendo, se proprio il racconto vi è piaciuto davvero tanto, e volete collaborare al mantenimento delle attività dello scrittore che l'ha creato, non posso che suggerirvi di andare alla pagina delle donazioni per lasciare un segno tangibile del vostro supporto.
Buona Lettura!


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martedì 27 maggio 2014

Starship Troopers

Glauco Silvestri
Quando voglio divertirmi, il mio occhio finisce sempre su Starship Troopers. Questa volta me lo sono pure guardato in lingua originale... ed è stato ancora meglio. Il gergo militare, le abbreviazioni, la gestualità dei personaggi, tutto quanto, con la lingua giusta, hanno preso ancora più vigore ed effetto.

La trama, immagino la conosciate, ci mostra il soldato Rico nella sua rapida carriera nei Marines Spaziali. Il pianeta Terra è in guerra con un popolo di insetti che vive molto distante da noi. Le astronavi, i bombardamenti, le armi sofisticate non sono sufficienti a domare questa specie. Sono aggressivi, intelligenti, e furbi (cosa che, guardando le discutibili strategie mostrate nel film, non si può dire dei terrestri). Per cui la guerra viene data in mano ai Marines. Loro, fucile a tracolla, coraggio da vendere, e testicoli degni del toro più farabutto, si mettono in marcia su un pianeta sconosciuto a uccidere insetti grandi cinque volte loro.
Rico è nei Marines per amore. Lei, brava in matematica, sta per diventare pilota di astronavi. Lui è carne da macello... l'unica sua qualità è la purezza di spirito, e un corpo atletico davvero capace.
Di contorno ci sono un amico con poteri psichici, e un mezzo matto - marines pure lui - bravissimo col violino.

La regia è magistrale, e ancora oggi regge l'età della pellicola. Paul Verhoeven è davvero creativo nel mostrare le scene di guerra attraverso gli occhi dei reporter di guerra (pure loro divorati - ogni tanto - dagli insetti proprio davanti alle telecamere). Il mondo che viene presentato è un pianeta Terra militarizzato che divide la popolazione tra chi è stato militare e chi no. Essere militare permette di votare, di avere figli, e di godere di privilegi che gli altri non hanno... del resto, gli altri sono protetti da una efficiente macchina da guerra che fino all'incontro degli insetti alieni, non aveva mai trovato ostacoli.
Film davvero ben costruito. Ottime le interpretazioni degli attori, non proprio vere star nel loro apice, grazie anche all'appoggio dell'esperto Ironside, il suo volto è ormai indimenticabile, visto che deve aver fatto il cattivo in innumerevoli serie televisive di successo.
Tanti ottimi ingredienti, quindi, per un bel film di fantascienza. Godibilissimo!
Se proprio devo trovare un appunto, poco centra con il bellissimo libro di Heinlein.


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domenica 25 maggio 2014

E...

Glauco Silvestri
E poi accade, un giorno, che squilla il telefono. All'improvviso cose a cui non pensavo più da un anno abbondante tornano sotto i riflettori, e magari qualcosa di bello ed emozionante potrebbe accadere a partire dal prossimo martedì sera...

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venerdì 23 maggio 2014

Monster

Glauco Silvestri
Visto che in questi giorni è presente nei cinema il meraviglioso Godzilla, non potevo evitare di rivedere il primo lavoro di Gareth Edwards. Film davvero eccezionale, ben fatto, e che merita di stare nella videoteca di ogni appassionato di Mostri, di Fantascienza, e di film in generale.

Monsters ci proietta in un presente parallelo al nostro. La Nasa ha scoperto una forma di vita aliena, una sonda mandata a studiare queste creature, durante il rientro, ha dei problemi tecnici e finisce per schiantarsi in Sud America. Le spore che contiene attecchiscono con la nostra biosfera, e in breve tempo queste mostrano la loro vera presenza fisica... ovvero dei bestioni tentacolosi alti più di cento metri, attratti per qualche motivo dall'elettricità. I bestioni, per quanto inconsapevoli della nostra presenza, diventano rapidamente pericolosi. Attaccano i centri abitati eccetera eccetera, potete immaginarlo. Inizia uno scontro impari tra gli eserciti Americani e Sud Americani per contenere e/o estirpare questa specie dal nostro mondo... ma la storia non è questa. La storia è quella di un fotografo free-lance che, in cerca dello 'scatto perfetto' nel bel mezzo dell'area contaminata, viene incaricato di riportare in America la figlia del proprietario del suo giornale. La 'strana coppia', per quanto poco convinta a tornare, prende la strada del rientro, ma non è così facile. Perdono l'ultimo traghetto, per cui si trovano costretti ad attraversare in auto una zona davvero... davvero... pericolosa!

Potrei dire tante cose di questo film, ma posso riassumere tutto in un aggettivo: stupendo! E' tutto perfetto. Dal rapporto tra i due personaggi, alle situazioni che devono affrontare, alla CGI tanto perfetta da sembrare realtà, alle piccole meschinità umane, le debolezze, i sentimenti... tutto. Bravissimi i due protagonisti (bellissima lei), ottime le comparse... Fotografia perfetta. Certo, se amate sparatorie, missili, esplosioni, azione azione azione azione senza troppa riflessione, non fa per voi. Ma per chi ama le buone storie, senza poi cadere in filippiche filosofiche che magari la sera si faticano a digerire, è davvero un ottimo film.
Lo stra-consiglio.


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mercoledì 21 maggio 2014

Contact

Glauco Silvestri
Carl Sagan è sempre stato un mio punto di riferimento. Immaginate quando, diversi anni fa, andai a vedere Contact per la prima volta. Ci vogliono solo pochi minuti di pellicola che già una delle sue citazioni più famose viene, per l'appunto, citata. Poi il film evolve in maniera interessante, e alla fine cade nella voragine con 'mappazzoni' religiosi benpensanti e buonanotte ai suonatori.

La storia, in breve, ci racconta di un gruppo di ricerca legato al SETI. Scacciati da un osservatorio dopo l'altro perché la loro ricerca è considerata pressoché inutile, all'improvviso - e grazie a finanziamenti privati - riescono ad accaparrarsi uno dei principali osservatori astronomici del Sud America. Lì, a pochi giorni dall'ennesima cacciata improvvisa dagli impianti, ricevono un segnale. 
Il segnale sembra una sorta di radiofaro. Sono numeri primi ripetuti in continuazione. Dietro a esso, però, c'è un segnale video, un segnale audio, e ancora più nascosto, un libretto di istruzioni per realizzare un mezzo di trasporto vero e proprio.
Ellie - Jodie Foster - è a capo del gruppo che scopre il segnale, e nonostante tutti i tentativi del governo di metterla da parte per far spazio ai loro guru immanicati politicamente, [spoiler]riesce a diventare 'pilota' di questa macchina... e ad avere un contatto con gli extraterrestri[fine spoiler].
Ovviamente non finisce qui, e dallo scoprimento del segnale al viaggio vero e proprio ci sono parecchi eventi che non vi ho raccontato.

Un film ben fatto, anche se si perde un pochino nel perbenismo religioso e assolutizza un po' troppo creando cliché ove gli scienziati non credono in Dio, e i religiosi non credono nella scienza. Per fortuna che in mezzo c'è la figura di Matthew Mcconaughey che fa da punto di contatto tra le due filosofie (non mi direte che il titolo si riferisce a questo, vero? Però è evidente che oltre al contatto uomo-extraterrestre, nel film si crea una sorta di contatto tra chiesa-scienza).
Film riuscito, ben scritto, ben recitato, con una CGI invidiabile persino oggi. Qualche difettuccio c'è, ma lo si sorvola volentieri.
Lo consiglio.



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martedì 20 maggio 2014

Europee... Che fare?

Glauco Silvestri
Se avete le idee chiare, be', sono contento per voi. Io brancolo parecchio nel buio. Ho una certa età; ho cominciato a votare poco prima che si scatenasse Mani Pulite, era il 1991, e oggi - con i fatti di Expo 2015 - ecco che tutto mi pare invariato, o di poco diverso, da quei tempi grami. Forse - cito una voce udita in uno dei tanti dibattiti che ho seguito e di cui ammetto di non ricordare più l'esatta origine - oggi si ruba per sé stessi, un tempo invece avveniva per il partito.

Va be', poco cambia.

Il fatto è che per le Europee - elezioni davvero importanti, perché ci permettono di scegliere i nostri rappresentanti al Parlamento Europeo, quelli che dovrebbero far da megafono alla nostra voce quando lamentiamo problemi di immigrazione, problemi di finanziamenti, eccetera eccetera - sta esplodendo un tafferuglio degno della bella Italia spensierata che bada solo agli affari suoi, ad avere la pancia piena, e dare la colpa agl'altri per i problemi che esistono, sono esistiti, ed esisteranno.

Per cui torno al problema in origine.

I principali schieramenti sono tre, come sempre!

In un paese maturo mi aspetterei una campagna elettorale studiata sui contenuti, sui progetti per il futuro, sulla visione di tal schieramento, o tal'altro, di quella che dovrebbe essere l'Europa di domani.
Poi però mi cadono le braccia quando:
  • C'è chi dice che l'avversario è peggio di Hitler.
  • C'è chi dice che l'avversario dovrebbe essere vivisezionato.
  • C'è chi dice che non bisogna votare i Gufi.
In molti parlano bene, ma la storia, e Mina, insegnano...



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lunedì 19 maggio 2014

Philadelphia Experiment

Glauco Silvestri
Anno 1943. La marina militare tenta un esperimento fantascientifico nel tentativo di rendere le proprie navi invisibili ai radar. L'esperimento, se all'inizio pare funzionare, va fuori controllo e proietta la nave in una sorta di tunnel spaziotemporale. Da quel tunnel fuoriescono solo due marinai (David e Jim), solo che ricompaiono nel 1986, sul suolo di un'area militarizzata, ove a distanza di oltre quarant'anni si è tentato di nuovo la sorte... questa volta con una piccola cittadina.
Sin da subito i due marinai, spaesati, si ritrovano perseguitati dai servizi segreti... non tanto per le loro origini, piuttosto perché sono stati trovati in un'area militarizzata off-limits, e vengono creduti agenti nemici, o terroristi.
Nella fuga incontrano una ragazza (Allison) che, dopo qualche reticenza, decide di aiutarli...

Philadelphia Experiment, nonostante abbia già diversi annetti sulle spalle, è comunque molto efficace. Costumi, ambientazione, ed effetti speciali, sono ben realizzati e non soffrono troppo del gap tecnologico tra gli anni 80 (periodo in cui fu prodotto) e oggi. Carpenter svolge un ottimo lavoro nel dirigere una vicenda mixando mistero, azione, e fantascienza. E' ovvio che la trama è molto semplice, e forse molto distante dai plot complessi a cui oggi siamo abituati (ma che poi mostrano diversi buchi incolmabili perché... chissà perché oggi si fanno trame complesse senza guardare ai dettagli!). Qui tutto fila liscio e la quadratura del cerchio si ottiene senza produrre paradossi temporali incolmabili. Anzi... l'idea che tutto - in un modo o nell'altro - si richiuda come deve, è ben costruita.

Lo consiglio... ma non so se indurvi a guardare anche il sequel del 1993, o addirittura il remake del 2012 (mai visti entrambi). Per esperienza direi che è meglio rimanere sull'originale!


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mercoledì 14 maggio 2014

Devil may Cry

Glauco Silvestri
Ispirato all'omonimo videogame della Capcom, Devil May Cry è una breve serie cartoon scritta appositamente per completare, promuovere, arricchire la trama del gioco.

La storia è semplice. Dante è un cacciatore di demoni. Il mondo è infestato da demoni, ma per certi versi il timore della popolazione verso questi non è molto distante da quella che si potrebbe avere per dei delinquenti senza scrupoli. Dante si fa pagare per uccidere i demoni, e come lui, altri sono i "cacciatori di taglie" specializzati in creature demoniache. Solo che Dante non è del tutto umano... per cui è particolarmente efficace nell'abbattere anche le creature più subdole.
Ogni puntata c'è un demone, e una trama al limite delle tre righe per giustificare la vicenda. Si tratta di un cartoon per certi versi ripetitivo, come i cartoon di quando ero piccolo, dove era garantita una battaglia tra buoni e cattivi negli ultimi minuti della puntata. Non che sia contrario a questo tipo di costruzione, anche perché poi, c'è un filo conduttore - ben celato - che porterà al gran finale. Quest'ultimo è diviso in due puntate, perché più corposo, ma che si risolve per certi versi in modo troppo... facile.
Idea carina, quindi, ma niente di memorabile.

Probabilmente i videogames sono migliori del cartoon, non so, non ho una console per provare.

Qui li potete vedere gratis, sul canale ufficiale della Yamato Video Italia.


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martedì 13 maggio 2014

Chronicle

Glauco Silvestri
Vi piacerebbe avere dei super poteri? Ne siete proprio sicuri? Sareste in grado di gestire la responsabilità che quei poteri vi imporrebbero? Non sto parlando di andare in giro mascherati a salvare la gente in pericolo ma... Ecco, Chronicle vi mostra esattamente quelli che potrebbero essere gli effetti collaterali dell'avere super poteri senza alcuna remora.

Tre liceali, molto diversi tra loro, scoprono - durante una festa - un buco nel terreno di un bosco vicino al luogo in cui si tiene il party. Andrew è timido, vive con un padre alcolizzato e una madre malata terminale. Suo Cugino Matt è un ragazzo con la testa sulle spalle, appassionato di psicologia e sociologia. Steve è l'eroe sportivo della scuola, grande atleta, ottima prestanza fisica, capace di conquistare tutti col suo bel sorriso.
I tre ragazzi vengono a contatto con uno strano oggetto. L'esperienza è traumatizzante e allo stesso tempo eccitante. Solo che il giorno dopo, i tre cominciano a manifestare strane capacità. Telecinesi, capacità di volare, capacità di proteggere il proprio corpo come fosse circondato da uno scudo... e chissà cos'altro. All'inizio prendono questa cosa come un gioco, fanno scherzi più o meno innocenti, finché uno di questi finisce male, e quasi un uomo muore a causa loro.
Da quel momento Matt impone delle regole: non usare i poteri in pubblico, e non usarli sulle persone. Tutto sembra logico, ma Andrew non sembra d'accordo... è forse il più emotivo rispetto agl'altri, e spesso agisce d'istinto. Difatti, una sera, mentre il padre ubriaco tenta di picchiarlo, lui usa i poteri, e quasi lo uccide.
L'amicizia col cugino Matt si assottiglia, mentre quella con Steve si stringe. I due ragazzi, si scopre, hanno subito traumi simili, c'è più empatia... e Steve può essere la giusta valvola di salvezza per il ragazzo traumatizzato.
Solo che all'ennesimo trauma Steve non può essere lì per consolarlo, e la rabbia diventa incontrollabile. Andrew è il più forte dei tre, è quello con maggiore padronanza dei poteri, e sfrutta questa cosa per accaparrare i soldi necessari a curare la madre, o per lo meno, a farla stare bene. Per quanto dotato di super poteri, non può controllare tutto ciò che gli accade attorno, e un tentativo di rapina finisce male.
Si risveglia in ospedale, col padre che lo accusa di aver combinato un casino, e che nel frattempo la madre è morta. Ciò trasforma il ragazzo in una furia incontrollabile. E gli amici non potranno fare nulla per fermarlo... se non usando a loro volta i poteri.

Film drammatico che vuole raccontare in modo moderno la condizione della gioventù americana attuale. Da sempre nelle scuole ci sono ragazzi emarginati e ragazzi osannati, bulli e secchioni, fortunati e meno fortunati. Questa situazione è un ecosistema il cui equilibrio è da sempre instabile. C'è chi esce da scuola temprato e più forte, e chi invece si lascia travolgere dagli eventi diventando pericoloso, instabile.
Figurarsi se questa persona fosse dotata di poteri sovrannaturali...
Davvero ben realizzato, per quanto non ami troppo lo stile in formato found footage (falso documentario) che ogni tanto ci viene riproposto dall'uscita di The Blair Witch Project. Gli attori sono convincenti, la struttura è ben costruita, e gli effetti speciali - nell'inverosimile della situazione - sono credibilissimi. Ho apprezzato moltissimo il contrasto tra fragilità emotiva e robustezza fisica che il film ci propone.
Il film si ispira apertamente ad Akira, e a Carrie, ed è realizzato da giovani, in una produzione indipendente. E' quindi evidente ritrovare in questa pellicola delle semplificazioni tipicamente giovanili, ciò comunque non va a sminuire i contenuti, le intenzioni, e il risultato.

Da vedere!


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lunedì 12 maggio 2014

Wall-e

Glauco Silvestri
L'altro giorno sono tornato a vedere Burn-e, il simpatico cortometraggio che accompagna il bellissimo film di cui sto per parlare... e che ovviamente ho rivisto volentieri dopo aver solleticato il mio interesse grazie al corto visto poco prima.

Wall-e è probabilmente uno dei cortometraggi meglio riusciti dalla Pixar, non solo per la storia matura che racconta, quanto piuttosto per gli espliciti riferimenti all'atteggiamento globale della nostra società, e a ciò che esso potrebbe portare se non ci mettessimo un attimino in riga.
La prima parte del film è pura fantasia. Wall-e è un robot incaricato di fare pulizia sul pianeta terra. E' l'ultimo della sua serie a essere in funzione, e ha una spiccata curiosità... tant'è che non solo compie il suo lavoro, ma colleziona oggetti curiosi e vecchi film in VHS. A fargli compagnia è un piccolo insetto cresciuto su un pianeta ormai devastato e pressoché sterile. Gli uomini, infatti, hanno abbandonato la Terra ormai 700 secoli addietro - con la speranza vana di tornare dopo 5 anni, quando i robot avrebbero finito di fare pulizia - e si sono dispersi nello spazio.
Un giorno arriva una astronave. A bordo c'è una piccola sonda chiamata EVE. Lei ha un caratterino tutto pepe, e una direttiva tutta speciale... ovvero scoprire se la Terra è tornata fertile.
Per un caso fortuito Wall-e ed EVE, si incontrano e fanno amicizia. Ed è da questa amicizia che, innocentemente, Wall-e mostra a EVE il suo cimelio più caro, ovvero una piccola piantina che ha trovato, viva e vegeta, "dentro" un frigorifero.
EVE si attiva, prende la piantina, e chiama a raccolta la nave che l'aveva condotta sul pianeta. Quando questa parte in direzione della AXIOM, una mega nave da crociera terrestre, a Wall-e non resta che seguirla.

Storia romantica, l'amore tra due macchine dotate di intelligenza artificiale, ma soprattutto una storia che dovrebbe far rivelare il nostro amore per la Terra. Non è un caso che la città che Wall-e tenta di pulire era devastata da ipermercati della BNL (Buy N Large Corporation), tutto è enorme, la maggior parte è spreco, spazzatura, veleno per il pianeta. La Buy N Large, la mentalità umana, di vivere secondo le regole di un consumismo spregiudicato ha costretto la razza umana ad abbandonare il pianeta, ma non a cambiare abitudini, tanto che sulla AXIOM i terrestri sono tutti grassi e ormai incapaci di fare un qualsiasi sforzo fisico. Il rapporto tra simili avviene attraverso chat e sistemi olografici, lettini antigravità portano in giro le persone, robot pensano a tutti i bisogni, tutto è dettato da regole di consumo (mangia ora, gioca ora, vesti questo e quello, fa questo e quest'altro, non ti preoccupare di nulla e divertiti). La razza umana è ormai l'ombra di sé stessa e l'intera nave è in mano alle macchine, che ormai intelligenti quanto l'uomo, fanno da badanti cibernetiche ai loro creatori. In testa a tutti, fedele compagno del capitano della nave, è Nostromo... un robot che ricorda HAL9000 di Odissea nello spazio. Nostromo è convinto che la Terra sia ormai perduta, per cui, quando il capitano decide di tornare "a casa", si ribella... è in errore, ma è spinto da sentimenti più che comprensibili.

Insomma, una storia che dovrebbe farci riflettere, perché siamo ancora in tempo per cambiare rotta, ma è evidente che ancora non ci abbiamo neppure provato (e non tiratemi fuori gli striminziti trattati di Kyoto, per favore!).

Da vedere, assolutamente!



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sabato 10 maggio 2014

R.I.P.D.

Glauco Silvestri
Me ne hanno parlato al lavoro... di R.I.P.D. E me lo son visto volentieri. Un film scanzonato, divertente, basato su un'idea davvero interessante.

La storia ha inizio quando due poliziotti, a Boston, ovvero nick walker e bobby hayes, sottraggono una cassa piena d'oro durante un'operazione antidroga. Walker, però, si pente del gesto, e vorrebbe restituirla... Ma il suo partner - pur assecondandolo - non è d'accordo, e approfittando di una retata, uccide il collega a sangue freddo. 
Walker, subito dopo la morte, si ritrova in un ufficio del Rest In Peace Department, un agenzia celeste che recluta gli poliziotti defunti al fine di tornare sulla terra - in corpi ben diversi dai loro - per controllare le attività di alcuni spiriti malvagi celati sotto sembianze umane. Visto che accettare l'incarico potrebbe alleggerire il suo "giudizio" al momento opportuno, Walker entra nella R.I.P.D. e diviene partner di Roy Pulsipher, sceriffo del west morto più di un secolo prima.
I due, senza volere, scoprono che i demoni fanno incetta d'oro... e che questa attività ha tutt'altri scopi che pecuniari!

Come ho già detto, un film divertente, ben realizzato, con effetti speciali non invasivi e credibili. Non manca qualche citazione nascosta, ma ciò che rende la pellicola ancora meglio di quanto si potrebbe immaginare, sono le interpretazioni perfette di Jeff Bridges (Roy Pulsipher), Kevin Bacon (Bobby Hayes), e ovviamente Ryan Raynolds (Nick Walker). Il film per certi versi richiama un'altra coppia strampalata del cinema... mi riferisco agli agenti K e J dei Man in Black, e allo stesso tempo ricorda da vicino un altro kolossal dell'intrattenimento dedicato ai fantasmi, ovvero i Ghostbusters.

Un clima scherzoso, una trama che apre molte aspettative, e una buona CGI in appoggio, nonché l'interpretazione degli attori, rendono questo film un bel passatempo serale. Lo consiglio.


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venerdì 9 maggio 2014

Gravity

Glauco Silvestri
Quante discussioni ha scatenato Gravity alla sua uscita nei cinema? In effetti definirlo un film documentario (da parte di alcuni critici) ha alimentato un fuoco che altrimenti si sarebbe sopito in fretta. E' ovvio che per realizzare questa pellicola, la cui trama è riassumibile in: I russi hanno fatto casino, uno sciame di detriti nello spazio distrugge tutto ciò che è in orbita, compreso uno shuttle impegnato nell'aggiornamento di Hubble. Dall'incidente si salva un solo astronauta donna... che però non ha modo di tornare sulla Terra, se non attraverso espedienti alla Indiana Jones.

La fotografia del film è notevole, non c'è che dire. Specie l'introduzione, un bel quarto d'ora in cui è inquadrata la terra, e si vede lo shuttle comparire come un puntino, fino a diventare grande a sufficienza per capire cosa fanno gli astronauti. Immagini che fanno riflettere su quanto siamo piccoli e vulnerabili nell'universo, e allo stesso tempo, che fanno pensare a quanto siamo creativi, nonostante la nostra piccolezza.
Poi c'è l'incidente, e subito si storce il naso! I russi abbattono un loro satellite e fanno casino. I detriti dell'esplosione diventano mine vaganti capaci di compiere il giro del nostro pianeta in 90 minuti. Sempre i russi di mezzo... o fanno la parte dei cattivi, o quella dei casinari. Peccato che oggi, per mandare in orbita degli astronauti, gli americani siano obbligati a usare le Soyuz russe... e non abbiano un vettore tutto loro. Questo dovrebbe dirla lunga sulla competenza sovietica nei voli spaziali, no?
Poi ci sono gli AirLock, e qui solo quelli nel settore storcono il naso. Ma lo scrivono ovunque, e pare persino ovvio. Gli Airlock non si aprono verso l'esterno, bensì verso l'interno. Il motivo è semplice. Nel caso di rottura, una volta aperto il portello, la conseguente decompressione ne impedirebbe la chiusura manuale. Se invece l'airlock si apre verso l'interno questo problema non si verifica perché è proprio la differenza di pressione a mantenere chiuso il portello (e salvare la vita agli astronauti).
Poi c'è la Soyuz. Il veicolo non è pensato per le EVA, per cui non possiede maniglie di ancoraggio all'esterno della sua struttura.
Poi ci sono i viaggi da Shuttle a ISS, e poi da ISS alla stazione cinese. E' evidente che muoversi nello spazio, ma più in particolare nell'orbita terrestre, non è come muoversi sul suolo del nostro pianeta. Per andare da A a B, ma soprattutto per cambiare orbita (ovvero allontanarsi dal pianeta, o avvicinarsi al pianeta), c'è bisogno di spinte molto potenti... non è un caso che si usano razzi enormi per andare in orbita partendo dal suolo terrestre. E' pressoché impossibile che un JetPack possa fare ciò che fa nel film, e che la Soyuz di salvataggio della ISS compie con i soli razzi di atterraggio per raggiungere la stazione cinese.
Vogliamo parlare delle tute spaziali? Dico solo che non le si indossa come con i vestiti normali, hanno più strati uno sull'altro, c'è bisogno di assistenza per indossarli, e soprattutto - sotto la tuta - non si indossa solo un pantaloncino e una cannottiera.
Il periodo di addestramento? Soli 6 mesi? Seguo il blog di una aspirante astronauta dell'ESA, sono tre anni che lavora per prepararsi alla sua missione. Mi fermo qui!
E infine il rientro. Per rientrare è necessario utilizzare una traiettoria ben precisa, e orientare la capsula in modo tale che gli scudi termici proteggano il veicolo dal calore sprigionato dall'attrito con l'atmosfera. Nel film, invece, la capsula cinese rientra ruotando su sé stessa, in una caduta incontrollata, senza calcolo di orbita e quant'altro. Le conclusioni le lascio tirare a voi.

Però il film ha dei numeri. Se la trama è semplice, quasi banale, il film è comunque efficace. La Bullock mostra un ottima prova artistica. Riesce a esprimere la vasta gamma di emozioni che una persona, lasciata sola in un ambiente ostile, si troverebbe a esprimere. Davvero brava e davvero in forma per i suoi 49 anni (classe 1964). Insomma, lasciamo perdere i dettagli di qui sopra, difatti è ovvio che al cinema si debba scendere a certi compromessi per motivi di sceneggiatura e di realizzazione tecnica. Lo si guarda volentieri e piacevolmente... appare ovvio che è pensato per il 3D, ma si gusta anche in 2D (per chi quegli occhialetti non li sopporta proprio).
Una nota di demerito al supporto. L'audio in italiano è notevolmente compresso e a volte i bassi risultano fastidiosi. L'audio in lingua originale è molto, molto meglio.


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mercoledì 7 maggio 2014

Il Favoloso Mondo di Amelie

Glauco Silvestri
Quale personaggio preferite di questo film? Io sono affascinato dal nanetto. C'è stato un periodo in cui pensavo pure di copiarne l'esperienza, in un qualche modo, magari creando una sorta di blog in cui postare foto delle località che visitavo con un oggetto fuori luogo che si ripetesse in ogni foto.

Va be', Il Favoloso Mondo di Amelie è forse una delle poche commedie francesi che ho apprezzato veramente. Si tratta di un film surreale, la cui comicità non è dovuta tanto dalla storia che racconta, piuttosto dai personaggi che ne compongono i tasselli fondamentali. Amelie è una ragazza semplice, cresciuta in una famiglia con tanti problemi. Lei non è mai andata a scuola, la madre si occupava della sua istruzione, visto che il padre medico credeva che la bimba avesse gravi problemi cardiaci... solo perché si emozionava molto quando aveva contatti ravvicinati col genitore.
Da grande, Amelie scopre nascosta nel proprio appartamento una vecchia scatola, all'interno di essa ci sono vecchi ricordi di bambino. Lei decide di scoprire di chi fosse, e di restituirla. Dopo una breve investigazione, la ragazza trova il proprietario, e vista la propria estrema timidezza, gli fa avere la scatola con un sotterfugio, uno stratagemma, che solo la sua grande fantasia poteva immaginare.
Quell'esperienza spinge Amelie a tentare di nuovo, a fare qualcosa di buono per il prossimo, a migliorare la vita degl'altri. Ma a migliorare la vita di Amelie, chi ci pensa?

La storia di questa ragazza è davvero carina, appassionante, divertente, e anche romantica. E' bello vedere che fare del bene per gli altri, per di più in modo fantasioso, porta poi qualcosa di bello anche per sé stessi. E' un messaggio potente, quello che il film trasmette. E allo stesso tempo le risate sono assicurate. I personaggi sono tutti unici, con qualche psicosi, con problemi emotivi... un po' come nel mondo reale, ognuno cerca di campare come può, cercando di aggrapparsi alle poche certezze che riesce a ottenere, e... lottando come Don Chisciotte contro i mulini a vento, per far sì che quelle certezze non svaniscano come una nuvola di vapore. E' così che la commedia diventa un viaggio introspettivo nelle debolezze delle persone, e ci racconta come esse possano essere superate, a volte semplicemente con un po' di coraggio, altre con un po' di fantasia.

Davvero un bel film, da vedere.



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martedì 6 maggio 2014

Hunger Games - La ragazza di Fuoco

Glauco Silvestri
Avevo visto il primo, per cui quando mi è capitata l'opportunità, nonostante i trailer cinematografici non mi avessero colpito (e soprattutto, nonostante abbia gli ebook in casa, non abbia ancora deciso di iniziare a leggerli) ho giocato il jolly e mi son visto anche questo secondo capitolo.

Hunger Games - La ragazza di Fuoco ha inizio dove era finito il primo capitolo della saga. Katniss è tornata a casa incolume dopo aver vinto la 74° edizione degli Hunger Games. La vittoria la costringe a cambiare vita e ad abbandonare i propri familiari, e soprattutto gli amici. Lei è costretta a intraprendere una sorta di tour dei vari distretti, il cosiddetto Tour di Victor. Ciò che però la sua vittoria scatena è difficile da notare, se non in qualche dettaglio, ma la ribellione è in atto - e gli alti vertici se ne sono resi conto. La ragazza è una scomoda presenza. Lei stessa se ne rende conto.  Ma non può essere fatta fuori così... in bella vista. Per cui, per tenere a freno le folle, vengono organizzati i nuovi Hunger Games... solo che questa volta, in gioco, non ci saranno dei poveri selezionati a caso. Saranno i vincitori a scontrarsi l'uno contro l'altro. Katniss sa già... che in questi Hunger Games, dovrà guardarsi le spalle attentamente, perché sulla sua testa pende una taglia inimmaginabile.

Se l'idea alla base di Hunger Games è interessante, la sua realizzazione non lo è altrettanto. Questo secondo capitolo è lento, melenso, noioso. La parte dedicata agli Hunger Games vera e propria è relegata al finale del film, e resa effimera da una serie di trappole che finisce per eliminare prevalentemente quelli che avrebbero dovuto dare la caccia - questa più o meno è la premessa che si evince durante i brevissimi allenamenti - alla giovane Everdeen. Non mancano scene interessanti, ma è tutto molto blando. Anche l'aria di rivolta si percepisce appena ed è mal proposta. Ben disegnata invece è l'opulenza del ceto ricco. Gli avversari sono tagliati col coltello, quasi sagome di cartone con una sola attitudine, un carattere piatto, e un fisico atletico. Il cast stellare aiuta poco. I grandi nomi sembrano quasi comparse di fronte all'assieme. Ottime le scenografie, davvero ben curate. Anche gli effetti speciali sono ben tarati e la CGI non disturba, se non in brevi e sparute sequenze.
Pregi e difetti, quindi... ma la carenza peggiore è probabilmente in una trama che tende a ripetersi e che porta a un finale scontato. A poco servono i colpi di scena. E' evidente che Katniss Everdeen [spoiler]non può morire[fine spoiler].

Si guarda? Sì. Specie come ho fatto io, in un uggioso pomeriggio di pioggia torrenziale ai primi di Maggio.



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lunedì 5 maggio 2014

Sono Stato Nominato!

Glauco Silvestri
Mannaggia Tim... che brutto scherzo che mi hai fatto. Erano secoli che i Meme non mi toccavano, e stavo già cominciando a credere che "facendo il finto morto" ero riuscito a sfuggirne per sempre. Ma nulla è per sempre, giusto?

Ma passiamo a 'sta rott... ehm... bellissima iniziativa. Le regole son queste:
  1. Ringraziare chi lo ha premiato nominandolo esplicitamente nel post.
  2. Rispondere alle domande di chi lo ha premiato.
  3. Premiare altri tre blog che abbiano meno di 200 followers meritevoli del premio Liebster.
  4. Comunicare ai diretti interessati la vittoria di questo prestigiosissimo premio.
  5. Fare altre dieci domande a cui i premiati dovranno rispondere.

Ovviamente ringrazio tantissimo Tim per questa bellissima occasione e per avermici coinvolto. E prometto che prima o poi, quando mi sarò rimesso in ordine, mi presenterò per quel caffè che già da troppo tempo è rimasto in sospeso, ma che non mi dimentico mica, eh?

Blog con meno di 200 followers da nominare? Oddio... o ti rinomino; o nomino Ariano, che del resto ha nominato te; o mi autonomino... è parecchio tempo che non seguo con attenzione i blog della vecchia guardia, e neppure ho nuovi blog in elenco... difatti, mi son perso per strada. Ormai seguo qualche big della vecchia guardia, nomi da 1000 followers al giorno, e il caro Luca, e pure Simone, che comunque credo sforino entrambi la quota massima imposta dal giochino. 
Ci devo pensare su... E son pure un po' preso per riuscire a buttare giù altre 10 domande intelligenti. Per cui credo che farò ciò che mi riesce meglio, ovvero interrompere le catene di Sant'Antonio. Sorry... non voletemene! Son fatto così!

Ma passiamo alle domande, così passa il malumore per l'affronto di qui sopra!
  1. So che ami Bologna e quotidianamente addobbi la tua pagina FB con foto della tua città. Qual'è la zona di cui hai i ricordi più belli? E perché?
    I giardini Margherita. Da piccolo, tutte le domeniche, mio babbo mi ci portava per giocare con il Libeccio (nome del mio rimorchiatore filoguidato che facevo navigare in una vasca apposita del parco... oggi non più esistente). Da grande ci ho fatto le mie prime passeggiare con Alessandra, in piena fase di stalk...ehm... intorto!
  2. Loriano Macchiavelli, Barbara Baraldi, Gianfranco Nerozzi, Carlo Lucarelli. (volevo citare Sandro Sermenghi, ma qui saresti... di parte, anche solo per assonanza del nome!): metti in ordine di piacimento i nomi di questi scrittori della tua terra. O ce n'è qualcun altro che secondo te vale di più?
    Barbara Baraldi è in cima alla lista... forse un po' perché è mia amica, ma soprattutto perché amo davvero la sua scrittura. Carlo Lucarelli viene meritatamente al secondo posto; mi ha appassionato tantissimo, anche se a titoli alterni (non amo tutti i suoi libri, ma il suo stile è solido e funziona benissimo) l'ho pure incontrato moltissimi anni fa, quando ancora aspiravo a diventare scrittore. Altri tempi... Però, forse ti sorprenderò, questi sono gli unici due autori della mia terra che ho letto assiduamente.
  3. Sei anche appassionato di pittura: chi è il pittore che ti ispira di più?
    Turner, inglese. I suoi lavori sono carichi di energia, trasmettono emozioni forti. Possono piacere o non piacere, ma lasciano sempre il segno. E poi Monet, francese. Tra gli italiani vado a cercare un bolognese, Guido Reni... ogni volta che vado alla Pinacoteca rimango incantato dai suoi lavori.
  4. Sei scrittore, quindi la domanda sull'argomento scatta automatica. Lo so che è scontata, però la faccio lo stesso: qual'è il tuo personaggio o la tua serie che ti ha fatto sudare di più perché avevi tutto in testa, ti piaceva da morire, ma non riuscivi a trasporre sulla pagina le cose come volevi?
    Gionata Guastaferro. Lui è un inventore, un esploratore. Vive in una Bologna alternativa a quella che conosciamo, in un mondo alternativo a quello che conosciamo. E' parte di una saga SteamPunk che avrebbe dovuto proiettare l'inventore nel... non svelo l'idea, visto che ancora non sono riuscito a portarla a compimento. Però mi ha fatto faticare tanto, e tutt'ora sono in alto mare sulla carta, mentre in testa è tutto già scritto.
  5. Restiamo in tema di citazioni... dotte (d'altra parte tu sei di Bologna!): se tu avessi previsto tutto questo, dati, causa e pretesto, e le attuali conclusioni, avresti fatto tutto nello stesso modo o c'è qualcosa che avresti voluto fare diversamente nella tua vita?
    Probabilmente no. Non avrei percorso la mia vita così come ho fatto. Ma non perché ciò che ho oggi non mi piaccia, piuttosto perché se si cambiano le variabili iniziali, si finisce per cambiare l'intero percorso, consapevolmente e inconsapevolmente. Non tutto ciò che sono oggi salta fuori da scelte ponderate, alcune cose son saltate fuori per caso, altre... comincio a crederci, dal destino.
  6. Qual è lo sport che ti sarebbe piaciuto praticare, ma non hai mai fatto (vale tutto, anche il trangugiamento del tortellino con rincorsa)?
    Non sono mai stato un grande sportivo, non perché non ami lo sport, piuttosto invece perché non riesco a essere competitivo... Quando vedo qualcuno che si sforza tanto per battermi a un gioco, mi viene istintivo lasciarlo vincere (se ci tiene tanto!). A me piace il percorso, non il risultato. In passato mi sono dedicato al Tennis, alla bicicletta... Oggi corro solo per tenermi in forma, ma con un ginocchio malandato e altri problemini fisici, non riesco a fare più di tanto. Cosa avrei voluto praticare? Il nuoto! Ma quando mi tuffo in piscina comincio sempre a sentirmi poco bene. Non sono mai riuscito a imparare bene a nuotare - anche se riesco a starnazzare e a muovermi goffamente. E' una cosa strana, mi capita sin da quando ero piccino. Ai corsi di nuoto finivo sempre per ammalarmi... che sia una allergia all'acqua?
  7. Sempre in tema di sport: so che Bologna è sempre stata divisa tra i bolognesi del calcio e quelli del basket. Tu a quel categoria appartieni?
    Anche in questo caso sono un Bolognese atipico. Non amo né il calcio, né il basket. Temo dipenda dal fatto che a scuola, durante le ore di attività fisica, si giocava a calcio e a basket (pure a baseball, ma questa è un'altra storia...) e io ero scarsissimo in entrambi gli sport. Ma perché ci si dimentica sempre che Bologna ha anche un'ottima storia sportiva nel football americano?
  8. "Signore è stata una svista, abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista. Signore se lanci uno strale, sbaglia mira per favore, non farmi del male" cantava Ivan Graziani tanti anni fa. Anche tu hai imbracciato la chitarra per un bel periodo (e spero lo faccia ancora). Qual'è il musicista o il gruppo a cui ti senti più legato, che rispecchia meglio il tuo modo di intendere la vita?
    Non riesco a rispondere a questa domanda. Ho gusti musicali piuttosto eclettici, la mia collezione iTunes ha più di 90Gb di brani, con autori che vanno dalle canzoni in dialetto bolognese, al Metallo, con escursioni nel Pop e nella Classica. Faccio fatica a identificarmi con un artista specifico... pensa che quando ascolto la musica faccio partire iTunes con la scelta casuale dei brani.
    PS. Non suono più... Spero però di riprendere, quando mi sarò "sistemato".
  9. Non ti faccio una domanda diretta di politica perché specie in questo periodo potrebbe essere fraintesa da chi legge. Però ti chiedo: cosa è mancato secondo te nelle scelte sociali in questi ultimi decenni che ci ha fatto arrivare a questo punto?
    Cos'è mancato? Tutto. Io credo da un bel pezzo nel nostro paese non si fanno scelte veramente sociali. Dietro a ogni scelta c'è una necessità superiore, e "mirata". Ogni volta che sento parlare di democrazia, a mio modesto parere, mi sembra che venga fatto a sproposito.
  10. Ultimo ma non ultimo. Normalmente si chiede: cosa ti piacerebbe avere, fare, cos'è che ti è mancato. Io ti chiedo invece: qual è una cosa bella nella tua vita attuale?
    Alessandra.
 E con questo ho finito... no, va bene, ho deciso, coinvolgo Simone. Ora tocca a lui (spero non mi odierà per questo). Scelgo lui perché è una persona che mi incuriosisce. Anche lui sempre in evoluzione. Ci siamo pure visti a quattr'occhi, ai tempi di 31 Ottobre. Ma bando alle ciance: ecco le dieci domande.
  1. Ti ho conosciuto che entrambi facevamo gli scrittori esordienti. Oggi questa parentesi si è chiusa, credo, per te. Cosa ti manca di quel periodo? Cosa conserveresti di quel periodo? Cosa invece ti ha deluso di quel periodo?
  2. Come me hai la musica nel sangue... o meglio, il ritmo, visto che ho intravisto le tue performance alla batteria. Raccontati in qualità di musicista, cosa ti dà la musica, perché hai cominciato e... stai facendo progressi? Hai un gruppo? Suoni in pubblico?
  3. Sei ingegnere, sei stato scrittore, suoni la batteria, e stai studiando per diventare medico. Un vero spirito poliedrico. Dove ti vedi tra qualche anno? C'è qualche disciplina che ti intriga ma non hai ancora avuto il coraggio di provare?
  4. So che amavi scrivere storie di fantascienza ma... Se non ricordo male hai fatto per molto tempo il volontario sulle ambulanze. Hai mai pensato di scrivere dei racconti sulle tue esperienze vissute in questo ambito? Perché sì? Perché no?
  5. Lo sport... mutuo l'argomento dalle domande fattemi da Tim. Sei Romanista o Laziale? E soprattutto, perché?
  6. Roma è la capitale. Immagino ti viva quotidianamente ciò che noi leggiamo solamente sulle pagine dei quotidiani. Qual è il tuo rapporto con la politica? Come si mostra, nel quotidiano, nella tua città?
  7. Roma è la capitale, ed è forse la città più celebrata in campo musicale. Lo ammetto, sto pensando a Venditti. Ricordo ancora, nel lontano 1992, quando durante il servizio militare riuscii ad avere un permesso per andare al Circo Massimo ad ascoltarlo. Tu come vivi la musica dedicata alla tua città? Ci sono cantautori, gruppi, famosi e non, che apprezzi?
  8. Ormai non sei più un ragazzino, sei un uomo fatto, e allo stesso tempo sei ancora una persona che si mette in gioco con nuove sfide. Non sono in molti che, avendo già un titolo di studio e un lavoro, decidano di intraprendere un percorso differente. Come ti vedi allo specchio? Cosa ti piace di te? Cosa non ti piace di te?
  9. L'estate sta per arrivare (nonostante il clima piuttosto volubile), la prova costume è alle porte. Io però ho in mente l'immagine coatta che girava l'anno scorso delle due ragazze romane in spiaggia ad Ostia. Come ti vedi, in vacanza? Sei parte, o vorresti far parte, dello spensierato classico stereotipo  "romano" (senza volerlo criticare, sia chiaro, ogni città ha i suoi stereotipi... noi per esempio abbiamo gli Umarels)?
  10. Ma lo sai che è difficile arrivare a 10 domande tutte d'un botto? Anche perché poi non è che ti conosco molto bene, e soprattutto, ancora oggi mi rammarico di non aver accettato, quella sera, il tuo invito ad unirmi alla tua compagnia per una birretta dopo la presentazione di 31 Ottobre. Quella era stata una giornata di tensione, non solo per la presentazione, ma anche per questioni personali che non ho mai rivelato, e tutt'ora preferisco tenere per me. Acqua passata, ovviamente, ma tu e Tim siete nell'elenco delle birrette mai spese in compagnia. Nella speranza che un giorno si riesca a rimediare, qui ti chiedo se c'è un personaggio, famoso o non famoso, con cui vorresti spendere un po' di tempo, a un tavolino, con una birra davanti e tempo per le chiacchiere...
Bene, ho finito. E' stata una faticaccia. Ora vi lascio con un brano, che cantai a squarciagola al Circo Massimo tantissimi anni fa.




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La prima Antologia: Fantascienza

Glauco Silvestri
Sono diverse settimane, ormai, che ho cominciato a imbastire quello che - credo di aver già rivelato su questo blog - era mia intenzione di fare in questo 2014.
Ho raccolto tutti i racconti scritti in oltre 25 anni di attività (non pensiate siano tantissimi, considerate che ho lavorato anche a molti romanzi, per cui non sto parlando di centinaia di racconti... sono un po' meno!), li ho divisi per genere, e ora è giunto il momento di preparare le singole pubblicazioni.

Ho deciso di partire con la fantascienza. Sono 16 racconti di varia lunghezza, scritti a partire dal 1992, fino al più recente che è datato 2013. L'antologia - attualmente - misura 65 pagine in A4. Più o meno il doppio in formato PaperBack.

Ovviamente il lavoro non è ancora stato ultimato. C'è molto da fare. Non è sufficiente raccogliere i vari files di testo in un unico documento, allegare la copertina, e pubblicare l'ebook. Molti racconti son stati scritti con word processor che non esistono più: parlo di Wordstar e Word 6, entrambi funzionanti sotto DOS. Altri sono stati scritti con Word 95, su Windows 95. Altri ancora sono stati scritti sul mio primo Mac, con il Word incluso in Office 2001. Poi Office 2004, NeoOffice (ovvero l'OpenOffice per Mac, quando OpenOffice non era ancora disponibile su Mac), e oggi Pages.
Alcuni files sono stati difficili persino da aprire e convertire!

La prima fase è stata proprio quella relativa alla conversione dei files, e al loro raggruppamento in un unico contenitore.

La seconda fase, dopo aver radunato tutto quanto, è stata quella di uniformare tipograficamente tutti i testi - una faticaccia, ve lo garantisco - e non ho ancora finito, mancano ancora alcuni dettagli.

Terza fase: la rilettura di tutto quanto. Ciò mi porterà a fare correzioni ai testi. Sono ancora indeciso se lasciarli il più possibile fedeli agli originali, per mostrare la mia evoluzione stilistica (ma ha senso? In fondo ho deciso di pubblicarli in ordine alfabetico in base al titolo, e non in base all'epoca in cui furono scritti... visto poi che le date precise si sono perse a causa dei vari travasi tra sistemi operativi differenti, conversioni, editing fatto a quei tempi, eccetera eccetera), o risistemare tutto al meglio - per le mie limitare capacità - così da renderli più appetibili.
Anche questa terza fase richiederà parecchio tempo. Mi piacerebbe riuscire a pubblicare l'antologia per giugno... ma temo che avrò bisogno di maggiore tempo per ottenere qualcosa che mi soddisfi realmente.

E la copertina? Ho pensato, per tutta la serie di antologie, di usare una copertina comune, con differenze nei dettagli, che richiamasse l'idea di univocità del progetto. Per cui le collezioni cadranno sotto la stessa nomea di "Novelle Fatte a Mano". Il disegno richiamerà uno dei miei Finger Painting, e blà blà blà... La faccio breve: una prima bozza è qui accanto.

Questo è tutto, per ora. Spero di riuscire a offrire questo mio nuovo lavoro il più presto possibile. Ovviamente verrà distribuito attraverso Amazon, come quasi tutti i miei ebook, ma per questi dettagli c'è ancora tempo, e scriverò sicuramente qualcosa non appena sarà il momento giusto.

Per ora non posso che augurarvi buona lettura, che sia dei miei ebook, o di libri di altri autori.


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