mercoledì 28 agosto 2013

Mystic River

Glauco Silvestri
Mystic River racconta la storia di tre amici inseparabili che crescono assieme nel quartiere operaio di Boston. Un giorno, due malviventi dichiaratisi come poliziotti, prendono come scusa un gioco innocente dei tre per prelevare/rapire Dave. Quattro giorni d'inferno, una fuga miracolosa, e l'intervento delle forze dell'ordine non possono cancellare questa esperienza, che segnerà Dave indelebilmente, ma anche Jimmy e Sean.
25 anni più tardi i tre "ragazzi" saranno semplici conoscenti, le loro vite sono cambiate. Se Dave si è costruito una vita con una donna dalla pazienza e il cuore infiniti, Jimmy diventa un mezzo delinquentello, e solo la morte della sua prima moglie, e la nascita della sua prima figlia, lo porteranno lontano dalla prigione. Per Sean, invece, c'è la giustizia. Una vita da poliziotto, una moglie fuggita da casa senza motivo, una vita coperta da crimini da scovare, e tormenti da superare.
Poi... il destino dei tre ragazzi converge nuovamente. E' una tragedia a riunirli. L'uccisione della figlia di Jimmy. E nella stessa notte Dave torna a casa coperto di sangue. Mentre la moglie di Dave cerca di coprire e scoprire ciò che ha fatto il marito, sospettandolo di aver commesso quella atrocità, Sean investiga per vie ufficiali. Jimmy, invece, riattiva il suo vecchio giro per investigare a sua volta, ma con metodi più ortodossi.

Si tratta di un Thriller dalle atmosfere drammatiche. La vita dei tre ragazzi è spremuta come un limone e da ogni goccia si può trarre solo sofferenza e dolore. Avevano 11 anni quando la loro serenità venne spezzata, e nulla ha potuto cambiare ciò che quel giorno ha prodotto nella loro crescita. Il delitto è quasi una scusante per scavare negli animi di questi tre personaggi: lo spavaldo Jimmy, il pacato Sean, e il timido Dave. E' una iperbole incontrollabile di eventi che finisce per sorprendere, stupire, inorridire. Il sangue, la violenza, la rabbia, i pianti, il rimorso sono... ingredienti fondamentali che la regia sublime di Eastwood incornicia in una pellicola davvero toccante.
Da vedere, assolutamente. E magari vale la pena pensare di leggere il libro da cui è tratto.






martedì 27 agosto 2013

K-Pax

Glauco Silvestri
E' fantascienza? Oppure si tratta di un film drammatico? K-Pax è sicuramente una pellicola che lascia il segno e che sa affascinare anche a distanza di anni. Tutto è dovuto alla bravura degli interpreti, un Kevin Spacey straordinario, e un notevole Jeff Bridges. Ma è la storia il punto cruciale su cui dobbiamo concentrarci.

Prot arriva nello studio del Dottor Powell dopo essere stato fermato dalla polizia. E' una persona che al colpo d'occhio potrebbe sembrare normalissima, se non fosse che è completamente immune a dosi da cavallo di tranquillanti, che il suo spettro visivo comprende anche gli infrarossi, che ha nozioni di astronomia forse superiori ai migliori astrofisici americani... e soprattutto, per il fatto che afferma di provenire dal pianeta K-Pax, sito nella costellazione della Lira.
Il dottor Powell è ovviamente scettico al riguardo, e comincia a studiare il suo nuovo paziente con grande attenzione. E' convinto che sia solo una questione di tempo, e che prima o poi riuscirà a stabilire un contatto con la vera personalità che Prot nasconde, ma non è così semplice, anche perché Prot afferma che tornerà sul suo pianeta il 27 settembre, per cui il tempo a sua disposizione è estremamente limitato.

Bellissimo. Devvero Bellissimo. Strepitoso. Fino all'ultimo si rimane con il dubbio che davvero Prot sia alieno. I dettagli che Spacey mostra con il suo stile superbo, la razionalità costretta al dubbio di Jeff Bridges, e la schiera di "matti" che sono ospitati nella clinica non fanno altro che alimentare questa o quella opinione. Se in certi momenti appare chiaro che Prot è umano, in altri invece ci si convince che lui sia qualcosa di differente. E poi - per noi scafati della fantascienza - si può sempre pensare che l'alieno abbia usato un corpo umano come tramite per poter visitare il nostro pianeta, chissà!
E così il film scorre nell'inquietudine, non disdegnando momenti ilari, e momenti di tensione. Lo spettatore, così come anche chi recita, si barcamena costantemente su un filo da equilibrista che, da un momento all'altro, potrebbe farlo cadere nel vuoto. Un film indimenticabile!






domenica 25 agosto 2013

La Fattoria degli Animali

Glauco Silvestri
Orwell, nelle sue opere, ha la capacità di pugnalare la società umana dove meno se lo aspetta. Con La Fattoria degli Animali egli si presenta come se volesse raccontare una fiaba, la storia di una Fattoria Padronale gestita dal signor Jones, ove gli animali si ribellano e ne prendono il controllo. Tutto ha inizio con un vecchio gallo, che dal suo trespolo - dopo aver radunato tutti gli animali della fattoria - instilla nelle menti di questi ultimi lo spirito di ribellione. Il gallo sottolinea il fatto che Jones sfrutta tutti quanti senza dare loro nulla in cambio, e per ciò afferma che - prima o poi - i tempi potrebbero essere maturi per scatenare una vera e propria rivolta.
Tempi che giungono anche abbastanza in fretta, anche se il gallo non è in grado di vederli perché morto pochi giorni dopo alle sue dichiarazioni. L'annata non favorevole porta Jones a dare più attenzione alla bottiglia che ai propri terreni. I suoi uomini non sono all'altezza della situazione e ciò scatena il panico tra gli animali, che persa la guida, decidono di scatenare la rivolta. I pochi braccianti presenti alla fattoria fuggono a gambe levate, e così la fattoria diventa "davvero" proprietà degli animali. Essa viene ribattezzata in "Fattoria degli Animali". Sulle pareti del granaio vengono scritte le sette regole del "buon vivere", ove si condanna la presenza dell'uomo e si esalta la collaborazione tra i vari animali. E all'inizio tutto sembra andare per il meglio, visto che tutti, a parte forse il gatto, si danno da fare perché il nuovo regime funzioni. Ognuno, per le sue capacità, si dedica anima e corpo a far divenire realtà questo sogno ma... ciò non dura a lungo. I più intelligenti della fattoria, i maiali Napoleon e Palla di Neve, governano saggiamente per un certo periodo, ma in seguito a un tentativo da parte di Jones di riprendersi la fattoria, il governo "animale" cambia direzione. Cacciato Palla di Neve dalla fattoria, Napoleon comincia a governare come fosse un vero e proprio despota. Contornatosi da lacchè e cani feroci, egli riesce a tenere strette le redini della fattoria e... in breve tempo il suo regime tramuta a tal punto da non essere più riconoscibile rispetto al precedente operato umano.

Il libro è ovviamente una critica alle fondamenta della società umana. I concetti positivi, le ideologie ispirare al benessere comune, il sogno di una vita migliore, sono i motori principali di ogni azione umana, ma... tutto ciò è inevitabilmente sporcato dalla bramosia di potere, dall'egocentrismo, dall'avidità... non ricordo chi lo disse ma la frase "date a un uomo una vanga, e lui non la userà per coltivare la propria terra, ma per darla in testa al suo vicino, così da prendersi anche la sua terra". Ecco, forse le parole non sono proprio fedelissime alla citazione che avevo intenzione di darvi, ma il concetto è evidente e non devia da quanto lo stesso Orwell ci racconta in questa... favola!
E suppongo non sia un caso che gli animali sostituitisi ai padroni umani siano proprio i maiali...





venerdì 23 agosto 2013

Il Colore Viola

Glauco Silvestri
E' da molto tempo che ho Il Colore Viola in lista d'attesa. Qualcuno di voi avrà visto il film (che tra le altre cose rese famosa Whoopi Goldberg), altri avranno sia visto il film, sia letto il libro. Io ho solo ricordi sfumati della pellicola, che ho visto moltissimi anni fa (si parla del 1983) e non ho più avuto occasione di rivedere. L'occasione di leggere questo libro è giunta quasi per caso, spinto proprio dal colore viola, che piace molto a una persona a me cara.

Il libro narra di una ragazza Celie, siamo nell'America degli anni '20, violentata dall'uomo che credeva essere suo padre, privata dei due figli, sposata a un uomo che odia. Lei è una giovane donna di colore il cui destino gioca duramente con la sua vita. Oltre ai soprusi subiti, viene separata anche dall'amata sorella Nattie, che finirà missionaria in Africa. Per trent'anni Nettie scrive a Celie lettere che questa non riceve mai, mentre Celie, oppressa dalla vergogna della sua condizione, riesce a scrivere solo a Dio. Sarà l'amante del marito, una affascinante cantante di blues, a cambiare il colore della sua vita, insegnandole a ridere, giocare, amare.

E' una storia controversa, dura, in certi punti difficile da digerire. Era un'altra epoca, in un paese molto diverso - culturalmente - dal nostro. La schiavitù era stata abolita da poco e il servilismo dei neri era ancora... preteso dai bianchi. Celie nasce in un contesto davvero crudele, e la sua vita sembra accumulare solo terribili esperienze. Il romanzo fa arrabbiare nelle prime parti, perché lei non riesce a ribellarsi a quanto le accade; ma poi le pagine si avvolgono di speranza quando la vita di Celie, nonostante tutto, comincia a virare verso qualcosa di differente. Trent'anni sono tanti, la gente matura, comprende, capisce, e si rende conto che certe azioni terribili erano figlie di un'epoca, piuttosto che di una volontà dei singoli. E così c'è il grande abbraccio finale, la riconciliazione, la comprensione che si sviluppa attraverso la presa di coscienza di sé stessi e di ciò che circonda i personaggi. Il mondo si allarga. Tutto diventa più sfumato, e allo stesso tempo colorato, appetibile, disponibile.
E' un romanzo forte che forse vede l'unica sua debolezza nella struttura epistolare che lo determina. Non amo questo genere di stile narrativo, ma qui prende forma di una specie di diario, un diario a due caratteri, quello di Celie, e quello della sorella. Fatta l'abitudine allo stile spigoloso che l'autrice dona alla scrittura di Celie, tutto scorre in modo perfetto... da brivido, sia per ciò che viene raccontato, sia per come viene raccontato.

C'è un punto, in particolare, che mi ha fatto riflettere. E' il momento in cui i neri d'Africa raccontano a Nattie la storia di Adamo ed Eva, che è quella che conosciamo anche noi, ma che loro si sono tramandati in modo più... approfondito, tanto da affermare che in realtà Adamo non fu il primo uomo in assoluto, bensì il primo Uomo Bianco venuto al mondo. La cacciata dall'Eden coincide con la cacciata del diverso dai villaggi di neri... non è un caso, afferma la popolazione africana, che tra i neri capita nascano degli albini, ma non viceversa... da una coppia bianca non può nascere un bimbo nero. E' interessante, non trovate anche voi?

giovedì 22 agosto 2013

Solaris

Glauco Silvestri
Solaris* is a movie with gentle pace; it's thoughtful; it's evocative. It's caught on the original novel by Stanislaw Lem. It's a movie that needs concentration, and desire to project themselves in a world outside of the rational we're used to.
It's also a great remake of the 1972 movie, where Clooney is shown in a whole new role respect to the usual characters we see him normally. He plays the role of a psychologist (Chris Kelvin) mandated to reach the space station Prometheus to investigate on its sudden loss of contact with the planet Earth.
When he came on board, he discovers that the commander of the station - his old friend - committed suicide, and that all other scientists that are survivors themselves are succumbing to the mysteries of Solaris, a particular cosmic phenomenon that the Earth wants to study to see if it can be used to get cheap energy from it.
The influence of Solaris, however, undermines the psychologist , that after the first night spent on the space station, is facing his own ghosts of the past, inexplicably materialized in his room. This will force him to deal with his conscience, his memory, his own desires and fears.

The film is driven by a metronome that beats time slowly. Soderbergh and Cameron does not fail to paint the peculiar situation by exploiting the characters inner voids compared to the deep space. The strange natural phenomena that appear out of the orbiting station is an heavy presence. Characters are skilled in proposing dialogue with gestures and emotions that the human mind tends to attenuate to listen to the instinct of survival. All the cast offers the best of themselves in the interpretation of roles, and to paint a true portrait of the soul in motion.
Do not expect heart-pounding scenes, and even do not expect cold chills... and also do not expect explosions and special effects that today all action science fiction movies offer us (often misplaced). This movie offers a spiritual journey. As the plot is intense and not without moments of terror or panic, there is a delicacy on the back, a absolute reflexivity, a sort of survey of more planes of existence. For those who are expecting something much more "active", it could take the boredom. But in its genre is a movie that must not have to be underestimated.


* I wrote this review in english because I saw this movie in this language.




martedì 13 agosto 2013

Aspettando Ferragosto...

Glauco Silvestri
Come sapete, il 10 di agosto è stato per me un giorno speciale. Forse non l'ho vissuto come avrei voluto, ma la vita è fatta di compromessi continui, e bisogna sopportare e andare avanti senza mai crucciarsi troppo... e magari col naso all'insù nella speranza di vedere una stella cadente.

Il 10 di agosto, proprio in occasione di quell'evento speciale, avevo messo tutti i miei ebook su Amazon, solo per quel giorno, in distribuzione gratuita. Per cui... la domanda sorge spontanea: com'è andata?



  • Abbandonate la Terra: 13 download
  • Un pacco, tre ragazze, e un ginseng: 13 download
  • Justice: 11 download
  • Rendez-vouz con la Cometa: 4 download
  • Bologna Trema: 4 download
  • L'albero dei Corvi: 3 download
  • La Metamorfosi di Lena: 3 download
  • L'alba della Cometa: 3 download
  • Cometa: 2 download
  • Le mirabolanti avventure di Icaro e Cecilia: 2 download
58 download in un solo giorno non è male, vero? Per cui oggi ho pensato di fare il bis. 

Da oggi fino a Ferragosto (compreso)
tutti i miei ebook su Amazon saranno gratuiti. 
Buona Lettura, e buona Estate!






lunedì 12 agosto 2013

Pitch Black

Glauco Silvestri
Guardo spesso Pitch Black. Il mondo di Riddick è tutt'altro che banale e mi sono ripromesso spesso di approfondire l'argomento... anche se poi questa pellicola è godibilissima anche da sola. Il pianeta dove l'astronave precipita è sicuramente l'ambientazione ideale per un film di fantascienza che - a mio parere - è in grado di intaccare il primato di ambientazione e tensione di Alien. Un pianeta con tre stelle che lo illuminano, privandolo della notte, per lo meno fino all'eclissi che avviene ogni 22 anni, e che dura un mese intero. Un pianeta che pare morto, ma che è al buio che rivela tutta la sua vitalità... anche se magari, scavando a fondo, si possono trovare alcune falle nella biosfera immaginata in questa ambientazione sci-fi.
I personaggi superstiti al naufragio sono interessanti, ma ahimè non approfonditi a dovere. Solo alcuni di essi vengono delineati in ogni loro sfumatura. Altri appaiono più come comparse, carne da macello, schiave del plot senza possibilità di disegnare sé stesse.
Tutto gira attorno al secondo pilota della nave, al cacciatore di taglie Johns Chase, e ovviamente a Riddick. Il legame tra questi tre personaggi è talmente complesso da apparire perfetto. Si riconosce il sospetto, l'odio, ma anche rispetto e persino una certa complicità. Qualcuno potrebbe addirittura evidenziare una sorta di amicizia tra questi tre caratteri... che pur rispettando i propri ruoli, riescono comunque a condividere parte delle loro stesse vite con gli altri, e a metterle le une nelle mani degl'altri. Fiducia e sospetto che camminano a braccetto per tutto il film... e non è facile costruire un connubio di questo tipo davanti a una telecamera che ha lo scopo di girare un film d'azione, un film di fantascienza.
Insomma, questo è un film complesso, che comunque sa intrattenere e divertire. Ben girato, con effetti speciali che non invadono la scena, con tensione e stupore che non lasciano mai il set.

Se proprio devo fare un appunto: perché non hanno convertito il rover in modo che potesse andare a batterie, piuttosto che fare l'intera scarpinata a piedi in mezzo a creature assetate di sangue? 

Da vedere assolutamente!







domenica 11 agosto 2013

La variante del Pollo

Glauco Silvestri
Perché un pollo sente l'esigenza di attraversare la strada? La variante del Pollo cerca di spiegare questo arcano mistero attraverso le "ipotetiche" parole di alcuni tra i più importanti autori della narrativa italiana contemporanea.
Il libro, ovviamente, nasce con scopo umoristico e ha la doppia intenzione di divertire, e di introdurre il lettore a differenti stili narrativi dei vari autori italiani. Va sottolineato che i vari interventi non sono stati scritti dagli autori citati, bensì da Renato de Rosa, che li imita con ironia e una notevole attenzione per i dettagli.
E' una piacevole lettura estiva, forse meno divertente di quanto ci si aspetterebbe incontrando il libro per caso, ma comunque curiosa da leggere. A me il libro è stato donato... tanto basta. 
Qui di seguito, invece che la solita recensione, riporto un breve estratto sullo stile di Bartezzaghi:

Molti lettori mi hanno posto il seguente quesito: perché il pollo ha attraversato la strada?
Tanto per cominciare la parola 'pollo' è un antipodo palindromo, cioè spostando la prima lettera, la 'p', in fondo alla parola e leggendo al contrario si ottiene ancora 'pollo'. Proviamo dunque ad attribuire un significato simbolico a questa osservazione. L'iniziale 'p' può ben rappresentare il pollo: il resto della parola - 'ollo' - viene quindi a indicare la strada. Per inciso facciamo notare che Ollo è un comune spagnolo di 374 abitanti situato nella comunità autonoma della Navarra.
Ma torniamo al pollo italiano: lo spostamento della 'p' da una parte all'altra e l'invariata del risultato simboleggiano l'inutilità del gesto: puoi attraversare quanto vuoi ma per te non cambierà nulla, pollo sei e pollo resterai.
La stessa sorte toccherebbe ad altri animali: il t-oro, la v-acca, il t-opo e la rana, mentre esistono bestie in grado di produrre risultati ben diversi e sorprendenti. I lettori si sono sbizzarriti ad applicare il gioco dell'antipode a molti animali da cortile. Odorico Settimini, da Rubizzo sul Frescone, fa notare che il c-ane attraversando la strada trova la sua c-ena, la lettrice Cordelia Rustighi da Troncio della Val Clavicola ha acutamente scoperto che il g-atto invece ne può ricavare solo una spiacevole g-otta. Uno strano caso è stato evidenziato da Anacleto Lazzareschi, da Montefusco, il quale ci ha scritto per segnalare che i gas di scarico delle auto inducono una strana mutazione genetica nella c-apra che, attraversata la strada, diviene c-arpa.
Ancor più curioso è il fatto che l'antipode applicato non all'animale attraversante ma all'entità attraversata trasforma una apparentemente innocua v-ia nell'incitamento più diretto e immediato che possa essere rivolto al pollo: v-ai!
A margine di tutto ciò osserviamo che, fortunatamente, la cozza non possiede zampe.





sabato 10 agosto 2013

District 9

Glauco Silvestri
District 9 è un'area di Johannesburg in cui, da circa vent'anni, sono raccolti un milione e mezzo di... gamberoni. Si tratta in realtà di alieni molto simili a dei gamberi, giunti dallo spazio con la loro nave in avaria, e "accolti" sul nostro pianeta in amicizia, per dar loro una casa, cibo, ristoro, finché non fossero in grado di tornare a casa loro.
Il problema è che la convivenza tra terrestri e alieni è tutt'altro che facile. Oltre ai problemi culturali, è presente anche una sorta di odio "razziale". La popolazione di Johannesburg vede i gamberoni come degli usurpatori dei loro soldi, delle loro tasse, dei loro diritti. Gli scontri sono all'ordine del giorno, e la stessa zona del distretto 9 è diventata un'area presidiata militarmente.
E mentre la nave aliena galleggia inerme proprio sopra il distretto 9, il governo decide che i gamberoni debbano essere spostati fuori città, in una zona che non "dia fastidio" a nessuno. Per far ciò viene incaricata una società privata, la MNU... solo che durante le fasi iniziali di informazione verso i gamberoni, accade che un supervisore MNU entra in contatto con liquidi alieni, e comincia a mutare... la caccia all'uomo è scontata, mentre quanto questo piccolo evento vada a scatenare, è tutt'altro che prevedibile.

Il film è davvero una rivelazione nel mondo della fantascienza. Esso sembra voler riportare gli antichi crismi della sci-fi degli albori al giorno d'oggi. Temi attualissimi come l'immigrazione clandestina, il razzismo, i ghetti, i centri di raccolta che somigliano sempre più a veri campi di concentramento vengono proiettati verso una specie aliena in difficoltà. E' interessante assistere, anche se consapevoli di trovarsi di fronte a un prodotto di fiction, a scene che potrebbero davvero verificarsi in una situazione analoga. Del resto già oggi vediamo cose simili sui nostri territori quando arrivano i barconi carichi di immigrati clandestini. Il film è girato sotto forma documentaristica, e ciò rende tutto quanto ancora più credibile. La regia è sapiente nel rendere tutto così vero... gli effetti speciali sembrano non essere neppure presenti. Tutto sembra plausibile, credibile, attuale. Ovviamente, come al solito, noi umani non ci facciamo davvero una buona figura.
Davvero un ottimo prodotto!


O.T.
Oggi ricorre, per me, un mesiversario importante. Per questo, oggi, tutti i miei ebook su Amazon sono in download gratuito.

Approfittatene, li potete raggiungere cliccando qui.






venerdì 9 agosto 2013

An important Day

Glauco Silvestri
Cade domani... E non ha niente a che fare con le stelle cadenti. E' un giorno importante che sono costretto a vivere lontano dalla persona con cui vorrei condividerlo, ma che merita di essere celebrato. 

Per questo, il 10 di agosto, domani, tutti i miei ebook su Amazon saranno in download gratuito. 

Approfittatene, li potete raggiungere cliccando qui.




giovedì 8 agosto 2013

E sarà la luce

Glauco Silvestri
E sarà Luce racconta le vicende accadute, in una sola notte, sulla superficie di un piccolo pianeta posto ai margini della galassia, ovvero Damien. E' un pianeta presidiato dall'esercito, ove è quasi impossibile scendere se non si hanno permessi speciali. Su di esso vivono solo un pugno di uomini con il compito di vigilare sulla popolazione locale, i Dameii. Questi assomigliano a insetti, ma hanno fattezze umane, sia per dimensioni che per intelligenza. I Dameii nascondono anche un segreto importantissimo. Possiedono ghiandole, che in caso di forti stress, producono una sostanza che... "dona un senso di felicità e benessere incredibile agli uomini". E' per questo che il pianeta è presidiato. In un passato non troppo remoto alcuni sfruttatori erano riusciti, torturando queste creature leggiadre, a produrre e vendere un elisir realizzato proprio con le secrezioni di queste ghiandole. Un mercato ricchissimo, ma allo stesso tempo insopportabile per l'alta morale raggiunta dalla società umana. Per cuò era dovuto intervenire l'esercito, ed era stato necessario mettere sotto quarantena il piccolo pianeta.
Ora però le cose sono cambiate, e una piccola delegazione umana ha ottenuto il permesso di scendere su Damien per assistere a un evento eccezionale... Il pianeta, infatti, sta per essere investito dalle onde d'urto prodotte da una supernova. E' un fenomeno più unico che raro a cui studiosi e appassionati non vogliono rinunciare.
La vicenda si svolge nel corso di una sola notte; una notte che dovrebbe essere coronata da uno spettacolo irripetibile, e che invece si tramuta in una vicenda violenta, carica di intrighi, sospetti, vendette, e bramosie.

Il romanzo è pieno di premesse interessanti. E' il secondo e ultimo romanzo di James Tiptree, autore noto per lo più per i suoi racconti, che per i romanzi (che poi sono solo due, questo compreso). Senza che io vada a rivelare subito chi si nasconde dietro allo pseudonimo con cui si presenta l'autore. Il tocco è evidentemente femminile. I personaggi maschili hanno una psicologia che mal si sposa con la loro identità mascolina. E', per certi versi, una sorta di romanzo di costume proiettato avanti nei millenni. Gli atteggiamenti ricercati, la struttura dei dialoghi, dei pensieri, delle azioni ha una latenza quasi... lattea. Tutto avviene in una sola notte ma sembra dilatato in un tempo più lungo, e questo senza considerare i fenomeni di distorsione temporale che compaiono all'interno della vicenda. I dialoghi hanno la precedenza su tutto. Gli (alcuni direbbero) "spiegoni" spezzano costantemente la tensione, ma tessono la rete che l'autore vuole creare attorno a quanto avviene. Non c'è improvvisazione. E' tutto misurato. Appare quasi incredibile che sia un testo di fantascienza dei primi anni ottanta. Ci sono alcune ingenuità perdonabilissime, e situazioni da "salotto". Nel testo si potrebbe denotare una sorta di colore "old style" che è apprezzabilissimo, e che si potrebbe ricondurre persino alla principale attività dell'autore, per lungo tempo agente CIA interessato ai problemi connessi con l'identità sessuale. Qui, di quegli argomenti, si trovano molti spunti.
Lo ammetto... è un po' lento per quanto ci si potrebbe aspettare da un romanzo del 1985, ma nel complesso disegna un intrigo coinvolgente e che conduce per mano il lettore fino al gran finale. Peccato   per l'eccesso di zelo a storia conclusa, dove l'autore (ok, l'autrice) si sforza di chiudere tutti i tasselli e regalare un lieto fine a ogni singolo personaggio - penso io - in modo del tutto superfluo all'assieme della vicenda.

martedì 6 agosto 2013

Terrore dallo spazio Profondo

Glauco Silvestri
Terrore dallo spazio Profondo è il primo remake de "l'invasione degli ultracorpi" (film del 1956), ed è datato 1978. La vicenda è inquietante. Una pioggia strana porta sul nostro pianeta delle strane spore, che una volta entrate in simbiosi con la vegetazione, cominciano a espandersi anche all'interno dei centri abitati. Nessuno si accorge di nulla, se nonché, lentamente, il carattere di molte persone muta, diventa più freddo, distaccato, "asettico". Chi se ne accorge viene tacciato per matto, o preda di crisi psicologiche dovute allo stress quotidiano. Ma non tutti rimangono inermi di fronte alla minaccia. Una biologa, un responsabile della sanità, un poeta e uno psicologo si accorgono di quanto sta accadendo, per quanto ciò sia strano, e cercano di allertare le autorità... 

Il film mostra i segni degl'anni, ma è comunque invitante, piacevole da guardare, e con un'aura di mistero. C'è suspance. C'è azione. Gli attori hanno un pedigree notevole, e sono tutti ben amalgamati. Accanto ad un bravo Donald Sutherland spiccano Leonard Nimoy e un giovane Jeff Goldblum. Ma anche le comparse sanno fare il loro dovere. 

E' una buona pellicola di intrattenimento, e anche gli extra del dvd sono molto interessanti da seguire.






lunedì 5 agosto 2013

Angel-A

Glauco Silvestri
Per una volta non c'è Jean Reno in un film di Luc Besson. Angel-A è davvero una pellicola particolare, molto affascinante, girata con stile e passione. Racconta la storia di André, un ragazzo che decide di gettarsi da un ponte perché sommerso dai debiti, e perseguito dai suoi creditori.
Quando arriva sul ponte, André trova accanto a sé una ragazza. Anche lei è intenzionata a gettarsi, e forse è più determinata di lui, visto che dopo un breve scambio di battute sarcastiche, lei si butta. André la segue... ma per salvarla.
Così scopre che la ragazza, fisico da modella, atteggiamento spavaldo, carattere forte, si chiama Angela. Essendogli debitrice, lei decide di risolvere i problemi di danaro del ragazzo. André si trova così coinvolto in una serie di vicende surreali che lo porteranno ad avere maggiore fiducia in sé stesso e nelle sue capacità...

Evito, apposta, di raccontare alcuni dettagli... diciamo soprannaturali... della pellicola. Non dovete pensare che sia una storia romantica, anche se i sentimenti esistono. E' piuttosto un film che travalica il fantasy e la fantascienza. Un film che richiama alcuni misticismi religiosi, e li ripropone in chiave moderna e cruda. Angela è un personaggio grandioso e va assaporato in ogni dettaglio... a partire dal fatto che la sua presenza tramuta la pellicola da bianco e nero a colori... anche se i colori non ci sono.
E' una storia surreale, per certi versi segue un canone classico degli eventi, e probabilmente anche prevedibile. Ma i personaggi, e la regia peculiare, caratterizzano il film al punto da ammaliare. E' davvero bello e lo consiglio a tutti.






venerdì 2 agosto 2013

Gattaca

Glauco Silvestri
Favoloso Gattaca... In un futuro prossimo le coppie sposate potranno "progettare" il proprio figlio andando a selezionare tra le miriadi di combinazioni del loro DNA, quelle migliori. Potranno anche scegliere di lasciare tutto al caso, i bambini nati saranno proprio come noi, che non abbiamo avuto l'opportunità di essere modellati prima della nascita così da avere il meglio, del meglio, del meglio, del nostro parco genetico. Questi ultimi sono chiamati i "figli dell'amore", ma il loro destino è triste perché, per quanto fare discriminazione sia fuori legge, per ogni tipo di lavoro la selezione è severissima e premia chi possiede un corredo genetico di prima qualità.
In un prossimo futuro, praticamente, esisteranno "di fatto" cittadini di serie A, e cittadini di serie B.
Cosa succede, però, se un "figlio dell'amore" ambisce a diventare astronauta? Nascendo geneticamente sfavorito, dovrà agire d'astuzia. E' ciò che fa Vincent Freeman, che si costringe a una vita d'inferno per assumere le sembianze di Jerome Morrow ed entrare a Gattaca. 
Vincent è davvero bravo nel suo simulare la perfezione. E' aiutato da un team che lo porterà a controllare ogni dettaglio del proprio corpo, pur di non lasciare tracce... per lo meno fino all'instante in cui un supervisore viene ucciso, e durante l'indagine, i poliziotti, trovano una ciglia appartenente a Vincent Freeman, e non a Jerome Morrow.

Intenso, potente, carico di mistero e di... distacco emotivo. E' fantascienza di altissimo livello. E' uno scavo approfondito nella psiche umana. Questo film è perfetto in ogni dettaglio, in ogni inquadratura, in ogni pensiero. I colpi di scena non mancano e sorprendono. La storia stessa ci induce a porre domande importanti su ciò che sarà il futuro della nostra società.

Davvero, davvero, bello.






giovedì 1 agosto 2013

Interviste

Glauco Silvestri
E' apparsa ieri, online, una mia lunga intervista sul blog di Cervello Bacato. Gli argomenti trattati sono tanti: gossip, ebook, blog, la mia vita, varie ed eventuali... si parla anche di H-Asteroid (e come potevamo evitarlo? Tra le altre cose è appena uscito il libro...).

Se siete curiosi, potete trovarla qui! Buona Lettura.




Post Recenti



Powered by Blogger.

Popular Posts

Cerca sul Blog

')